La filosofia incontra il pubblico a Libri nel Borgo Antico

Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 28 agosto 2016

La filosofia incontra il pubblico a Libri nel Borgo Antico

Al castello una conversazione con Matteo Losapio a proposito della filosofia russa

Il gremito cortile del castello svevo di Bisceglie ha fatto da cornice alla conversazione tra il prof. Luigi De Pinto e Matteo Losapio, giovane autore biscegliese che ha presentato in quella sede il proprio saggio sulla vita del filosofo, matematico e presbitero russo Pavel Aleksandrovič Florenskij, nato dal suo lavoro per la tesi di laurea presso la facoltà di filosofia all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Prima di entrare nel merito della questione trattata nel libro, De Pinto ha fatto una breve introduzione su cosa “fare filosofia” significhi: «In fondo, – ha spiegato il professore – occuparsi di filosofia oggi, vuol dire riflettere sulla vita». L’autore ha spiegato che, come ogni libro, anche la sua pubblicazione è nata dall’esperienza di vita vissuta «Ho riscoperto la cultura russa in un momento particolare della mia vita – ha detto Losapio – stavo cercando dei punti di riferimento». La Sofia di cui parlano gli autori russi, hanno spiegato dal palco, è una donna alata vestita di fuoco ed è un personaggio che ha permesso di cercare le crepe del quotidiano per sentirsi chiamati da Dio. Il saggio si occupa dell’icona, intesa non solo come oggetto religioso, ma anche come oggetto estetico. A questo proposito, Matteo si è servito di due immagini che fanno parte dell’immaginario collettivo, quali la “Gioconda” di Leonardo da Vinci e una “Madonna con bambino” di età medioevale per spiegare le differenze e i punti di contatto tra i due dipinti.

La differenza tra le due tele va ricercata innanzitutto nel periodo in cui sono state prodotte: la “Monnalisa” è un quadro rinascimentale che racchiude in se tutte le particolarità del periodo storico di riferimento. Nel Rinascimento, il protagonista del quadro non è il soggetto ritratto, bensì chi lo guarda. L’autore della tela ha osservato la realtà e l’ha riprodotta in modo prospettico, cosa che nel caso dell’icona della Madonna non accade. Le icone non hanno prospettiva, perché il soggetto non è chi le guarda, ma Dio.

La conversazione ha offerto diversi spunti di riflessione al pubblico presente passando da Kant a Hegel, da Nietzsche a Freud, permettendo a tutti di conoscere, almeno in parte, questa Sofia, donna che si presta facilmente ad essere amata da molti.

Cristina Scarasciullo

Chi è Cristina Scarasciullo

Cristina Scarasciullo ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo "Da Vinci" di Bisceglie, ed è iscritta alla facoltà di scienze della comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro". Collaboratrice di Bisceglie in Diretta, coltiva il sogno di diventare una giornalista d'inchiesta fin da bambina. Il suo punto di riferimento è Giancarlo Siani.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 28 agosto 2016