Il Carnevale al Teatro Garibaldi debutta con gran stile: ecco il viaggio “senza maschere” di David Riondino e il trio Mirabassi, Di Modugno e Balducci

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 24 gennaio 2016

Il Carnevale al Teatro Garibaldi debutta con gran stile: ecco il viaggio “senza maschere” di David Riondino e il trio Mirabassi, Di Modugno e Balducci

Dalla Patagonia al Brasile, tra umorismo, leggerezza e virtuosismi sonori
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David Riondino

Doveroso un plauso in premessa al Sistema Garibaldi, per averci regalato l’onore di ascoltare questo trio “disturbato” sul palco del teatro comunale. Perché uno come il m°Nando Di Modugno, per quanto schivo e tendente alla mimesi prima e dopo di ogni spettacolo, prima o poi Bisceglie, città in cui vive e a cui fa ritorno dopo ogni tour internazionale, doveva onorarlo. E anche metterlo alla prova. Lo ha fatto con una prima assoluta di “Amori sospesi” (Mirabassi al clarinetto – Di Modugno alla chitarra – Balducci al basso) con David Riondino: uno spettacolo intellettuale dall’umorismo raffinatissimo, destinato ad inaugurare nel più intelligente dei modi il Carnevale biscegliese.

Per scelta lontano dalle “maschere”, da tutte le satire in voga, dalle invettive politiche e dalla pasquinate sui malcostumi moderni, “Scanzonati”, sabato 23 gennaio (giusto a poche ore dal primo giorno del “tempo delle maschere”), ha fatto un’operazione affatto scontata di recupero culturale. Impegnato nel restituire la dovuta dignità a quello “straordinario dissipatore di se stesso e del suo talento” che fu Ernesto Ragazzoni (poeta dei buchi nella sabbia e delle pagine «invisibilissime») e nel ridimensionare le immagini di un Brasile tutto spiagge, parate in costume, carri, samba, favelas e disoccupazione, “Scanzonati” strappa sorrisi senza offese e fa digerire virtuosismi di “imbarazzante” caratura, anche ai neofiti della musica seria.

tn__MG_2884Da una parte il tema dell’incontro, quello tra la parola e la musica, quello tra artisti lontani nello spazio e nella professione quotidiana e tra il Sistema Garibaldi e le arti “altre”; dall’altra il tema del viaggio, compiuto nei linguaggi universali dei suoni e dei gesti.

Sui brani “Amori Sospesi” (progetto discografico prodotto dall’etichetta Dodicilune),  l’inedito quartetto ha compiuto in due ore colte e “scanzonate” di musica e parole, un curioso itinerario magico dalla Patagonia a Rio de Janeiro, citando tutte le tappe intermedie ma cambiando meta in continuazione.

Difficilmente perfettibile la scaletta che il virtuoso clarinettista perugino Mirabassi (uno dei più apprezzati maestri europei) ha messo in piedi per farsi “disturbare” sulla scena dal suo equivalente artistico sul piano della recitazione. Scaletta tradotta sul palco in un fluido intercalarsi di note e rime, stereotipi e smitizzazioni di gradevolissimo impatto.

Di una cosa siamo certi: chi ha seguito lo spettacolo saprà resistere e sublimare – perché già appagato – anche a tutta la stagione dei costumini di manifattura cinese, delle migliori riviste ridotte a coriandoli e delle stelle filanti di poliuretano che si insinuano ovunque. Il loro Carnevale, i presenti, lo hanno già  celebrato degnamente.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 24 gennaio 2016