Il bilancio della sessione estiva del progetto “Percorsi Artistici”

Cultura // Scritto da Giovanni Recchia // 6 gennaio 2016

Il bilancio della sessione estiva del progetto “Percorsi Artistici”

Antonio Musci: «Stiamo lavorando alla realizzazione di una mostra che darà lustro alla città»

Si è conclusa la sessione estiva del progetto “Percorsi Artistici”. Abbiamo tracciato un bilancio insieme all’organizzatore Antonio Musci. «Il progetto nasce dall’idea di lanciare percorsi della durata di un mese nelle varie discipline artistiche. Successivamente abbiamo caratterizzato una serie di attività più specifiche nell’ambito del cinema audiovisivo realizzando corsi di ripresa e montaggio. È stato un tentativo ben riuscito con un’ottima risposta di pubblico e da quel momento in poi abbiamo deciso di estendere i nostri corsi anche al periodo autunno-inverno».

L’iniziativa è stata ideata dal Cineclub Canudo, «sfruttando un bagaglio di esperienze alle spalle legato alla promozione della cultura cinematografica, dell’arte contemporanea e attualmente anche della musica con una serie di eventi proposti negli ultimi anni. In mondo particolare mi riferisco al festival “Avvistamenti”, dedicato al video e cinema d’autore, che ci apprestiamo a riproporre nella sua tredicesima edizione a Bisceglie. Stiamo lavorando anche alla creazione di una rassegna artistica che fonde suoni e immagini intitolata “Sonimage”, che abbiamo ideato e organizzato per la prima volta nel 2013 e su questa scia abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta formativa a favore del pubblico biscegliese.  Non essendo materie di nostra competenza abbiamo chiesto la collaborazione alle realtà artistiche locali».

Percorsi Artistici

Percorsi Artistici

L’associazione si occupa principalmente di cinema «il mondo complesso nel quale viviamo ci permettere di esplorare a 360 gradi tutte le sfumature dell’arte contemporanea. Stiamo proponendo metodi diversi di visione dei prodotti cinematografici che si discostano molto dalle tradizionali proiezioni nelle sale; infatti lo scorso anno abbiamo eseguito una video istallazione sulla facciata del castello di Barletta nell’ambito di una mostra d’arte chiamata “Disfide Contemporanee”.  Riguardo il progetto Sonimage è stata fondamentale la collaborazione del compositore Gabriele Panico e invece per la mostra Avvistamenti è stata importante la partecipazione dello studioso delle immagini Bruno di Marino».

“Percorsi Artistici” darà vita ad altri corsi: «Uno di essi sarà dedicato al linguaggio audio-visivo intitolato “Nuovi Avvistamenti” e il focus di questo percorso sarà la sperimentazione nell’ambito video e cinematografico. Possiamo considerare questo viaggio una sorta di rivisitazione del cinema scegliendo una traccia molto particolare».

Cosa ne pensi del movimento artistico biscegliese?:«Sinceramente non sono a conoscenza del fatto che a Bisceglie ci sia un movimento artistico. Nel nostro territorio riconosco una serie di grandi talenti scollegati tra loro e i nostri percorsi si propongono l’obiettivo di far incontrare gli esponenti delle varie discipline artistiche. Ho molti dubbi sulla motivazione che spinge le nuove generazioni ad avvicinarsi all’arte, a causa dei talent show viviamo uno stimolo un po’ fasullo della competizione artistica che presuppone la definizione obbligatoria di un vincitore finale. A mio parere i nostri percorsi sono un’esperienza da vivere a contatto con esperti dell’ambito artistico, chiaramente se sperimentando queste attività dovesse emergere una motivazione maggiore rispetto a quella che può essere la semplice ambizione probabilmente qualcosa di buon verrà fuori».

Sono oltre 30 i corsi organizzati, suddivisi in diverse fasce d’età: «Abbiamo lanciato un percorso sperimentale dedicato alla disciplina del live painting che consiste in dimostrazioni estemporanee dal vivo con il coinvolgimento di illustratori, fumettisti e creatori vari. Un’altra attività molto interessante che consiglierei è il corso di autocostruzione di strumenti musicali rivolto ai più piccoli. Ci sono percorsi di teatro e danza tenuti dal coreografo Riccardo Fusiello e dal regista teatrale Agostino Riola»,

Possiamo definire l’arte in tutte le sue forme uno strumento di coesione sociale? «Sinceramente sono molto perplesso quando si accosta il termine sociale all’espressione artistica in generale. Non bisogna obbligatoriamente giustificare il fatto che l’artista svolga il suo ruolo soltanto per raggiungere un fine sociale. E’ radicato nella natura stessa dell’arte l’obbiettivo di affrontare tematiche importanti e di stretta attualità. Sono convinto che prima di tutto va privilegiato l’aspetto artistico e non sta all’artista decidere se quello che fa possa essere considerato sociale o meno.». Il Cineclub Canudo organizza da lunedì 28 a giovedì 31 dicembre 2015 presso il Laboratorio Urbano Palazzo Tupputi a Bisceglie, in Via Cardinale Dell’Olio 30, la tredicesima edizione della Mostra Internazionale del Video e del Cinema d’Autore Avvistamenti, con il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Bisceglie e della Provincia di Barletta – Andria – Trani. Il progetto, curato da Antonio Musci, Daniela Di Niso e Bruno Di Marino, va a completare l’edizione 2015, che ha visto durante l’estate, presso la sede del Laboratorio Urbano di Bisceglie, gestito da Solares Fondazione delle Arti e Cineclub Canudo, la realizzazione di workshop, proiezioni, sonorizzazioni e incontri con autori di rilievo nel panorama artistico nazionale e internazionale. Gli artisti invitati a presentare i propri lavori al pubblico, alternandosi nei primi tre giorni della rassegna, sono Michele Sambin, Antonello Matarazzo, Luca Ferri, Fabio Mazzola, Salvatore Insana, Fabio Scacchioli e Vincenzo Core. Quest’anno Avvistamenti dedica una mostra e una retrospettiva a un grande artista totale, come lo avrebbe definito Ricciotto Canudo, maestro indiscusso della sperimentazione in Italia, Michele Sambin. Si comincia con lui lunedì 28 dicembre alle ore 19, in un incontro con Bruno di Marino, studioso di immagini in movimento, nel corso del quale si ripercorreranno attraverso parole e visioni circa 45 anni di carriera dell’artista, per poi proseguire con la video performance Looking for Listening 1977-2015 per voce, violoncello, sassofono e telecamera e, al termine, l’inaugurazione della mostra Michele Sambin – Solo, che sarà visitabile, dopo l’inaugurazione, dal martedì al sabato dalle ore 17.30 alle 20.30 fino al 30 gennaio 2016. “Solo” è il titolo della mostra che Avvistamenti gli dedica da leggere con molteplici significati: in primis quello musicale, poiché il suo percorso può essere considerato come un flusso continuo, un assolo audiovisuale, frutto di calcolo e di improvvisazione, ricco di elementi ricorrenti e di infinite variazioni sul tema. Ma Sambin è sempre stato “solo”, cioè estraneo a qualsiasi movimento o tendenza artistica, inclassificabile, estraneo al sistema dell’arte (eccetto nel periodo in cui ha fatto parte della galleria Il Cavallino di Venezia, che fu comunque un laboratorio fuori dagli schemi). Sambin, insomma, è uno sperimentatore solitario, controcorrente, in anticipo sui tempi. Le altre opere a parete vanno dagli storyboard (come nel caso di Film a strisce) ai progetti videoinstallativi, dai frames rivisitati alle fotografie, fino ai disegni e alle tele (la serie Santa Lucia). Interventi foto-pitto-videografici che non vanno necessariamente letti in quanto collegati a, oppure come schizzi preparatori per lavori effettivamente (o mai) realizzati. Sono opere autonome, spesso attraversate da una gioia cromatica che rispecchia la vitalità estetica di Sambin, in alcuni casi affini a partiture musicali, schemi di sequenze e di frequenze, poiché anche se non producono suoni, possiedono una straordinaria serialità ritmica unita a delicatezza stilistica e raffinatezza grafica.  Certo, a spiccare in questo contesto sono le immagini in movimento, poiché all’esposizione si affianca una breve selezione di film e video (tutti realizzati tra la fine degli anni’60 e la fine degli anni’70. E, infine, perché proprio una mostra a Bisceglie? Perché, pur essendo nato e ancora residente a Padova – nonché legato a Venezia, ai suoi colori, alla sua cultura figurativa – Sambin intrattiene da alcuni anni con la Puglia un rapporto affettivo: vive gran parte dell’anno in provincia di Lecce, in un ovile che ha ristrutturato e che rappresenta il suo buen retiro; un luogo dove meditare e lavorare. Era dunque inevitabile che questa terra scoprisse una piccola parte della sua opera, bagnata dallo stesso mare, quell’Adriatico che lega la laguna veneziana con il Salento» (B. Di Marino).  Oltre a Michele Sambin, quest’anno Avvistamenti dedica omaggi ad altri due videomaker italiani: Antonello Matarazzo (Avellino 1962) e Luca Ferri (Bergamo, 1976), già ospiti con le loro opere di passate edizioni. L’occasione per riproporre una serie di lavori di Matarazzo, è l’uscita qualche mese fa del dvd monografico “Antonello Matarazzo – Video e Installazioni” (edizioni Rarovideo) che raccoglie alcune ore di suoi lavori oltre a un extra e a un booklet di documentazione.




Cultura // Scritto da Giovanni Recchia // 6 gennaio 2016