“Le Belle Bandiere” giovedì in scena al Garibaldi con “Svenimenti”

Cultura // Scritto da Elisabetta La Groia // 9 febbraio 2016

“Le Belle Bandiere” giovedì in scena al Garibaldi con “Svenimenti”

Prima dello spettacolo, nel foyer, l’inaugurazione della mostra fotografica “Caronte” di Teta Colamonaco

La compagnia teatrale emiliana “Le Belle Bandiere” presenterà a Bisceglie, giovedì 11 febbraio alle ore 21:00, il suo nuovo lavoro dal titolo “Svenimenti”. Il pubblico del Garibaldi assisterà ad un vaudeville dagli atti unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov, genere teatrale nato nella Francia settecentesca nel quale rientrano le commedie leggere dove la prosa si altera a strofe cantate.

In scena, un mix di frammenti tratti dagli scritti di Cechov, stralci delle lettere scritte ad amici e parenti mescolati alla corrispondenza immaginaria che sua moglie, l’attrice Olga Knipper, intratteneva con il marito dopo la sua morte.

Il repertorio della compagnia, consolidato e originale, ha fatto “strage” di note positive provenienti dal pubblico e dalla critica, confermando la bravura dei fautori dello spettacolo, ovvero Elena Bucci, alla quale si deve l’intero progetto, l’elaborazione drammaturgica e la regia (con la collaborazione di Gaetano Colella, già direttore artistico del Crest di Taranto) e Marco Sgrosso, attore, per uno spettacolo che si annuncia rivoluzionario, delicato e spiritoso allo stesso tempo.

Botteghino aperto dal martedì al giovedì, dalle 18:00 alle 20:00. La vendita dei tagliandi è aperta anche online e presso le rivendite booking show. Per informazioni è possibile scrivere a sistemagaribaldi@gmail.com o telefonare allo 0803957803.

Teta Colamonaco

Teta Colamonaco

Prima dello spettacolo, il foyer del Garibaldi inaugurerà la nuova mostra della sezione “Femminile plurale” a cura dei Cacciatori d’ombra, intitolata “Caronte”. Autrice degli scatti Teta Colamonaco, artista pugliese dal curriculum europeo: nata come musicista, nel 2004 ha partecipato a Londra alla formazione della band Screaming Tea Party; nel 2007 si è trasferita a New York per studiare jazz, incidendo nel 2012 per Dylan Carlson il suo primo disco solista.

Dalla produzione musicale è passata alle arti visive con una mostra nata dal dolore della perdita del caro padre: le fotografie sono state scattate prevalentemente all’alba e al tramonto, tra la Puglia e la Basilicata, a indagare un confine ma anche una terra di cui si è parte e che pure risulta straniera.

Elisabetta La Groia

Chi è Elisabetta La Groia

Laureata a pieni voti in "Filologia moderna", collabora con la redazione dal 2013. Giornalista pubblicista dal 2016, da sempre appassionata di storia e tradizioni locali.




Cultura // Scritto da Elisabetta La Groia // 9 febbraio 2016