Intervista| Michele La Ginestra riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 13 febbraio 2016

Intervista| Michele La Ginestra riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

Quando il teatro diviene strumento di pace: il premio dà merito al progetto “Teatro 7 Solidarietà”

Attore, scrittore, regista e direttore artistico del teatro 7 a Roma, ma soprattutto un uomo che fa del suo mestiere il mezzo più nobile per aiutare chi è in difficoltà. Si tratta di Michele La Ginestra che con il progetto “Teatro Solidarietà” coinvolge i ragazzi togliendoli dalla strada, si occupa di sostegno a distanza e promuove una serie di attività a scopo benefico. Un uomo dal grande cuore, dunque, che fa del teatro, che tanto amava Papa Wojtyla, uno strumento di pace. Per questo sarà premiato a Bisceglie il prossimo 14 maggio dall’associazione Giovanni Paolo II, presieduta dal professor Natalino Monopoli e sarà insignito del Riconoscimento che porta il nome del santo polacco e premia personalità del mondo laico ed ecclesiastico che si sono distinti nel nome e nel ricordo di Papa Wojtyla.

In attesa del grande evento, Michele La Ginestra si racconta ai lettori biscegliesi.

Tutti i premiati del Riconoscimento Giovanni Poalo II, edizione 2016

Tutti i premiati del Riconoscimento Giovanni Poalo II, edizione 2016

Come ha accolto la notizia del Riconoscimento?
«Con molto piacere e con il dubbio… sarò effettivamente meritevole di un riconoscimento così importante».

Ha avuto modo di conoscere Giovanni Paolo II?
«Avendo io 50 anni, è stato il Papa con il quale sono cresciuto…mi ricordo l’udienza dell’80, quando addirittura gli strinsi la mano. Riusciva a trasmettere una grande serenità con il sorriso e con la semplicità dei gesti».

Sono ormai 12 anni che il Teatro 7 si dedica alla solidarietà portando avanti diversi progetti di sostegno socio-culturale. Quali sono questi progetti e come nasce il suo interesse di coniugare la passione per il teatro all’impegno sociale e umanitario?
«Il Teatro 7 nasce da un’associazione di volontariato che si occupava di giovani; un buon modo per togliere i giovani dalla strada era creargli un interesse che li potesse coinvolgere nella realizzazione di un progetto comune, quale quello di uno spettacolo teatrale. Se poi lo spettacolo era finalizzato alla raccolta fondi per scopi benefici, il risultato diventava doppio. Il progetto è cresciuto a tal punto che il salone parrocchiale dove agivamo è stato trasformato nel Teatro 7, grazie alla lungimiranza di un parroco che anticipava i tempi (P. Giuliano Conte dei Servi di Maria), l’associazione è diventata una Onlus (Teatro 7 Solidarietà Onlus) che si occupa di sostegno a distanza, e di promuovere la solidarietà attraverso il mezzo teatrale. Abbiamo adottato una missione in Mozambico, costruito due scuole ed un dormitorio, e mettiamo a disposizione i nostri spettacoli per la raccolta fondi e la sensibilizzazione del pubblico sui progetti specifici di ben circa 45 “onlus amiche”. Il progetto “Teatro7Solidarietà” è molto cresciuto e di questo sono molto orgoglioso».

Michele La Ginestra riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

Michele La Ginestra riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

Il tema del concorso studentesco legato al Riconoscimento 2016 è la difesa del cerato. Lei che è sempre a contatto con i giovani attraverso la scuola che ha fondato, quale messaggio sente di dare agli studenti impegnati in questo momento nella realizzazione degli elaborati? E’ possibile una società migliore, più rispettosa nei confronti delle cose e delle persone?
«Io mi sentirei di suggerire che il percorso di miglioramento della società, nasce dalle piccole attenzioni quotidiane: il rispetto del prossimo, dell’ambiente, delle norme, si coltiva in famiglia. Bisogna educare i giovani ai piccoli gesti quali la raccolta differenziata, il non sprecare acqua od energia, il non gettare le carte ed i mozziconi per terra; sembrano azioni stupide ma ci permettono di comprendere che la nostra libertà finisce quando si lede la libertà dell’altro. E questo si impara in famiglia, con il confronto con i genitori ed i fratelli, ed è il primo passo verso l’ascolto ed il rispetto del prossimo. Ma la cosa più importante è riuscire a far comprendere ai giovani l’enorme valore racchiuso in ognuno di noi; siamo così importanti che il Signore ci considera suoi figli, tutti, indistintamente, anche il più cattivo, quello da evitare, il peggiore, è figlio dello stesso padre, quindi è un nostro fratello. Con un fratello si può discutere, avere idee e gusti diversi, essere completamenti differenti, ma se si ci si pone all’ascolto, si può riuscire a colgiere quel profondo legame che esiste tra tutti gli uomini, che ci permetterà di compiere azioni straordinarie per la salvezza del pianeta».

Beatrice Fazi riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

Beatrice Fazi riceverà il Riconoscimento Giovanni Paolo II

“Stremate dalla Luna” è l’ultimo spettacolo che porta la sua firma. In scena Beatrice Fazi, anch’essa tra i premiati del Riconoscimento di quest’anno. Ci parli della commedia.
«Lo spettacolo è molto divertente, pur trattando temi attualissimi che coinvolgono in primis l’universo femminile (le protagoniste sono 5 donne). Tra una risata e l’altra si cerca di affrontare situazioni per molti traumatiche come una separazione, l’assenza di figli, la ricerca spasmodica di un’alternativa ad una vita di coppia troppo monotona…e grazie al sorriso, molte di questi argomenti trovano una possibilità di riflessione, che spinge spesso ad una soluzione che è spesso più semplice di quanto si pensi. Beatrice, e le sue colleghe, si sono abbandonate nelle mani di un uomo, il sottoscritto, che dirigendole artisticamente ha permesso, ai molti altri uomini presenti in sala, di comprendere meglio le tematiche femminili, che, dal basso della nostra superficialità, a noi maschietti sfuggono. E le Stremate sono risultate talmente divertenti e spensierate, che i molti spettatori “stremati” dal tran tran quotidiano, sono usciti dal teatro un bel po’ risollevati.
Ridere fa bene alla salute…perché, è provato, aiuta a riflettere».

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 13 febbraio 2016