IL PIANO ANTICRISI DEL PD RIPARTE DALL’AGRICOLTURA

Attualità / Cultura / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 2 febbraio 2013

IL PIANO ANTICRISI DEL PD RIPARTE DALL’AGRICOLTURA


Una immagine dal convegno di agricoltura organizzato dal Pd

Un’immagine dal convegno di agricoltura organizzato da Pd e Arca Fruit

Tema: l’agricoltura del futuro. Svolgimento: l’impegno del Partito Democratico, da svilupparsi in sei punti chiave, per recuperare punti, a partire dalla Madre Terra, su tutti i fronti: dalla cultura al turismo, dall’identità all’economia.

E’ stata una vera lectio magistralis, quella dell’on. Enzo Lavarra allo Sporting Club questa mattina, tutta incentrata sulle politiche agricole italiane ed europee di oggi e domani, per il rilancio di un comparto che, in tempi di crisi, fa girare oltre 30 miliardi di euro l’anno e ne fa girare altri 60 causati dalla contraffazione dei prodotti italiani nel mondo.

L’agricoltura – ha spiegato l’on Lavarraoltre al cibo produce beni comuni, perché bada alla tutela dell’ambiente e del paesaggio e previene i cataclismi causati dall’abbattimento delle barriere protettive naturali. Il programma di governo di Bersani non punterà solo sull’industria, ma sull’agricoltura e sui servizi.  punterà sul recupero di redditività dell’attività agricola, sulla distintività delle produzioni agroalimentari di qualità, sul biologico e sulle denominazioni d’origine, sulla ricerca e l’innovazione nell’agroalimentare, sulla lotta alla contraffazione. Ma punterà soprattutto sull’UE. Perché é solo dimostrandosi influenti a Bruxelles, ché è possibile cambiare le sorti delle politiche agricole.

Abbiamo già coinvolto l’europarlamentare portoghese Capoulas Santos per creare una grande alleanza tra partiti socialisti nell’UE e investire sull’agricoltura nel Mediterraneo. Non è un caso che l’unica missione all’estero del relatore per le politiche agricole dell’UE  sarà il prossimo 14 febbraio in Italia. e precisamente a Bari. I capisaldi del nostro progetto? Fornire tutti i prodotti di una carta d’identità, che garantisca la tracciabilità del prodotto e faccia guerra alla contraffazione; agevolare la commercializzazione del Made in Italy sostenendo la creazione di nuove organizzazioni di produttori; nuovi fondi alla ricerca; agevolazioni al cambiamento generazionale, perché l’agricoltura necessita ormai di aziende multifunzionali e tecnologizzate e di forze giovani in grado di realizzarle.; infine semplificazione burocratica e fondi pubblici all’agricoltura nella Finanziaria”.

Rafforzativo il discorso dell’on Gianni Pittella, VicePresidente del Parlamento Europeo, che al pubblico ha raccomandato: “siate militanti dell’Europa Politica, perché la moneta unica da sola non ci porterà da nessuna parte“.  E se l’on. Margherita Mastromauro ha raccontato della sua difficile esperienza di imprenditrice del settore agroalimentare nel governo Berlusconi – “un settore lasciato a sè stesso“, e il consigliere regionale Ruggiero Mennea ha spiegato quanto fatto in Puglia dal governo Vendola per l’agricoltura, l’on. Francesco Boccia ha replicato l’antifona: “il campo su cui combattere le prossime battaglie per l’agricoltura è l’Unione Europea. Non ce l’ho con la Merkel, che ha ben saputo difendere gli interessi della Germania, ma con l’Italia, che ha firmato quei regolamenti che la penalizzavano.  Chi vive nell’agricoltura e per l’agricoltura, vive il cuore della Bat e della Puglia. Abbiamo il dovere di difendere il nostro mondo. Sosteniamo pertanto chi ha intenzione di farlo con i fatti“.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Cultura / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 2 febbraio 2013
  • Mimì

    Ci vuole uno stomaco di ferro per ascoltare Enzo Lavarra. Sporting Club, state proprio fregati!Vi credevo più eruditi, con gusti raffinati.