InPuglia 365, Loredana Capone a Bisceglie: «Vogliamo contenuti e non più contenitori. Gli imprenditori si facciano avanti per coniugare cultura e turismo »

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 18 novembre 2016

InPuglia 365, Loredana Capone a Bisceglie: «Vogliamo contenuti e non più contenitori. Gli imprenditori si facciano avanti per coniugare cultura e turismo »


Si è aperto con un incontro di quelli a cui non manca nessuno d’importante, la tre giorni di Maestri e Margherite, originale prologo diffuso alla stagione di prosa 2015/2016 del teatro comunale di Bisceglie.

cofAncora una volta Carlo Bruni, il direttore artistico del Sistema Garibaldi, ha voluto stupire, con una iniziativa che sconfina dagli spazi scenici e mescola le carte in gioco, proponendo visioni innovative di teatro come mondo. Con “Maestri e Margherite”, il concetto di “Sistema” si incarna nuovamente in una struttura a vasi comunicanti in cui si scambiano i fluidi turismo ed emozioni, storia e architettura, musica, cucina e fantasia. Il meglio, insomma, di quello che può offrire il territorio, partendo dalla tradizione, in un dialogo tra cultura e turismo che diventa modello innovativo di promozione di un “sistema città”.

Non è un caso che “Maestri e Margerhite” (tre intensi giorni di teatro, visite guidate, degustazioni, incontri) abbia ricevuto plausi, i fondi e il “bacio accademico” dalla Regione Puglia, che a Bisceglie ha scelto di ambientare, giovedì 17 novembre, uno dei 18 incontri di presentazione di “InPuglia 356”, il Piano strategico del turismo 2016 – 2025.

A presentare il Piano Strategico del Turismo regionale, in un lungo e plaudito intervento, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Loredana Capone, intervenuta il 18 al dibattito sul sistema turismo-cultura con il direttore del dipartimento cultura Aldo Patruno, il Sindaco Francesco Spina, il presidente della provincia Nicola Giorgino e il consigliere regionale Ruggiero Mennea, membro della commissione regionale per le attività produttive.

 A partire dai punti di debolezza del territorio e dalla necessità di ribaltarli, la Capone ha elaborato un discorso complesso, sistemico, plurale, corale. Per tradurlo in pratica, ha spiegato, «Non bisogna ripartire da zero, né rinnegare politicamente il passato. Tanto è stato fatto – ha ammesso in riferimento a chi l’ha preceduta nella carica di amministratore della cosa pubblica – tanto ancora si può fare. La Puglia ha migliaia di laureati in discipline umanistiche disoccupati, cioè di risorse umane non utilizzate e un vastissimo patrimonio non fruito. Cosa fare? Poiché alla domanda dobbiamo rispondere ora – con i fondi europei – e dobbiamo rispondere tutti – perché un territorio lo fanno le infrastrutture ma anche i cittadini, le istituzioni ma anche gli enti di formazione, gli studenti e i genitori, gli operatori della cultura e quelli del turismo, abbiamo deciso di mettere insieme queste voci, seguendo un unico filo conduttore. La crescita economica del sistema turismo – cultura».

La nuova logica delle politiche turistico-culturali – da ora in poi concetto unico nella teoria della Regione Puglia – è una logica di prodotto: «abbiamo investito in meravigliosi contenitori, ora investiamo in contenuti. Ecco perchè abbiamo chiesto e chiederemo ai privati  – e non direttamente ai comuni – di presentare eventi, non più progetti di ristrutturazione e recupero funzionale di contenitori pure meravigliosi. Per ottenere fondi, i sindaci dovranno capire che gli spazi recuperati vanno animati e non da volontari. È il momento che imprese culturali iniziano a produrre occupazione e alimentare il turismo 365 giorni all’anno».

I  temi di dibattito su cui tutti sono chiamati ad impegnarsi sono quello di filiera (aggregazione di soggetti orientati a produrre prodotti turistici vendibili), innovazione (tecnologica ma anche di processo e di prodotto), formazione (che va strutturata sulla base delle specifiche esigenze del territorio) e solo in ultimo infrastrutture (a patto che siano già orientate ad una produttività immediata).

«Non cadiamo nella trappola – ha spiegato l’assessore Capone – degli alibi. Le infrastrutture da sole non fanno il turismo, anche se i servizi pubblici efficienti aiutano. I beni culturali non sono automaticamente degli attrattori, lo diventano quando si trasformano in servizi fruibili, utili, nuovi. È l’ora della consapevolezza e, per la politica, di applicare le teorie di Michelangelo: scoprire l’opera d’arte già presente nella pietra, smettendo di scolpirla a sua immagine e somiglianza».  

Per dare prova di comprensione del messaggio regionale, Bisceglie ha voluto presentare ufficialmente in occasione del dibattito il video promozionale girato da Michele Placido nel 2015 e dedicato alla storia di Bisceglie e di Palazzo Tupputi. Il filmato, esempio di sinergia tra Sistema Garibaldi, Cineclub Canudo e tessuto imprenditoriale, artigianale, formativo del territorio, diventa così un primo modello da imitare. È uno «spot autorevole della nostra città – lo ha definito il sindaco Spina – che offre una nuova visione d’insieme. La visione di una cultura viva ed incarnata che sa cogliere i segni dei tempi e precederli al momento opportuno, facendo squadra».

Dal filmato, che per la prima volta ha avuto l’onore di uno schermo pubblico, ci si aspetta dunque tanto. Che sappia portare i turisti a Bisceglie e farli innamorare del suo modo d’essere. Come possa e debba farlo, ora che gira liberamente in rete, non è stato detto. Scagliata la freccia a lungo tenuta a riposo, siamo però certi siano già noti all’amministrazione  e agli attori coinvolti nell’operazione culturale, bersaglio e traiettoria per colpirlo al centro.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 18 novembre 2016