IUC o… IUSC? La TARI nel dettaglio, caso per caso

Attualità / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 4 ottobre 2014

IUC o… IUSC? La TARI nel dettaglio, caso per caso


IUC o, alla biscegliese, IUSC? Prendiamo a prestito il gioco di parole del dirigente comunale dott. Pompeo Camero (e se lo dice lui, c’è da fidarsi), per introdurre un argomento oggettivamente urticante.
All’esito del consiglio comunale del 29 settembre, sono state rese note le tariffe TARI, componente, con TASI ed IMU, di quella IUC che dal 2015 costituirà l’imposta unica comunale.
Secondo i calcoli dei tecnici dell’Ufficio Tributi le cifre parlano chiaro: +5% che, spalmato, su tutta la popolazione, garantirà al Comune maggiori introiti per circa 400.000 euro. Secondo i nostri calcoli, che non contemperano i 4.000 evasori incalliti della tassa sui rifiuti, le casse comunali potrebbero introitare, tra quota fissa e quota variabile, anche molto di più.

tari utenze domesticheUTENZE DOMESTICHE: Veniamo ai numeri. Per le utenze domestiche, la quota fissa varia da 1,05 euro/mq ad 1,43 euro/mq, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. A pagare di meno, saranno i single, avvantaggiati anche da una quota variabile sensibilmente più bassa di quella applicata alle famiglie numerose. La peggio l’avranno le famiglie cosiddette allargate, composte da 6 o più membri, che si vedranno applicate tariffe pari ad 1,38 euro/mq, più 239,13 di quota variabile: una casa di 100 mq produrrebbe insomma spazzatura per 376 euro, cui va aggiunto un 4% (15 euro circa) di tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali. In totale 391 euro: più di un euro al giorno.
Le tariffe saranno dimezzate solo se si verificano due condizioni: reddito familiare inferiore ai 7.500 euro annui e capofamiglia disoccupato per tutto il 2013 o componente invalido al 100% . Anche nel caso di coppia di ultrasessantacinquenni con reddito inferiore ai 7.500 euro (caso che si verifica solo quando a percepire pensione è un unico componente), si applica lo sconto del 50%.
Hanno diritto ad una riduzione del 30%, i nuclei familiari con reddito ISEE inferiore ai 7.500 euro e capofamiglia disoccupato da meno di sei mesi, nel 2013 o nel 2014. Indipendentemente dal reddito, fruiranno dello stesso sconto anche i nuclei familiari che vivono nel centro storico. Chi vive in zone non asservite dal servizio di raccolta (distanza dal primo cassonetto utile, superiore ad 1 km), pagherà comunque, ma il 60% in meno del totale. Non paga TARI il conduttore (inquilino) che abbia preso in fitto un appartamento per meno di sei mesi: la quota è tutta a carico del locatore.

tari utenze non domestiche

UTENZE NON DOMESTICHE: Le utenze varieranno da 1,79 euro mq a 10,88 euro/mq. Le più salate, saranno le tariffe applicate a ristoranti, pizzerie, birrerie, caffè, pescherie e rivendite di ortofrutta.

BOLLETTINI: Non è ancora chiaro se nelle case dei biscegliesi i bollettini di pagamento arriveranno per tempo entro dicembre. Ad oggi, nessun tagliando è stato recapitato dall’Ufficio Tributi. Bene è pertanto, che ciascuno calcoli da sé la propria TARI e si premuri di rispettare le scadenze a prescindere dagli stampati.

Ulteriori approfondimenti sul numero di Bisceglie in Diretta in edicola il 15 ottobre.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 4 ottobre 2014