Il Tar respinge l’istanza cautelare di Camassambiente

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 2 febbraio 2017

Il Tar respinge l’istanza cautelare di Camassambiente

L’attesa ordinanza rimanda le decisioni a successive fasi dell’indagine

screenshot-www.giustizia-amministrativa.it 2017-02-02 08-03-10L’attesa ordinanza della terza sezione del Tar Puglia sul caso Camassambiente è arrivata.

Con provvedimento collegiale, la terza sezione del Tribunale amministrativo regionale ha respinto la doppia richiesta di sospensione cautelare fatta dalla Camassambiente nel ricorso contro il provvedimento interdittivo antimafia emanato, il 23 dicembre scorso, dalla Prefettura di Bari e contro il provvedimento di rescissione del contratto promosso dal comune di Bisceglie.

I giudici, dunque, hanno ritenuto di respingere in blocco l’invocata misura cautelare ritenendola: «Pur nella sommarietà tipica della presente fase, non assentibile, atteso che il percorso motivazionale dell’atto gravato, sotteso al giudizio di permeabilità dell’impresa, non appare incrinato dalle censure rassegnate».
Le motivazioni addotte dal Tar, che ha però chiarito trattasi di una fase delle indagini molto precoce, sono chiare. L’informativa antimafia «costituisce una misura preventiva, diretta ad anticipare la soglia di tutela degli interessi pubblici allo stadio della accertata esistenza del “pericolo” anche non concretamente realizzato; cosicché essa non presuppone necessariamente l’avvenuto accertamento di singole responsabilità penali nei confronti dei soggetti che, nell’esercizio di attività imprenditoriali, hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione, ma si fonda sugli accertamenti compiuti dai diversi organi di polizia e oggetto di valutazione da parte del Prefetto territorialmente competente». Non vale neanche il ricorso tentato dalla Camassa relativo al “canone di proporzionalità”, essendo in ballo l’interesse pubblico e quindi «l’esigenza di ragionevole bilanciamento dell’elevazione della soglia di prevenzione con le situazioni soggettive, di natura “morale” ma anche di carattere “economico-imprenditoriale” di cui è titolare il destinatario della misura», che non esclude la necessità di motivare i fatti per tutelare gli imprenditori.

«Chi avrebbe voluto un atteggiamento più ‘elastico’ da parte del comune di Bisceglie – ha commentato il sindaco Francesco Spina – ha ricevuto l’ennesima prova che una buona amministrazione richiede competenza e rigore morale. L’atto di recesso era un ‘atto dovuto’ e risultano, ora, ancor più incomprensibili le resistenze operate in questi giorni, fuori e dentro il consiglio comunale di Bisceglie, da soggetti politici superficiali e irresponsabili. Nelle prossime ore stileremo un programma operativo per garantire la corretta prosecuzione del progetto di raccolta differenziata, con i correttivi che non sono stati apportati in questo periodo a causa della particolare e straordinaria situazione creatasi a Bisceglie per le varie e ormai note vicende amministrative e giudiziarie».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 2 febbraio 2017