“Inside”, il respiro dei luoghi lontani nella musica di Ivan Iarrobino

Cultura // Scritto da Cinzia Montedoro // 16 novembre 2015

“Inside”, il respiro dei luoghi lontani nella musica di Ivan Iarrobino


Atmosfera onirica, delicata e sognante; un viaggio musicale accompagnato da incanti avvolgenti, nella splendida cornice della chiesa medievale di Santa Margherita

È partito da Bisceglie il tour del giovane artista irpino Ivan Iarrobino, che ha presentato il suo primo album, dal titolo “Inside“, presso la chiesa medievale di Santa Margherita gestita dal FAI (Fondo Italiano per l’Ambiente). Il concerto è stato organizzato dello stesso FAI in collaborazione con il Centro Studi Biscegliese e l’associazione Chiesa di Santa Margherita, con il pieno sostegno del comune di Bisceglie, rappresentato dal sindaco Francesco Spina e dal vicesindaco Vittorio Fata.

La ballerina

La ballerina Ambra Amoruso

Prima dar voce alla musica l’artista ha voluto osservare, insieme al pubblico giunto numeroso anche dai paesi limitrofi, un minuto di silenzio per le vittime delle stragi di Parigi.
Le note di “Inside” lasciano spazio ad un’atmosfera surreale, che prendono vita attraverso le movenze della ballerina contemporanea Ambra Amoruso, che ha accompagnato il musicista.

Un concerto dalle molte sfaccettature: Iarrobino, poliedrico sperimentatore, ha presentato “Inside” come un lavoro genuinamente contemporaneo e minimalista, ispirato dai luoghi in cui il musicista è nato e vive, espressione di una propria esperienza di vita vista con i propri sensi e sentimenti, alternando la malinconia a momenti di dolcezza, creando, in questo incrocio di sentimenti, forti emozioni.

La chiesa di Santa Margherita

La chiesa di Santa Margherita

«Dopo aver maturato anni di studio al pianoforte e conservatorio mi sono dedicato alla sperimentazione di un genere tutto mio; la voglia di sperimentare nasce nel 2004, quando ho portato a termine altri due album che non ho ancora pubblicato. In seguito a queste mie esperienze ho dato vita ad Inside, la spinta giusta per far sì che il mio messaggio fosse ascoltato» afferma Ivan Iarrobino.

«Le descrizioni dei paesaggi, di ambienti, le nostre sensazioni ma soprattutto le emozioni, gli stati d’animo sono tutti tradotti in note, però io preferisco che l’ascoltatore disegni il suo personalissimo quadro immaginario, usando la propria sensibilità. Dentro “Inside” c’è tutta la mia testa, tutta la mia personalità, le mie vicende, gli episodi che hanno caratterizzato la mia vita, Inside è un linguaggio cioè una trasformazione in note di una biografia in un certo senso» conclude l’artista irpino.




Cultura // Scritto da Cinzia Montedoro // 16 novembre 2015