I POMERIGGI DI VESPAROSSA: FRANCESCO GIANNINI

Cultura // Scritto da Bartolomeo Pasquale // 12 gennaio 2014

I POMERIGGI DI VESPAROSSA: FRANCESCO GIANNINI


Francesco Giannini, il secondo da sinistra, autore di "Quello che le favole non dicono"

Francesco Giannini, il secondo da sinistra, autore di “Quello che le favole non dicono”

Reputa la propria inversione di tendenza come un fuoco ardente che si riduce in candela, Francesco Giannini, in questo quarto appuntamento con i pomeriggi di Vesparossa.

Durante la presentazione del libro edito da FaLvision “Quello che le favole non dicono“, lo scrittore-blogger spiega il motivo che ha spinto ad articolare una raccolta di ventuno storie in un totale di 62 pagine, spaziando fra incontri e riflessioni: obiettivo del testo è quello di sfiltrare la gente, sfuggire alla gabbia delle etichette e del conformismo per poter essere felici e stare in pace con se stessi.

Chiedersi perché coltivare nel proprio giardino le cose solo per far piacere agli altri dona solo una soddisfazione apparente, non del tutto mitigata quando si può pensare al proprio io.

“Quello che le favole non dicono”, dichiara l’odierno protagonista, porta a comprendere che la vita di tutti i giorni non equivale alle favole solo per l’ipotetico “Happy end”, ma anche perché le favole stesse illudono (sono storie fantastiche per l’appunto) e rilassano (vedete i bambini che si addormentano, ndr). La vera favola della nostra vita la possiamo scrivere solo di nostro pugno, raccontando e facendo quello che vogliamo.

Accompagnato dalla poetessa Angela Piazzolla, moderatrice della serata, l’autore barlettano (di cui deve i natali alla città dei Dolmen, ndr) scambia con noi un colloquio leggero ed essenziale.

Francesco Giannini

Francesco Giannini

1) Francesco, quand’eri più piccolo a quale favola invece credevi?

Mi è sempre piaciuto Pinocchio, anche se in sè per sè può sembrare una bugia. Anche se anche lui è alla ricerca continua del proprio io, cioè un bimbo reale ma semplicemente con un naso ed un cuore di legno. Io paragono questa ricerca a quella che ognuno fa nella propria vita.

2) Sei cambiato moltissimo ed hai cambiato molte volte vita nel corso di questi trentasei anni di vita, cosa hai scopero di te?

La scoperta principale è quella di non dare troppa importanza al passato, nonostante lo si ami. Una volta che lo comprendi pienamente ne annulli il valore. Poi ho cominciato a comprendere l’infinito ed anche la nostra vita è così! Abbiamo tutti una serie di chance per poter rinascere e tornare a rivivere sempre guardando avanti, guardando al futuro, in un rapporto di causa-effetto delle nostre condotte. Ho scoperto anche i valori che ho lasciato perdere quand’ero più giovane; la famiglia, gli obiettivi.

3) Cambiamento di vita, cambiamento di alimentazione (è vegetariano, ndr) e cambiamento del tuo credo religioso, da cristiano cattolico a praticante del buddhismo.

Vorrei sottolineare il mio passaggio da cattolico normale, quindi con una frequenza non assidua e quasi clericale nelle chiese, alla fede forte nel buddhismo; esso è nato da un continuo ricercare. Infatti è una religione fatta di studio, oltre che di fede pratica. Lo studio è pregnante di fede ed oggi la mia coscienza è quella di non temere particolarmente la morte, una delle più grandi paure della maggior parte della popolazione. So che posso andare verso l’infinito e oltre, donando tutto me stesso alla causa altrui.

Chi è Bartolomeo Pasquale

Bartolomeo Pasquale nasce a Molfetta il 15 Gennaio 1987. All'età di dodici anni vince il premio speciale alla seconda edizione del premio scolastico "Vincenzo Fata" con il video-report dal titolo "Bisceglie in dieci minuti". Redattore per Bisceglie in diretta dal 2008, è stato presentatore per programmi radiofonici, spettacoli e contest, conseguendo il titolo di giornalista pubblicista nel 2010. Laureato in Giurisprudenza con tesi in Diritto del Lavoro presso l'Università degli Studi di Bari, è praticante avvocato dal Novembre 2012.




Cultura // Scritto da Bartolomeo Pasquale // 12 gennaio 2014