Imprese agricole in difficoltà. Libretto UMA: tempi biblici per il diritto al carburante agevolato

Attualità // Scritto da Giacomo Alberto DellOlio // 21 febbraio 2017

Imprese agricole in difficoltà. Libretto UMA: tempi biblici per il diritto al carburante agevolato

L’agricoltura è il nostro carburante… ma il carburante per l’agricoltura?

Sono in difficoltà, ancora una volta, le imprese del settore agricolo pugliese, penalizzato questa volta dalla burocrazia inutile.

Superata la metà del mese di febbraio molte aziende non hanno ancora la possibilità di ritirare il carburante a costo agevolato, diritto acquisito dal 1995 e per il quale sono costrette a sottoporsi ad una lunga e macchinosa procedura autorizzatoria.

A due mesi dall’inizio del nuovo anno, gran parte degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti non ha ancora ottenuto il diritto all’assegnazione del carburante spettante per l’anno solare 2017. La titolarità di questo diritto è contenuta nel cosiddetto libretto UMA, la cui compilazione avviene su un software regionale dall’utilizzo particolarmente complesso.

La procedura per la compilazione online è ostica, richiede molti allegati e per presentare una sola richiesta, i tecnici specializzati (la Regione lavora con associazioni in convenzione, che per domanda incassano appena 4 euro all’ora, che non vengono nemmeno corrisposte direttamente agli operatori) impiegano più giorni.

I bug del programma, che è già obsoleto per i tempi rapidi dell’informatica, comportano continui aggiornamenti di sistema, quest’anno occorsi troppo tardi e legati alle segnalazioni degli utilizzatori. Questo ha costretto gli agricoltori a comprare il carburante necessario per i diversi tipi di lavorazione a prezzo pieno.

La dematerializzazione delle procedure ha insomma fallito. Sicuramente – spiegano gli utenti – era tutto più facile  in passato, quando i periti informatici non avevano ancora messo le mani su questo sistema e chi doveva fare la domanda per l’assegnazione poteva rivolgersi al locale ufficio Uma. Compilando a mano un semplice prestampato,  gli agricoltori nel giro di una settimana riuscivano ad ottenere ciò che spettava loro per legge.

Dopo la chiusura del locale ufficio Uma e il trasferimento delle competenze al comune, si è tutto complicato. Fino al 2016 le richieste di assegnazione con i relativi documenti in allegato, venivano stampate e consegnate brevi manu al comune. Dopo un attento controllo da parte dei funzionari interessati si passava alla firma del sindaco. Da quest’anno invece tutto è cambiato. Per velocizzare il sistema, si è chiesto ai tecnici di compliare le domande online, stamparle, firmarle, scansionarle, inviarle al comune che le ristampa per averne copia in casa, da l’ok, compila il libretto e lo consegna. Il sistema è lento, non funziona in modo adeguato, provoca perdite di tempo e di soldi. C’era stata una proposta, da parte di un dirigente regionale del settore, relativa alla possibilità che le aziende accedessero direttamente al sistema, per tagliare un po’ di passaggi e consentire un risparmio economico alla Regione. I fondi spesi per alimentare questo meccanismo parevano, anche a lei troppi: quelli per la realizzazione dell’architettura informativa, quelli per il miglioramento e la manutenzione, quelli dati alle associazioni iscritte all’albo, quelli elargiti ai comuni, che potrebbero tranquillamente essere estromessi dal meccanismo. Eppure la proposta è morta lì. Con buona pace del comparto, che deve subire quello che accade lontano dai campi senza possibilità di appello.




Attualità // Scritto da Giacomo Alberto DellOlio // 21 febbraio 2017