BLOG | Il parcellificio della 167, ovvero la melina che fa crescere la valanga

BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 3 marzo 2016

BLOG | Il parcellificio della 167, ovvero la melina che fa crescere la valanga


Mario

Dal dizionario Hoepli: MELINA: 2 SPORT, gerg. Negli sport di squadra con la palla, espediente consistente nel trattenere a lungo la palla per difendere un vantaggio già conseguito
|| estens. Fare melina, tergiversare, guadagnare tempo; fare ostruzionismo.

Una fonte di entrate economiche considerevoli per chi esercita la professione di avvocato è senz’altro quella del contenzioso generato nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Dalle cause più banali come un’auto danneggiata per colpa delle strade dissestate a questioni più complesse, anche il Comune di Bisceglie è un generatore copioso di cause legali.

Un filone molto ricco in questo senso è rappresentato dall’annosa questione legata alla rivalutazione dei terreni espropriati per la costruzione di abitazioni nella zona 167.

Il famoso atto con cui si determinò il valore di esproprio accompagnato dalla definizione magica “salvo conguaglio”, ha dato il via ad una gigantesca valanga di ricorsi e carte bollate che – come una valanga, appunto – cresceva con il passare del tempo e con l’ostinazione a non chiudere con un accordo la lite giudiziaria da entrambe le parti.

Una melina che è partita con la determinazione di un valore di esproprio palesemente incongruo rispetto alla giurisprudenza in materia che si stava consolidando e che (con lo scudo della formula “salvo conguaglio”) ha determinato il primo contrasto materializzatosi con i collegi arbitrali tra tecnici nominati dal Comune, dai proprietari, dal Tribunale. Il valore al metro quadro che veniva stabilito in ciascuno dei collegi, viene contestato e impugnato dal Comune che ricorre in Corte d’Appello. Ecco la valanga che comincia a crescere: una quindicina di proprietari quasi tutti portati in Corte d’Appello con la necessità da parte del Comune di affidare incarichi legali per ciascuna di queste cause.

Con Pasquale Caprioli, uno dei più agguerriti proprietari interessati, ci siamo messi a fare un conto sommario di quanto sta costando alle casse pubbliche questa battaglia legale perduta in partenza. Sì, perché la Corte d’Appello inevitabilmente da’ ragione ai proprietari e il Comune, oltre alle indennità, deve pagare anche le parcelle degli avvocati suoi e delle controparti, più le spese del giudizio.

Attraverso gli atti raccolti da Pasquale abbiamo stimato solo per le condanne alle spese dovute al ricorso alla Corte d’Appello, un costo medio di circa 40.000 euro per ciascuna causa.

Ma non finisce qui. Il Comune continua la sua melina e si dimentica di pagare. Arrivano allora i precetti da parte dei proprietari. Il Comune naturalmente fa opposizione ai precetti e via con altri incarichi legali. Nella documentazione a disposizione se ne trovano due di queste opposizioni: oltre 8.000 euro di compenso per l’avvocato di una, oltre 13.000 euro per l’altra. Ma sicuramente ce ne saranno altri.

Infine, la Cassazione. Mica il Comune decide di arrivare alla chiusura e pagare. No. Ci carica altre spese per andare a quello che dovrebbe essere il definitivo grado di giudizio. Cresce la valanga allora e negli atti raccolti da Caprioli ci troviamo 8 incarichi che hanno la curiosa circostanza ricorrente della cifra esatta da riconoscere a titolo di acconto (ripetiamo: a titolo di acconto) all’avvocato incaricato: 13.423 euro. A questi non va dimenticato di aggiungere le parcelle degli avvocati delle controparti in caso di soccombenza. La valanga del parcellificio della 167 cresce. La melina del Comune che porta a spendere soldi pubblici in incarichi legali continua.

In questa sommatoria di costose carte bollate, mancano per incompletezza delle informazioni, le fatture dei tecnici che hanno effettuato le stime del valore dei terreni e le spese dovute ai giudizi di ottemperanza richiesti da alcuni proprietari. A questi si aggiungono probabili costi per la nomina del commissario ad acta incaricato del pagamento dell’indennità ad uno dei proprietari.

Del resto, con efficace sintesi e inconfutabile logica, la direttrice Serena Ferrara aveva già posto la questione in un recente articolo in cui si parlava di un altro ricorso in Cassazione con acconto all’avvocato incaricato (in quel caso di 21.000 euro). «Quante volte ancora –scrive Serena- ci toccherà leggere che il Comune di Bisceglie investe soldi per difendersi consapevolmente a vuoto nelle cause relative alle indennità di esproprio dei suoli della zona 167?»

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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