PSICOLANDO | Il corpo stressato…parla

Rubriche // Scritto da Dott.ssa Donata Gramegna // 13 febbraio 2016

PSICOLANDO | Il corpo stressato…parla


DOTT.SSA DONATA GRAMEGNA – PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
Info: 3926632639 – donatellagramegna@gmail.com

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Stress…che stress….mannaggia allo stress…
Stress è un termine inglese che ha assunto diversi significati nel tempo per arrivare oggi a definirsi “uno stato di tensione e/o di resistenza di un individuo che si oppone a forze esterne che si agitano contro”.
Quando una persona è particolarmente stressata e perché sta resistendo a qualcosa che con forza cerca di combattere e che le consegna sensazioni di frustrazione e di impotenza. Quando questo stato perdura nel tempo, il corpo incomincia a risentirne e i sintomi si affacciano come campanellini che suonano a richiamare l’attenzione. Purtroppo, non sempre corriamo ai ripari, il corpo ci ha parlato, ma noi lo abbiamo ignorato. A questo punto lo stato di stress trova una sua via di fuga, anzi possiamo dire un suo rifugio doloroso: il nostro corpo. Nascono quelle che chiamiamo somatizzazioni. Lo stress, in questo caso è estremamente nocivo e viene denominato “il bacio della morte”.

La frustrazione è probabilmente lo stato emotivo che risulta più spesso il responsabile dei disturbi psicosomatici. La frustrazione si verifica quando:
1. Un individuo è impedito nel reagire come vorrebbe ad una situazione per l’educazione che ha ricevuto;
2. quando il suo comportamento non ottiene il soddisfacimento o la ricompensa che si aspettava.

L’ansia monta e il corpo trema
Lo stress e l’ansia sono la faccia della stessa medaglia. La differenza sta nel fatto che lo stress ha una motivazione conosciuta, mentre l’ansia è un sintomo che nasconde altre cause spesso ignorate, anche dalla persona più attenta a sé e convinta di conoscersi approfonditamente. Per conoscere le cause dell’ansia non vi è altra possibilità che un percorso di consapevolezza di sé e di psicoterapia, con aiuti vari che vanno dalle tecniche di rilassamento alla meditazione e in alcuni casi è necessario anche un aiuto farmacologico.
“Io sono un a persona nervosa, ma nervoso dentro, anche se non sembro”. “Io non reagisco, non strillo, mando giù”…quasi si compiace nel dirlo. E non sa che quello stile di vita è il principale responsabile delle sue sofferenze. La tendenza a “mandare giù”, ad ingoiare l’ansia è il presupposto primo alla somatizzazione.
Quanti sono, nelle sale d’aspetto degli ambulatori, coloro che cercano solo, nel medico, un rapporto umano di fiducia e di rispetto, o una disponibilità all’ascolto e all’aiuto?

Perché si somatizza l’ansia?
Alla nascita, l’uomo è tutto corpo ed emozioni. Nel neonato le emozioni sono tutte somatizzate. Con la crescita, l’essere umano impara a gestire le sue emozioni, oltre che a verbalizzarle, incomincia a desomatizzarle. Al termine del suo sviluppo è convito di essere padrone delle sue emozioni. Poi accade qualcosa che gli fa provare emozioni intense ed ecco che l’emozione, in un frangente del tutto particolare e di emergenza, si risomatizza. L’individuo regredisce alla fase in cui le emozioni si esprimevano solo con il corpo. Se l’emergenza perdura, anche la regressione si cronicizza, e le emozioni si somatizzano stabilmente. Il corpo incomincia a parlare….
Alcuni esempi clinici…

PAZIENTE IPERTESO
E’ il risultato di aspettative frustrate che hanno creato irritazione, e propositi di vendetta e di recupero, oltre a sentire la paura di perdere potere.

PAZIENTI ASMATICI
Una madre esigente e costrittiva che non ammetteva cedimenti emotivi: “non piangere, non essere aggressivo, non chiedere aiuto, ma fa il tuo dovere, arrangiati, sii buono”.

PAZIENTE ULCEROSO
Si sforza di ottenere amore e rispetto privilegiando il lavoro, cioè cerca soddisfazioni sociali che compensino carenze affettive. La frustrazione che deriva da ogni mancato riconoscimento, suscita in questi soggetti la sensazione di essere maltrattati, respinti, indifesi.

PAZIENTI CON COLITE ULCEROSA
La frustrazione in questi pazienti, provoca da un lato risentimento, colpa e aggressività inibita, ma dall’altro abbandono, sottomissione, richiesta d’aiuto.

PAZIENTI CON COLITE SPASTICA
Lo spasmo e il relativo dolore nasce dal bisogno di cura e di attenzione e dal rifiuto contemporaneo di qualcuno che si possa prendere cura, dal quale si può essere maltrattati, rifiutati, respinti.

PAZIENTI CORONAROPATICI
La spinta al successo di queste persone fa da padrona nella loro vita. Non sono il ruolo o la poltrona da dirigenti ad essere degli elementi patogeni, ma l’ansia del successo e dell’escalation. Spesso le coronaropatie sono più frequenti tra gli impiegati smaniosi di carriera che nei dirigenti soddisfatti.

Rimedi scientifici
La scienza psicosoamatica ci permette di vedere e studiare l’incidenza della personalità nel corpo.
La medicina generale e la medicina interna ci consentono di diagnosticare e di aiutare il paziente farmacologicamente.
La psicoterapia aiuta il paziente a cambiare il proprio modo di stare al mondo, a prendersi cura di sé, a placare le voci interiori conflittuali che lo affliggono, a trovare una forma diversa al suo modo di reagire nelle situazioni, a prendere decisioni, ad aiutare il paziente ad aiutarsi.
Tecniche di rilassamento e meditative proprie per la gestione dello stress, aiutano la persona a ritrovarsi e a ricentrarsi.

Dott.ssa Donata Gramegna

Chi è Donata Gramegna

Psicologa, psicoterapeuta e pedagogista. Lavoro come libera professionista in ambito clinico e formativo. Sono specializzata in Psicoterapia della Gestalt e lavoro con adulti, pre-adolescenti (10-13 anni), adolescenti, coppie e conduco gruppi di psicoterapia, di crescita e potenziamento personale. In questi anni di attività clinica ho maturato competenze psicoterapeutiche per queste specifiche difficoltà: ansia, fobie, attacchi di panico, comportamenti ossessivo-compulsivi, depressione, disturbi dell'umore, blocco negli studi universitari, sostegno alla genitorialità, elaborazioni emozionali da separazione coniugale, problematiche sessuali, abbandoni affettivi, somatizzazioni, definizione degli obiettivi professionali e lavorativi, perdita della fiducia in sè, bassa autostima. Ricevo a Bisceglie in Via Trento, 23 Cell: 392.6632639 www.psicologobisceglie.it




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