LA STORIA DI ALINA E SIRIA, ALLE PRESE CON GENTE CHE NON SA COS’E’ LO SPORT

Sport / Storie di sport // Scritto da Vito Troilo // 15 aprile 2014

LA STORIA DI ALINA E SIRIA, ALLE PRESE CON GENTE CHE NON SA COS’E’ LO SPORT


 

La tenera immagine dell'arrivo di Alina e Siria

La tenera immagine dell’arrivo di Alina e Siria

La runner biscegliese decide di correre una maratona nelle retrovie con la sua splendida dalmata e qualcuno ne chiede la squalifica!

Molto spesso la differenza fra l’agonismo, l’ansia del risultato e lo sport puro, declinato senza sentire il bisogno sfrenato della competizione, non è ben compresa da chi lo pratica, lo segue e lo gestisce.

Capita anche di assistere a episodi assurdi. Alina Losurdo ha deciso di correre una maratona insieme alla sua Siria, uno splendido dalmata, naturalmente senza alcuna velleità di classifica ma per condividere la gioia insieme a chi spesso le tiene compagnìa. Qualcuno che non sa cosa sia l’essenza dello sport ha avuto da ridire. Alina ha voluto raccontare a Bisceglie in diretta quanto successo.

Mi chiedo: siamo amatori maratoneti o maratoneti di professione?
Conoscendo l’ottima organizzazione e sfruttando la vicinanza a Massa Lombarda ho preferito correre la maratona di Russi e non Milano, accompagnata dalla piccola Siria, la mia maculata.

Quello che per me era semplicemente un ritorno a correre la distanza ufficiale si è trasformato in un piccolo dispiacere.

Molti atleti non amatori l’hanno ritenuta, purtroppo, solo una maratona trainata dal cane, benché si trattasse della 50a volta in vita mia, non certo la prima in cui supero la distanza dei 42 km.

Non ho bisogno di “usare” (come qualcuno mi ha accusato) la mia piccola vita maculata per raggiungere il traguardo. Non farei mai nulla che mettesse in repentaglio la sua vita e il suo stato fisico. La mia piccola percorre con me tutte le settimane anche più di 100km.

Sono molto delusa e forse anche arrabbiata per la nuova scoperta che nel nostro mondo delle retrovie, quello che in realtà dovrebbe essere gioia e passione, dove la posizione in classifica non ci dovrebbe interessare, ci sono persone che hanno richiesto la squalifica di chi come me ha corso col cane!

All’arrivo mi è stato persino detto che avrei potuto lasciare il cane a qualcun altro e tagliare il traguardo senza di lei perché tutto fosse “regolare”. Non lo farei mai. Questo sarebbe davvero prendere in giro gli altri, come accade a quei soggetti che nel corso delle ultramaratone (e non solo) salgono in macchina!

A chi, sorpassandomi, ha detto: «Ora le prendo il pettorale e dico al giudice di squalificarla!», ho educatamente risposto: «Te lo dico io il numero, non affaticarti per sorpassarmi, comunica pure il 575».

A chi mi ha detto: «Questa maratona non vale per te!» ho risposto, sempre con gentilezza: «Pazienza, a fine anno non la indicherò al club. Perché non squalifichiamo tutti quelli che si fanno accompagnare in bici nelle maratone?»

La corsa per me è solo pura gioia e soddisfazione personale per i sacrifici che si fanno nel corso degli allenamenti. A chi ha chiesto le squalifiche dico: provate a correre con un quadrupede, soltanto così si potrà capire quello che significa. L’unico motivo che ci lega ancora a correre insieme non è legato al cronometro (anche perché con lei ci metto sempre più tempo) ma soltanto l’amore sviscerato fra di noi.

Correre col proprio animale è splendido, perché sposti tutte le attenzioni su di lui dimenticandoti di te. E’ la mia Siria quella da abbeverare, da bagnare, da guardare per tutta la corsa, da coccolare. E’ lei che sta giocando con me, correndo.

Qualcuno mi ha chiesto: «Perché non hai partecipato alla gara non competitiva?». Ho risposto: «Perché pago i servizi che la maratona mi mette a disposizione e non li userei mai per fare un semplice allenamento».

Alla fine mi chiedo se siamo amatori o la domenica corriamo per guadagnare. Preferisco essere una semplice amatrice, non m’importa della squalifica e neppure di essere considerata quella che si fa trainare dal cane.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Sport / Storie di sport // Scritto da Vito Troilo // 15 aprile 2014