L’ABORTO AL CENTRO DEL DIBATTITO “IO DECIDO”

Cultura // Scritto da Fabrizio Ardito // 30 marzo 2014

L’ABORTO AL CENTRO DEL DIBATTITO “IO DECIDO”


fidapa convegno aborto

Ha oltre 30 anni, ma continua a far parlare di sé: si tratta della legge 194 del 1978, la legge sull’interruzione di gravidanza, meglio nota come “legge sull’aborto”. E’ nota per aver riconosciuto un diritto delle donne, ma anche per aver introdotto l’obiezione di coscienza dei medici, che da molti visto come un ostacolo all’applicazione della legge stessa. La F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), assieme all’Associazione Avvocati Biscegliesi e l’Ordine degli Avvocati di Trani, ha organizzato ieri mattina presso Mastrogiacomo Ricevimenti una conferenza dal titolo significativo: “Io decido”, perchè l’aborto non è solo una necessità o un diritto, ma soprattutto una scelta della donna.

DATI IN PILLOLE. In Italia la legge che norma l’aborto riconosce ai medici ginecologi e alle figure professionali e sanitarie che gravitano intorno agli interventi neonatali e ostetrici il diritto di non procedere con l’interruzione di gravidanza perchè contrario a propri moti di coscienza. In molti però credono che questo sia il limite fondamentale della legge in quanto sostengono che se da una parte è vero che molti medici sono anche obiettori di coscienza, dall’altra è anche vero che in gran parte lo sono per mera opportunità. E allora in apertura del convegno la Dott.ssa Caterina Bruni, presidente della F.I.D.A.P.A., ha fornito un po’ di dati: al nord il 70% dei medici ginecologi è obiettore di coscienza, percentuale che al sud arriva all’80% (al culmine c’è solo il caso del Lazio, la regione più “clericalizzata” d’Italia, come è stata definita, perchè il 91% dei medici ginecologi è obiettore di coscienza). A queste percentuali, già di per sé alte, vanno tuttavia aggiunti i dati di altre categorie sanitarie obiettori di coscienza, come gli anestesisti (50%), gli infermieri e le ostetriche (entrambi al 70%). Non è poi così lontano dalla realtà il caso in cui pur di fronte ad un medico non obiettore ci siano altre categorie che lo siano, o viceversa.

Prof. Nicola Blasi

Prof. Nicola Blasi

Dott. Piero Lalli

Dott. Piero Lalli

OBIEZIONE DI COSCIENZA SI/NO? I relatori hanno perciò discusso sulla corretta applicazione della legge. Il primo, il Prof. Nicola Blasi, dirigente medico e consulente presso l’Ospedale S. Maria di Bari, ha ricordato come spesso il medico non obiettore sia demonizzato dai più, al pari della tanto discussa pillola RU 486 (la pillola anticoncezionale “del giorno dopo”), mentre il Dott. Piero Lalli, dirigente del reparto di ginecologia e ostetricia presso il Presidio Ospedaliero di Barletta, ricorda come non sono il limiti della legge 194, ma quelli più ampi della sanità italiana, a danneggiare i cittadini e pazienti, ricordando come l’obiezione di coscienza non deve fare da scudo a chi non vuole operare, poichè in casi di necessità non deve procurare nocumento al paziente, favorendo la salute della donna anziché del feto.

Dott. Donato Sivo

Dott. Donato Sivo

Il Dott. Donato Sivo, medico del lavoro presso l’ASL BAT, ha altresì ricordato come la cultura e il movimentismo organizzato abbiano abbandonato il loro ruolo educativo: se infatti prima c’erano movimenti strutturati che formavano e informavano le donne sull’uso della pillola anticoncezionale e dell’aborto, ora questi gruppi sono venuti meno, così come viene meno il ruolo educativo della scuola nell’insegnamento delle nozioni sulla sessualità.

Prof. Ignazio Lagrotta

Prof. Ignazio Lagrotta

Il Prof. Ignazio Lagrotta, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Bari, ha delimitato il quadro normativo e giurisprudenziale nel quale la legge opera: partendo dal presupposto che la legge, superati i 30 anni, doveva essere aggiornata e portata al passo della tecnica medica e delle esigenze della società moderna, bisogna inquadrare come il diritto di obiezione di coscienza debba configurarsi; fermo restando che se un medico non interviene in caso di necessità non c’è legge 194 che tenga (poichè imposto dallo stesso articolo che riconosce l’obiezione di coscienza, così come dalla deontologia medica), le possibili soluzioni sarebbero o il disconoscimento dell’obiezione di coscienza, o il riconoscimento come diritto soggettivo perfetto o come precondizionato da disposizioni costituzionali (combinato disposto artt. 2-19-21 della costituzione). La soluzione preferibile sarebbe proprio quest’ultima.

Dott.ssa Vincenza Di Franco

Dott.ssa Vincenza Di Franco

In ultimo è intervenuta la Dott.ssa Vincenza Di Franco, piscologa e psicoterapeuta presso il Sevizio Consultoriale ASL BAT, che ha esposto come una carenza di consultori familiari nella provincia (solo 8 nella BAT), e in generale nella regione, non sia un’adeguato livello educativo e informativo non solo alle nuove generazioni, ma anche alle giovani donne che decidono di interrompere una gravidanza. Sarebbe opportuno, ha spiegato la dott.ssa Di Franco, abbassare l’età alla quale si fa educazione sessuale nelle scuole, dato che i giovani sono più precoci e rischiano di arrivare con convinzioni distorte in merito una volta incominciato lo studio della disciplina.

Fabrizio Ardito

Chi è Fabrizio Ardito

Giornalista pubblicista dal 2012, è studente di Marketing e Comunicazione. E' l'ispiratore dello spazio web del giornale cartaceo (all'inizio per l'allora Diretta Nuova, ora Bisceglie in Diretta), di cui è stato responsabile. Tra i suoi interessi ci sono la Politica, la Comunicazione, la Statistica, l'Astronomia e l'Informatica. Attualmente è redattore di Bisceglie in Diretta.




Cultura // Scritto da Fabrizio Ardito // 30 marzo 2014