I tredici lavoratori ex Camassa intervengono in consiglio comunale: «Aiutateci a fare chiarezza»

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 24 marzo 2017

I tredici lavoratori ex Camassa intervengono in consiglio comunale: «Aiutateci a fare chiarezza»

Maggioranza e opposizione ipotizzano l’attivazione di ammortizzatori sociali per sollevare i più fragili da situazioni difficilissime

Si sono presentati tutti in consiglio comunale, il 23 marzo, per chiedere risposte.

I 13 ex lavoratori Camassambiente esclusi dagli organici dell’Ambiente 2.0 – nuovo gestore igiene urbana – perché privi dei requisiti previsti dalla nuova ditta per l’assunzione (età inferiore ai 29 anni, possesso di diploma, patente CQC, disoccupazione), hanno chiesto l’attenzione del sindaco e dell’intera amministrazione comunale.

Il loro caso, finito pure sul tavolo del prefetto della Bat Clara Minerva, è in primo luogo un caso umano ed è per questo che hanno ottenuto la solidarietà del consiglio comunale tutto.

Dipendenti a tempo determinato (il che esclude l’obbligo all’assorbimento in organico per la ditta subentrante), spesso con situazioni familiari fragilissime, chiedono solo un’opportunità al Consorzio Ambiente 2.0 e sperano che la politica, in questo, possa intercedere.

Al presidente del consiglio comunale avevano fatto richiesta, protocollando regolare istanza scritta, di poter intervenire nel corso del consiglio comunale. Accordata la richiesta, hanno parlato, anzi letto una lettera a firma congiunta, in cui hanno chiesto innanzitutto una cosa: «Chiarezza sulla questione. Supponiamo – hanno spiegato – sia stata una scelta strategica quella di assumere più operai sottopagandoli per aumentare il numero dei lavoratori a disposizione. [ …] Purtroppo laddove la trasparenza manca è difficile trovare un’istituzione di riferimento che ci possa aiutare a rivendicare i nostri diritti. Persino il sindacato che all’inizio della vicenda si era reso disponibile, ha poi dichiarato di non poter far nulla [ …] Abbiamo comunque pensato che il requisito dell’esperienza, che rappresenta il titolo preferenziale nei paesi limitrofi, ci avrebbe aperto la porta per almeno accedere alla graduatoria, ma così non è stato. Peraltro, non avendo raggiunto un numero sufficiente di candidature per il bando, l’azienda lo ha ripubblicato per sole 24 ore, cambiando i requisiti da obbligatori a non essenziali e stilando così una graduatoria con candidati in possesso anche di un solo requisito. La graduatoria non è però mai stata resa pubblica né è possibile conoscerne lo scorrimento».

Unanime il consiglio comunale nell’escludere ipotesi di pressioni o diretta intercessione del comune nelle scelte dell’impresa, che resta un privato nonostante gestisca un servizio pubblico.

«Solidarizzo con i lavoratori – ha chiarito il sindaco Francesco Spina – ma non posso intervenire nel merito di una scelta imprenditoriale, sebbene non condivida in generale i criteri di selezione dei nuovi dipendenti da parte dell’impresa. Abbiamo incontrato il gestore, manifestandogli il nostro disappunto e l’auspicio che possa presto riattivare le green card, di attivare presto l’isola ecologica al porto e di far partire quanto prima il servizio di pulizia delle spiagge. L’augurio è che, in questo caso, l’avviso per il reclutamento del personale possa essere aperto a tutti».

«Positivo – ha spiegato il presidente del consiglio comunale Franco Napoletano – che l’impresa abbia voluto selezionare il personale attraverso un bando, che non era tenuto a fare. Visto che l’ha fatto, perché non rendere però pubblici i risultati? Credo sia un dovere dell’amministrazione controllare che i soldi pubblici vengano spesi con giudizio».

Le istituzioni, secondo l’opposizione, possono tentare altre strade per migliorare la posizione lavorativa di questi cittadini, attivando i sindacati e tutti gli ammortizzatori sociali possibili per sollevare almeno i più deboli da situazioni di grave fragilità.

«Non dobbiamo fare in modo che questi lavoratori si sentano abbandonati. Quello che chiedono, in fondo, è di non restare soli. E questo è un dovere della politica. Le soluzioni sono tante, vanno solo discusse» – hanno spiegato a turno Giorgia Preziosa, Gianni Casella, Roberta Rigante, Tonia Spina, Angelantonio Angarano.

Nel caso specifico, per i consiglieri, è possibile tentare un dialogo con il nuovo gestore, affinché possa dare prevalenza, tra i requisiti di assunzione dei nuovi dipendenti, al criterio dell’esperienza, che ai 13 ex dipendenti, tutti con almeno 12 mesi di servizio in Camassa alle spalle, di certo non manca.

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 24 marzo 2017