“I diritti in genere, scritture al femminile”: torna la rassegna di Sistema Garibaldi – Circolo dei Lettori

Cultura / Eventi // Scritto da Cinzia Montedoro // 2 dicembre 2016

“I diritti in genere, scritture al femminile”: torna la rassegna di Sistema Garibaldi – Circolo dei Lettori

L’iniziativa servirà anche ad avviare la raccolta libri per la biblioteca interna del teatro Garibaldi

Torna la rassegna “I diritti in genere, scritture al femminile”, ciclo di appuntamenti con la letteratura a cura di Circolo dei lettori-Presidio del libro, Linea d’Onda e Sistema Garibaldi.

13bafbaa-2efc-40fd-8927-eeba51bf962d3,7, 10,14 e 17 dicembre, il rinascimentale Palazzo Tupputi ospiterà un saggio delle “donne con la penna in mano” che fanno la differenza.

Consolidando la collaborazione con Sistema Garibaldi che, con questa iniziativa, avvia la raccolta libri per una sua biblioteca interna, il Circolo dei Lettori di Bisceglie, partecipa così al monumentale programma del teatro.

L’attivissima custode del Presidio del Libro Rosa Leuci, fiancheggiata dall’attrice Nunzia Antonino, animerà le serate al Tupputi invitando cinque autrici a disegnare il panorama italiano contemporaneo delle scritture al femminile.

Il primo appuntamento, ad ingresso gratuito, è in programma per le ore 19.00 di sabato 3 dicembre.

Sarà la scrittrice giornalista e pop artist catanese Elvira Seminara a presentare il suo “Atlante degli abiti smessi” (Einaudi, 2016), che la critica non ha esitato a definire «uno dei romanzi più originali degli ultimi anni».

Protagonista Eleonora, fuggita a Parigi per trasmettere a sua figlia tutto ciò che ha: qualche consiglio, varie confessioni e soprattutto, un armadio pieno di vestiti. Vestiti elfi o revenants, gonne volubili, abiti del presagio, camicette dalla voce allegra, da raccogliere in un inventario vivo, poetico, torrenziale: perché certi cataloghi sono animati e aiutano a vivere meglio, dentro e fuori di sé.

TRAMA: Eleonora è una donna eccentrica con un modo tutto suo di guardare il mondo. Ma è anche una donna impetuosa. E ora che l’ex marito è scomparso, il rapporto con la figlia Corinne si è strappato, «come un lenzuolo che ha subito troppi lavaggi, vestito troppi letti». È anche per questo che Eleonora lascia Firenze e si rifugia a Parigi, in cerca di solitudine e di chiarezza, perché certe fughe «non si organizzano, si subiscono e al massimo cerchi di perfezionarle ». Da lí, osserva il parco sotto casa e le abitudini bizzarre degli inquilini del suo palazzo – un «ottimo esercizio di equa e diffusa compassione» – e tesse nuove trame. Ma soprattutto scrive a Corinne, per ricucire il loro rapporto. Un giorno dopo l’altro compila un campionario sfavillante degli abiti lasciati nella casa di Firenze. Una sorta di vademecum per orientarsi fra il silenzio ostinato degli armadi e il frastuono dell’umanità. Il catalogo animato di Eleonora diventa cosí un modo di trasmettere l’esperienza del tutto singolare, «fuori dalle ante». Un vortice di parole febbrili, inventive, con una forza espressiva inesausta, che ci trascina senza sosta, lasciandoci alla fine la sensazione di avere vissuto una storia che ci riguarda molto da vicino.




Cultura / Eventi // Scritto da Cinzia Montedoro // 2 dicembre 2016