IL PUG E LA CAMPAGNA ELETTORALE: PARLA DI TULLIO (BVE)

Ambiente / Politica // Scritto da La Redazione // 25 aprile 2013

IL PUG E LA CAMPAGNA ELETTORALE: PARLA DI TULLIO (BVE)


pugA parlare per conto dell’Associazione BVE (Bisceglie Vecchia Extramoenia) è il vicepresidente Davide Di Tullio, che coglie l’occasione della campagna elettorale, per un bilancio in materia di pianificazione del territorio con  riferimento al PUG (Piano Urbanistico Generale). Consumo o tutela del suolo? Prima delle elezioni, Di Tullio fa il punto della situazione, spiegando, passo passo, le criticità del documento programmatico preliminare redatto per il Piano Urbanistico Generale di prossima approvazione e quello che attende Bisceglie in materia di urbanistica. La richiesta di BVE è:  moratoria immediata sulle nuove concessioni e annullamento delle licenze di abbattimento e ricostruzione sulle maglie oggi occupata dall’edilizia storica extramoenia.

Ecco quanto afferma Di Tullio in rappresentanza della BVE.

La campagna elettorale è l’occasione per fare un bilancio su quanto è stato fatto in materia di pianificazione e gestione del territorio; in realtà sarebbe più appropriato parlare di quanto non è stato fatto. Era il lontano 3 gennaio 2006 quando veniva approvato il Documento Programmatico Preliminare (DPP) funzionale alla successiva stesura del Piano Urbanistico Generale (PUG) e che contiene gli obiettivi ed i criteri progettuale dello stesso PUG.

Il Documento Programmatico offre spunti interessanti su quello che sono (o dovrebbero essere) gli orientamenti del PUG e dunque dei  futuri indirizzi nella gestione del territorio del Comune di Bisceglie. A questo proposito le criticità individuate dal DPP possono essere riassunte nei seguenti punti:

 –  Un eccesso di offerta di edilizia residenziale finalizzata all’acquisto di case di proprietà (non destinate al mercato di locazione), a scapito dell’edilizia destinata all’affitto per uso abitativo e di una più generale infrastrutturazione urbana;

 –  Una sovrapproduzione di edilizia residenziale e stagionale che ha assunto caratteri patologici, sostenuta da interessi meramente speculativi e finanziari, a scapito della riqualificazione e riorganizzazione urbanistica del patrimonio edilizio esistente.

 – Un sovradimensionamento delle aree destinate ad attrezzature industriali e commerciali, a scapito di una previsione dell’organizzazione portuale e del relativo indotto.

 Alla luce di quanto esposto, appare quanto meno curioso che dopo quasi otto anni dall’approvazione del DPP non sia ancora concluso l’iter di approvazione del PUG.

La Valutazione Ambientale Strategica (altro documento preliminare al PUG) sembra recepire i riferimenti alle criticità definite nel DPP; infatti al punto 6 del paragrafo “Lo spazio urbano” dello stesso documento si afferma testualmente che “l’attuale disciplina urbanistica [il PUG n.d.r.],[…] per sua natura non consente di orientare i suoi i processi progettuali nella direzione della tutela dei valori storici e identitari, né tanto meno verso la qualità urbana diffusa e della sostenibilità; gli esiti, nella città costruita, sono costituiti da sostituzione edilizie e ristrutturazioni urbanistiche che stanno progressivamente cancellando i vecchi e degradati insediamenti extramoenia, incrementando ulteriormente la densità edilizia e quindi il carico urbanistico nella città consolidata, aggravando quindi il deficit di spazi aperti e di attrezzature

A questo punto è lecito domandarsi sull’opportunità di continuare a rilasciare concessioni edilizie in conformità a prescrizioni previsti da un documento di pianificazione urbanistica ampiamente riconosciuto come obsoleto. Infatti, l’attacco al tessuto storico extramoenia non solo continua incessantemente, ma pare abbia subito una forte accelerazione negli ultimi tempi. È quanto meno singolare che in un periodo di forte flessione del mercato immobiliare, talune note imprese locali mostrino una certa disinvoltura nell’investire ingenti risorse nella costruzione di edifici in pieno centro. Per non parlare della prevista espansione della zona ASI, in congiungimento a quella di Molfetta, che comporterà la costruzione di diversi ettari di strade e capannoni industriale, mentre quelli esistenti rimangono tristemente vuoti a causa di una crisi che morde da anni; tutto ciò naturalmente a discapito del suolo agricolo e del paesaggio della “pietra a secco”, tratto tipico di quella zona, uniche vere ricchezze del nostro territorio.

Viene spontaneo chiedersi se il Sindaco Spina e la sua Giunta conoscano i documenti redatti durante l’iter per l’adozione del PUG. Eppure sono documenti che i tecnici e gli assessori competenti hanno approvato durante il loro mandato.

Consultando la pagina istituzionale del Comune è possibile scaricare tutta una serie di carte tematiche che costituiscono il materiale integrativo al già menzionato DPP; in particolare interessanti sono i documenti denominati rispettivamente  “Patrimonio Culturale” e “Patrimonio Storico Urbano”. In entrambi i documenti, che portano ben in vista il nome dell’ex Assessore Antonio Di Lollo Capurso e l’ex Sindaco Spina, viene presentato una sorta di censimento cartografico del patrimonio edilizio storico extramoenia e la segnalazione di ville, palazzi, casali ed elementi del paesaggio urbano e rurale tipici del territorio biscegliese. Fa una certa impressione notare che proprio su questi due documenti appaiono classificati come d’interesse storico immobili che sono già finiti sotto le ruspe durante l’amministrazione Spina; parliamo per esempio del frantoio ipogeo di via Isonzo, classificato addirittura come opera d’industria agraria sotto il cappello delle Opere d’ingegneria e archeologia industriale (demolito per conto della ditta So.Co.Bi. srl); del frantoio di via Volta, anch’esso classificato come opera d’industria agraria (salvato in extremis grazie ad un vincolo ministeriale, il cui abbattimento era stato pianificato dalla ditta Ar.Co. srl); del Palazzotto in stile Neoclassico sito in via Camera del Capitolo 14, ormai prossimo all’abbattimento, per conto della ditta Edil Rossi srl, e che compare inserito tra le maglie dell’edificato extramoenia.

Dunque, delle due l’una: la Giunta uscente  o non conosceva i contenuti degli atti che essa stessa ha approvato oppure ha continuato deliberatamente a disattendere quanto è stato sottoscritto negli stessi documenti d’indirizzo e programmazione al PUG.

Sia ben chiaro, tutto parrebbe essere stato compiuto secondo la legge; fin tanto che non verrà approvata una nuova disciplina urbanistica, interventi disastrosi e del tutto irrazionali come quello perpetrati in via Camera del Capitolo potranno essere compiuti rispettando la legge. Il nostro giudizio è piuttosto di tipo sostanziale. Non riteniamo opportuno continuare a rilasciare concessioni edilizie fino a che un nuovo strumento di pianificazione moderno e realmente partecipato non venga approvato. Sosteniamo per tanto una moratoria immediata sulle nuove concessioni e l’annullamento delle licenze che riguardano interventi di abbattimento e ricostruzione sulle maglie oggi occupata dall’edilizia storica extramoenia. In quest’ultimo caso la legge consente margini di manovra piuttosto precisi. Secondo quanto disposto dalla V sez. del Consiglio di Stato nella sentenza del 13 marzo 2000, n. 1311 l’annullamento di una concessione edilizia disposto dall’autorità comunale nell’esercizio del potere di autotutela è legittimo in presenza di uno specifico pubblico interesse tale da giustificare il sacrificio imposto al privato, in relazione alla sua posizione giuridica creatasi in seguito alla concessione rilasciata dalla stessa autorità.

In sintesi  riteniamo che la chiave di volta per un equilibrato e sostenibile sviluppo urbanistico di Bisceglie non possa prescindere da queste tre azioni congiunte:

 –          Moratoria sulle future concessioni edilizie in attesa di approvazione  del PUG;

 –          Annullamento delle concessioni edilizie i cui effetti possono perpetuarsi sul patrimonio storico extramoenia, in attesa di approvazione del PUG;

 –          Adozione ed approvazione del PUG opportunamente corretto degli aspetti incongruenti e lacunosi ravvisati a  più riprese (non ultimo le stime di crescita demografica non supportate da alcun fondamento scientifico e segnalato dall’Ing. Logoluso su un articolo apparso su “Il Biscegliese” del Luglio 2012)

 Invitiamo, pertanto, i prossimi amministratori a rivedere profondamente le politiche di gestione territoriale con atti coraggiosi e coerenti, in totale rottura con quanto fatto fino ad ora.




Ambiente / Politica // Scritto da La Redazione // 25 aprile 2013