IL CONFINE INVALICABILE DELLA COERENZA

Attualità / Politica // Scritto da Giuseppe Rana // 7 febbraio 2013

IL CONFINE INVALICABILE DELLA COERENZA


IMG_0035Il Sindaco Francesco Spina ha riportato in un documento la motivazione che lo ha indotto  a scegliere il nuovo soggetto politico in “Scelta Civica Monti per l’Italia”- 

Scrive: ” Il progetto politico che mi ha portato alla meravigliosa esperienza di sindaco della nostra città si è articolato in questi anni in tre fasi ben chiare:
1. Anno 2002 – candidato sindaco dell’esperienza civica del movimento politico “Per Bisceglie” con circa il 15% dei consensi;
2. Anno 2006 – elezione a sindaco della città di Bisceglie con circa il 60% dei consensi con un serie di liste civiche, UDC, F.I., A.N., e altri partiti (la mia candidatura fu espressione dell’UDC e delle liste civiche );
3. Anno 2011 – rielezione a sindaco con circa il 70% de consensi in favore di una coalizione composta da liste civiche, UDC, PPTT, DC, PDL e altri partiti.

Il progetto amministrativo proposto e sempre largamente condiviso dagli elettori biscegliesi ha avuto come comune denominatore una grande apertura alla società civile con un evidente scelta civica sinergica rispetto ai tradizionali partiti di centro (come l’UDC nel 2006) e di destra (come AN nel 2006), in un quadro di una leale e solida alleanza che ha prodotto straordinari risultati amministrativi per la città di Bisceglie. La mia provenienza civica e politica come uomo del centro moderato ha favorito la creazione di larghe intese tradotte in progetti ispirati ai valori di solidarietà cristiana, efficienza amministrativa, attenzione per i più deboli e cultura delle istituzioni e delle radici della nostra terra.

La “Scelta Civica Monti per l’Italia” dell’attuale Presidente del Consiglio, rappresenta per il sottoscritto (e per i suoi più fedeli sostenitori), che non ha mai avuto tessere del PDL o del PD, l’unica scelta possibile nel quadro dei partiti strutturati a livello nazionale, in linea con i principi del Partito Popolare Europeo e con la serietà e la sobrietà dell’azione di governo.
La mia attenzione a un coerente rigore etico e politico mi ha indotto, appunto, a partecipare con particolare entusiasmo all’attuale movimento di ispirazione moderata e popolare qual è la “Scelta Civica Monti per l’Italia”, espressione della società civile e saldamente collocato nel “centro” della politica italiana, ben distinto dalla “destra” e dalla “sinistra”.

Tale scelta politica è chiaramente coerente con il quadro politico amministrativo di Bisceglie che vede al governo della città il centro-destra e tante espressioni civiche. Ho sempre creduto che la coerenza e la linearità dei percorsi politici di chi rappresenta le istituzioni giovi non solo alla credibilità delle stesse ma anche alla libertà e alla forza di chi le rappresenta.
Con tali valori e con il senso di responsabilità di tutte le forze politiche di governo, Bisceglie continuerà a crescere con nuove opere e nuovi servizi sanitari (ospedale ecc.) e sociali fino a luglio 2016 e, mi auguro, anche successivamente”.




Attualità / Politica // Scritto da Giuseppe Rana // 7 febbraio 2013
  • Michelangelo Tarricone

    Un quotidiano nazionale tempo fa dedicava un articolo molto interessante dal titolo “Bersani e Monti: una convivenza a debita distanza”.
    Strano Paese il nostro, Signor Sindaco!!.. Nel quale la politica vive, oltre la concretezza delle questioni, di simboli più o meno fortunati. Il PD di Bersani aveva già dato da tempo motivi di discussione. E non fra i sostenitori del “centro” o del “sinistra-centro”, quali sembrano essere gli schieramenti destinati a contendersi il successo elettorale a febbraio. Quanto i politologi. I quali sostengono, ricorrendo all’esperienza, che il PD e la lista Monti possono convivere, purchè a debita distanza. Il politologo Sartori rileva le virtù di un PD, la sua longevità e frugalità che cresce molto lentamente e soprattutto domanda di vivere in un clima temperato. Naturalmente le “scuole” diranno la loro, dividendo gli studiosi. Vi sarà chi insisterà sul fatto che, trattandosi di culture mediterranee, PD e lista Monti sono compatibili l’uno con l’altro. Altri rileveranno che il Partito Democratico stenterebbe ad attecchire altrove. Tutti considerano il PD un simbolo fortunato: naturalmente se sopravvive alle “ombrosità” del Professore della Bocconi.
    Che dire di più? Forse vengono più risposte dalla botanica che dalla politica. E non è escluso che – nei mesi che verranno – vengano organizzati seminari sul faggio, sul leccio, sull’olmo, sul pioppo e sul cipresso (e, quando la depressione fosse al culmine, perfino sul salice piangente). Non vi pare?
    Certo, la botanica è la madre di tutte le scienze, come indica l’antica cultura popolare. L’organicismo è figlio della botanica così come da essa deriverebbero quelle nostalgie naturalistiche che qua e là affiorano nelle concezioni della politica. Ma davvero Bersani è frutto del fatale intreccio delle stagioni e della terra e dei riti propiziatori con i quali il mondo contadino si apre alla speranza di un raccolto pingue e fortunato?
    Non direi. Bersani è – fuori delle metafore e dei giochi dialettici – il risultato di una costruzione politica che merita di vivere fino in fondo le ambizioni di una sfida che si presenta davvero difficile.
    Una sfida, senza ambiguità. Nel senso che si tratta di una operazione (con il Professore)utile ai fini del riassetto del sistema e della nascita di un germe di dialettica fra mezze ali. Al quale – al di là delle frammentarie e non del tutto disinteressate notizie che giorno dopo giorno abbondano sui quotidiani – non può sfuggire il dato che un conto è “censire” le risorse di un centro, un altro è darle per acquisite entro un progetto solido e coerente.
    Ed allora, Sindaco, come rimanere indifferenti di fronte ai messaggi che non lo sport, non le platee calcistiche, non i cortei studenteschi, non le manifestazioni sindacali, ma il mondo politico invia attraverso i media?
    Sentendo il Presidente della Camera buttare alle ortiche l’aplomb istituzionale e il rispetto delle regole (non scritte) del galateo politico, ho pensato all’effetto che un teatro così scalmanato e guitti così approssimativi e incolti (vedi Grillo) potevano indurre negli spettatori più giovani, meno vaccinati, più esposti alla cattura di una violenza verbale ristoratrice del nulla.
    Credo sia giunto il momento di abbassare i toni delle contrapposizioni per elevare invece la qualità delle proposte per il Paese e per la nostra città. Un Paese, una città che vogliamo insieme più aperti ai venti del rinnovamento ed insieme più uniti e solidali, più liberi nelle grandi energie materiali ed intellettuali ma anche eticamente costruiti su un patto di giustizia. Hic est Rhodus, hic salta!!