“Indifendibile dagli sguardi, racconto la mia storia”, Raffaele Sollecito a Lba

Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Giovenale // 29 agosto 2016

“Indifendibile dagli sguardi, racconto la mia storia”, Raffaele Sollecito a Lba

Il libro “Un passo fuori della notte” protagonista in un’affollata via Marconi

«E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo» (Pablo Neruda)

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5 novembre 2007, Amanda tra le braccia di Raffaele

La fotografia di un bacio, l’incipit dell’inferno. È stata una domanda su questo momento di tenerezza, questo scatto che a suo tempo fece il giro del mondo, ad introdurre la conversazione con Raffaele Sollecito durante l’ultima serata di Libri nel Borgo antico, domenica 28 agosto in via Marconi.

L’ingegnere informatico ha conversato con il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Antonello Norscia, presentando il suo libro Un passo fuori dalla notte (edito Longanesi); nelle pagine, Sollecito racconta e si racconta, svela retroscena, e fa luce sul suo coinvolgimento sul caso Kercher dal quale è stato assolto in via definitiva, insieme ad Amanda Knox, dalla corte di Cassazione il 27 marzo 2015.

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Il pubblico di Via Marconi

Alla presenza di una gremita via Marconi, dopo la presentazione dello scorso gennaio presso il Circolo Unione (link all’articolo), Raffaele Sollecito ha avuto modo di interfacciarsi con il pubblico biscegliese: «se tornassi indietro darei ad Amanda lo stesso amore raffigurato in quella foto, in cui due ragazzi innocenti di 20 e di 23 anni non stanno capendo cosa stia loro accadendo. Stavo consolando Amanda, una ventenne americana che non conosceva bene la nostra lingua ed era sola e lontana dalla sua famiglia. Invece questo momento raffigurato è stato interpretato come freddo e distaccato da ciò che stava accadendo».

Incalzato dalle domande del giornalista, Sollecito ha raccontato della pressione mediatica e di quella giudiziaria cui sono stati sottoposti i tre principali indagati, delle 13 ore giornaliere di interrogatori  da parte della questura, dei tre mesi in isolamento e dei tre anni di carcere di massima sicurezza.

In merito alla revisione del processo, così come di recente chiesto dall’unico colpevole l’ivoriano Guède condannato per concorso in omicidio, Sollecito si è così espresso:«Guede a suo tempo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato che prevede un iter processuale diverso dal mio e da quello di Amanda, in cui in molte domande si è avvalso della facoltà di non rispondere; è un dato di fatto che sono state ritrovate tracce di Guede sul corpo di Meredith da parte degli inquirenti».

La spettacolarizzazione del delitto di Perugia, oggetto della tesi di laurea del biscegliese Vincenzo Carelli

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Il dottor Carelli ha discusso una tesi di laurea sul caso Kercher

È intervenuto durante la serata Vincenzo Carelli, presumibilmente unico laureato biscegliese in scienze dell’investigazione che ha discusso una tesi di laurea presso l’università degli studi dell’Aquila, in merito al vespaio suscitato dal caso Kercher: «quella del 27 marzo è stata un sentenza storica per l’Italia, in cui erano coinvolti un’americana e un italiano; un giudice della Cassazione ha accusato delle mancanze da parte della polizia sulla scena del crimine che non ha obbedito ai protocolli investigativi, secondo gli standard europei, che implicano dei passaggi per avere prove certe» ha affermato Carelli.

«È morta una parte di me, ma sono rinato»

In platea, da sempre accanto a Raffaele, il padre Francesco Sollecito e un pensiero il giovane biscegliese lo ha rivolto anche alla madre, scomparsa tempo fa: «mi è sempre stata vicina in ogni momento, soprattutto durante i mesi di isolamento in cui ero solo e sfiduciato» ha poi continuato in merito alla sua rinascita dopo la lettura della sentenza :«non ho nessuna difesa dagli sguardi, posso solo dire che quello che è successo a me poteva accadere a chiunque, l’unica cosa che posso fare è parlare con la gente che, a mio avviso, spesso non sa cosa accade nei tribunali e nelle carceri italiane»,

Cristina Giovenale

Chi è Cristina Giovenale

Giornalista pubblicista dal 2009, laureata con lode in Filologia Moderna collabora con Biscegliendiretta dal 2006. Ha lavorato come giornalista per l'ATS-agenzia telegrafica Svizzera e per l'ufficio stampa dell'ambasciata d'Italia a Berna. Ha anche collaborato con il Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della sera.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Giovenale // 29 agosto 2016