Il Madrepietra Apricena annuncia il ritiro dal campionato di Serie D

Sport // Scritto da Vito Troilo // 6 marzo 2017

Il Madrepietra Apricena annuncia il ritiro dal campionato di Serie D

Incredibile decisione del club foggiano a seguito della gara interna persa col Trastevere

Il direttore sportivo del Madrepietra Apricena, Corrado Del Giudice, ha annunciato la clamorosa decisione del club dauno di ritirarsi dal campionato di Serie D a otto giornate dalla conclusione della stagione regolare. L’arbitraggio del match casalingo perso col Trastevere (0-2) ha provocato l’esecrazione della società, che ha comunicato, attraverso i social, la scelta di non partecipare più al massimo torneo dilettantistico nazionale.

Con ogni probabilità il Madrepietra tornerà sui suoi passi ma al netto della rabbia “a caldo” è doveroso registrare uno stato d’animo di generalizzata diffidenza nei confronti degli arbitraggi che riguardano la formazione romana, pur meritatamente al comando del girone H con otto punti di vantaggio sul Bisceglie. Non sono soltanto i dirigenti della compagine foggiana a ritenere il Trastevere più volte agevolato nel corso di quest’annata.

Fa male al movimento che una società, interpretando un pensiero fin troppo diffuso tra le altre e fra gli addetti ai lavori, scriva in un comunicato ufficiale una frase del tipo “Lo sanno anche le pietre che il Trastevere deve vincere il campionato perché qualcuno lo ha già deciso da tempo”.

«È davvero difficile trovare le parole per descrivere le sensazioni e i pensieri che affliggono la mente della società, dei tesserati, dirigenti, tifosi, di una città intera dopo quanto è accaduto nella partita disputata oggi contro la “raccomandata” Trastevere. Una vergogna senza fine che ormai viviamo da mesi. Da tempo siamo oggetto di continue ingiustizie, prevaricazioni e violenze, a volte anche più che verbali, da questi pseudo-arbitri che per assecondare eventualmente quanto si decide, probabilmente, nelle stanze di qualche palazzo ha deciso che la nostra squadra dovrà retrocedere a tutti i costi. Siamo stanchi. Tutti. Non abbiamo più la forza per reagire. Quanto è accaduto oggi ha dell’inverosimile.

Trattati a “pesci in faccia” della terna arbitrale, da un fantomatico commissario di campo voluto dal Trastevere che probabilmente pensava di venire a giocare in Africa, che metteva legge anche alle forze dell’ordine. Partita giocata con amore dai nostri giocatori, distrutta dall’arbitro con episodi che nemmeno in terza categoria si vedono. Che il Trastevere deve vincere il campionato lo sanno anche le pietre perché lo ha già deciso qualcuno da tempo ma è inconcepibile che si debba distruggere la dignità di una intera città per questi episodi che, oltretutto, irritano e violentano la mente di chiunque per passione si reca da mesi al Madrepietra Stadium.

Un rigore netto a nostro favore non fischiato nel primo tempo, confermato nel box stampa nell’intervallo dall’osservatore dell’arbitro, con ammonizione per simulazione (assurda) di un nostro calciatore, quel Bozzi che al suo primo fallo viene ammonito per la seconda volta ed espulso. Contrariamente al calciatore n° 3 del Trastevere, Pasqui, che fa un fallaccio e che merita di essere ammonito e successivamente espulso per una serie di falli da seconda ammonizione. Nemmeno in terza categoria si vedono situazioni del genere. Ci viene da pensare che con il rigore sacrosanto a nostro favore e con l’espulsione del loro calciatore, il Trastevere non avrebbe vinto. E invece con quella espulsione, quella del nostro Bozzi, col rigore negato hanno decretato la promozione del Trastevere e la condanna della nostra squadra a dover combattere contro un avversario in più.

Ci siamo riuniti per più di due ore. Abbiamo visto i filmati, non riusciamo a darci pace e spiegazioni legittime. Negli spogliatoi ci sono state delle proteste veementi da parte di inservienti e volontari. Probabilmente gli arbitri scriveranno che hanno subito minacce di morte e ci ammenderanno oltretutto squalifiche, multe etc.

Caro arbitro, commissario e altri nascosti, non vi affannate a scrivere perché dopo questa ferita mortale inferta alla nostra dignità abbiamo deciso di ritirare la squadra così evitiamo di subire per altre 8 domeniche umiliazioni. Sono troppi i sacrifici che tanta gente fa da 8 mesi e subire questi torti lede la dignità delle persone. Ora basta. Chiediamo scusa ai nostri tifosi, ai sostenitori, agli imprenditori, che soffrono più di noi. C’è un limite a tutto.

Ringraziamo tutti i nostri calciatori, ragazzi che ogni giorno sudano la maglia in allenamento per arrivare finanche a sputare il sangue ogni domenica, ragazzi che così vedono infrangere il 
sogno di raggiungere un obiettivo e festeggiare per averlo raggiunto. A loro vanno anche le nostre scuse. Ma c’è un limite a tutto».

Foto di Antonella Pia Merla

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Sport // Scritto da Vito Troilo // 6 marzo 2017