Il sesso a pagamento che non sazia mai: la società della sex machine in scena al Garibaldi fa riflettere

Cultura // Scritto da Grazia Pia Attolini // 19 dicembre 2014

Il sesso a pagamento che non sazia mai: la società della sex machine in scena al Garibaldi fa riflettere


Dino, pensionato, nostalgico delle case chiuse. Vittorio, agente di commercio, il cliente perfetto. Monica, mamma di Cristian, castigatrice dei costumi. Silvana, una prostituta professionista. Igor, giovane magazziniere, appassionato di lap-dance. Sandro, imprenditore fallito e con il male di vivere. Sono i personaggi messi in scena dalla straordinaria, eclettica, multiforme e penetrante Giuliana Musso, sul palcoscenico del Garibaldi, nella seconda serata della stagione, giovedì 18 dicembre. Sei personaggi in cerca di autore? No, sei figure che sanno bene quale sia il loro ruolo nella società di oggi: hanno chiari parti, regista, copione. Hanno tutti in comune due cose: provengono dal nord-est dell’Italia e trovano soddisfazione ai loro bisogni e ragione alle loro paure nel variegato e complesso mondo dei rapporti sessuali a pagamento.

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Gianluigi Maggiorin e la sua chitarra-personaggio

Protagonista della scena la storia della macchinosità allucinante della marchetta vista da sei punti di vista diversi, eppure uguali nel constatare che la nostra sia una società costruita sulla sex machine, di qui il titolo allo spettacolo. Musica e recitazione si fondono in un unicum che segna pause, cambi si scena, sentimenti e suspense: la chitarra di Gianluigi Maggiorin crea un ambiente musicale ad ogni personaggio e le canzoni – tutte originali – concorrono alla drammaturgia dello spettacolo.

Giuliana Musso sulla scena

Giuliana Musso sulla scena

E’ uno spaccato sul mondo della prostituzione, quello che l’attrice e autrice Musso porta a Bisceglie e fa riflettere, sorridere e ridere (forse in maniera isterica, come la stessa Musso fa notare, irriverente, al pubblico del foyer). Ci parla dell’amore e di quanto venga ormai ridotto al rango di merce. Ma c’è di più: il sesso a pagamento che non sazia mai costituisce una vera sex machine, perno importantissimo del sistema economico italiano, che si basa su uno scambio di merci in cui i veri protagonisti sono i clienti, non le prostitute: sono loro che rendono possibile il commercio, se è vero – come è vero- che se c’è offerta è perché si manifesta una domanda.

IMG_9656Giuliana Musso si fa narratrice del nostro tempo e di quello di ieri (chiaro il riferimento alla chiusura delle case chiuse e alle ricchezze dello Stato grazie alle marchette) e lo fa nelle vesti di uomo, poi di donna e nuovamente di donna e poi di uomo, con una cura estrema dei toni della voce, dei ritmi, delle modalità espressive; porta lo spettatore per mano in un viaggio notturno, quasi infernale dal quale ci si rialza sul finale con la consapevolezza che la macchina del sesso non è tanto diversa da quella del teatro, dove finzione e realtà si mischiano per il godimento dell’altro. Per risollevarsi basterebbe togliersi la maschera, vivere rapporti autentici, ma nessuna via di fuga è proposta sulla scena: il giudizio è sospeso e piena libertà di interpretazione è lasciata al pubblico.

Foto: Serena Ferrara

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Cultura // Scritto da Grazia Pia Attolini // 19 dicembre 2014