IL PRESIDENTE MONTI SALUTA IL SINDACO SPINA A BARI

Attualità / Politica // Scritto da Giuseppe Rana // 15 febbraio 2013

IL PRESIDENTE MONTI SALUTA IL SINDACO SPINA A BARI


Monti ha fatto tappa a Bari, alla fiera del Levante, dove ha incontrato i suoi sostenitori e presentato i candidati pugliesi della sua lista. Nel corso del suo intervento presso la Fiera del Levante a Bari, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha salutato il sindaco Francesco Spina  come primo sindaco nella sua coalizione.

Il Presidente con Francesco Spina a Bari

Il Presidente Mario Monti  con Francesco Spina a Bari

Tra i temi al centro del discorso del premier uscente, le proposte del suo partito per il rilancio dell’economia al Sud, i tagli alla spesa pubblica, i possibili scenari e le eventuali alleanze post-elettorali.

A proposito del rilancio del Mezzogiorno, Monti ha sottolineato quanto già fatto dal suo governo. Tra i punti in programma per il futuro, Monti ha parlato del taglio dell’Irap. “Abbiamo elaborato un’Agenda ad hoc per il Sud. – ha detto – Sull’Irap abbiamo previsto un taglio di 11,5 miliardi di cui si avvantaggeranno prioritariamente le imprese del Mezzogiorno”.

Per quanto riguarda invece la riduzione di sprechi e le tasse Monti ha precisato: “Abbiamo proposto la riduzione della pressione fiscale ad iniziare da quella che grava sui lavoratori e sulle imprese e passando per le tariffe Imu sulla prima casa. Va ridotta ulteriormente la spesa pubblica: abbiamo incontrato molte resistenze dai partiti che difendono determinati interessi, per questo occorrono nuove forze, come Scelta Civica, che prescindano dalle clientele”.

Poi ha parlato anche di costi della politica: “Abbiamo messo un tetto agli stipendi dei manager pubblici, ridotto del 25% le auto blu, accorpato enti pubblici, fatto semplificazioni, accelerato l’Agenda digitale, razionalizzato Regioni e Province (con forti ostacoli dal mondo politico) e spese nella sanità. Bisogna andare oltre. I veri costi della politica stanno nel non decidere o nel decidere in funzione di interessi di parte come hanno spesso fatto i partiti”.

Ha proseguito sul problema dell’evasione fiscale: “Abbiamo intrapreso una guerra di civiltà contro l’evasione fiscale e altre cose che sarebbe riduttivo da considerare fenomeni economici e finanziari ma minano la fiducia verso il vicino, verso il lontano e verso lo Stato”.

“L’Italia ha schivato il precipizio è una forza viva e creduta, non so se credibile dell’Europa, a cui ha concorso a dare questa svolta”. E questi obiettivi, ha spiegato Monti anche grazie “ai sacrifici dei cittadini italiani”.

“La crescita è l’obiettivo centrale del mio governo ma questa non si realizza senza interventi radicali sulle infrastrutture che non sono stati fatti per decenni. Su un certo assistenzialismo nefasto voglio essere chiaro: la crescita non nasce nel Mezzogiorno o in qualsiasi altro punto nel mondo con i soldi pubblici pompati in un tubo da cui esce una cosa che si chiama crescita”.  

 




Attualità / Politica // Scritto da Giuseppe Rana // 15 febbraio 2013
  • Michelangelo Tarricone

    La presenza del tenace e raziocinante Sindaco Spina alla Fiera del Levante con il Prof. Monti offre l’idea della direttrice di marcia e del disegno nel quale egli è impegnato (vedi la costituzione della Scelta Civica per Monti, sia in Consiglio Provinciale che in quello Comunale di Bisceglie). Credo che non sia ancora giunto il momento di analizzare con riflessioni e considerazioni l’operato di questo movimento, in quanto partorito da poco e che ha visto l’adesione di consiglieri comunali e provinciali che prima appartenevano a quel partito, ormai ridotto in briciole, qual’è il PDL. E veniamo a noi.
    Non v’è chi oggi possa negare che proprio l’ampiezza della iniziativa del Sindaco Spina, lo sforzo di coinvolgimento di tutti i più significativi interlocutori in una riflessione che interessa l’evoluzione del sistema istituzionale verso aggregazioni più organiche e verso proposte di governo “più persuasive e coerenti”(???…), stiano determinando all’interno della destra e della sinistra una dialettica vivace e rozza contraddistinta da insulti con effetti poco gradevoli e poco significativi.
    Il senso, infatti, della battaglia del Sindaco Spina all’interno di questo movimento sta nel conciliare politica e profezia, non dissolvendo, me lo auguro, la politica nella profezia, nè annegando la profezia (cioè il senso del futuro “rivelato”) nelle ambigue paludi di una politica senza orizzonti.
    L’unica strada in una situazione che registra rapide e tumultuose trasformazioni negli scenari, nelle alleanze, appare, quindi,quella che induca i montiani a certificare la loro “esistenza” con i valori e gli interessi “legittimi” che rappresentano.
    Ciò esige che non solo si esista, ma si appaia, poichè la cultura e i riti di una civiltà fenomenica inducono a far coincidere l’essere con l’apparire, in quell’inestricabile impasto di demiurgia e populismo che sono la sostanza (ed il successo) del moderno linguaggio comunicativo.
    E naturalmente l’apparire, se non vuol essere solo proiezione di ombre sullo schermo, deve corrispondere a un essere in rapporto ai temi che oggi più fortemente sono evocati dalla coscienza sociale: la solidarietà riscattata dai vizi delle clientele e delle burocrazie assistenziali, la libertà temperata dal sentimento dell’avventura comune e dai doveri del sodalizio umano, la democrazia come regno della responsabilità, dell’innovazione e dell’autonomia fuori dalle manipolazioni videocratiche, il mercato come regolatore delle qualità e delle dimensioni, non indifferente alle coordinate dell’etica. E potremmo continuare.
    Per questi motivi, la sfida, ancora una volta, è rinnovare “la coesione con la società”, il suo “tessuto unitario”, e cercare di farlo senza concessioni alla brutalità di una destra che vorrebbe incrinare princìpi e valori di convivenza costitutivi della nostra civiltà.
    Si tratta di un’operazione ambiziosa che richiede, in primo luogo, la visione chiara dei problemi e delle tendenze che si vanno affermando. Non è poco.
    Ma la politica si costituisce così. Rinunciando a qualche pigrizia intellettuale ed offrendo a chi la chiede (e sono in moltissimi in Italia) la risorsa di un coraggio temprato dell’intelligenza e di un finalismo costruito sulla prudenza.