Hotel Europa – via Camere del Capitolo, i proprietari: «Ingiustificato il trionfalismo del sindaco. La verità è un’altra»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 25 aprile 2016

Hotel Europa – via Camere del Capitolo, i proprietari: «Ingiustificato il trionfalismo del sindaco. La verità è un’altra»

«Il Comune non aveva introdotto i limiti delle altezze degli edifici, ha poi rilasciato illegittimamente almeno tre permessi di costruire e ora, sotto nostra spinta, dovrà annullarli»

L’avv. Marella, difensore dei proprietari del palazzotto ottocentesco posto tra via Piave, vico Pescheria e via Camere del Capitolo, vuol far chiarezza sulla sentenza del TAR  del 21 aprile 2016  relativa al ricorso dei proprietari “per motivi aggiunti” contro il comune di Bisceglie, difeso dall’avvocato Ingravalle e contro l’associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia. Sentenza, quella relativa all’intervento di demolizione del palazzotto e ricostruzione di un complesso residenziale, da realizzare in forza al Piano Casa della Regione Puglia, per cui il sindaco, con una nota stampa, aveva esultato con un “giustizia è fatta”.

L’avvocato ci tiene a rispolverare fatti a latere del provvedimento, tra cui la discussa delibera di consiglio relativa al recepimento da parte del Comune del Piano Casa. All’epoca – si tratta del 2010 – il comune omise le altezze massime delle case a realizzarsi con il Piano Casa, introducendole con una delibera successiva, nel 2012. Così facendo, chi come Rossi aveva presentato un progetto secondo i precedenti criteri adottati dal consiglio comunale, si trovava con le mani legate. Il ricorso al TAR dei proprietari diede ragione al privato: il comune non poteva far valere retroattivamente la delibera del 2012 né fissare a 9 metri l’altezza dei palazzi, considerando per di più, il suo deliberato una “interpretazione autentica” (e tardiva) del Piano Casa.

Quanto alla sentenza attuale, l’avv. Marella precisa che questa si è semplicemente limitata a dichiarare l’improcedibilità dell’azione sulla scorta di una precedente sentenza del TAR 156 del 29.01.2015, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 3259 del 1.07.2015. Nelle precedenti sentenze, però TAR e Consiglio di Stato

«annullavano – spiega l’avv. dei ricorrenti –  la deliberazione di C.C. n. 37/2013, con la quale erano stati tardivamente introdotti i limiti delle altezze dei costruendi edifici, non indicati, come era doveroso, nella delibera di C.C. n. 81/2009 in violazione dei termini perentori di cui all’art. 6, comma 2, della legge regionale n. 14 del 30 luglio 2009 (sessanta giorni dall’entrata in vigore), recante “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per ilmiglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”). Omissione, quella del limite delle altezze massime, che comunque non ha ostacolato il Comune, ai sensi della Delibera n. 81/2009, di rilasciare illegittimamente almeno tre permessi di costruire (palazzi già ultimati con altezze in deroga al vigente P.R.G.), che ora l’Amministrazione è costretta ad annullare sotto la spinta di legalità urbanistica e di imparzialità pretesa, nostro tramite, dai ricorrenti».

«In ogni caso – aggiunge l’avvocato – la sentenza in oggetto, in nessuna parte ha risposto se fosse o meno legittimo gravare il palazzotto di Via Camere del Capitolo con vincolo indiretto di natura paesaggistica, ancorchè ricadente nei cosiddetti “territori costruiti”, tale essendo l’oggetto principale del giudizio e non quello delle altezze. Dunque, al trionfalismo del Sindaco fa oggettivamente da contraltare la nuda verità storico-amministrativa che il Comune di Bisceglie non ha saputo, al contrario di molte altre città, correttamente applicare – nel termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale n. 14/2009 – la disciplina sul “Piano casa”, tanto da adottare erroneamente la delibera di C.C. n. 81/2009 senza indicare i limiti massimi delle altezze dei costruendi edifici, integrata tardivamente con deliberazione di C.C. n. 37/2013 ma annullata dalla Magistratura amministrativa con le ricordate sentenze (T.A.R. 156 del 29.01.2015, confermata dal Consiglio di Stato con decisione n. 3259 del 1.07.2015), con conseguenze pregiudizievoli per gli amministrati in generale a causa del costo processuale dei giudizi, oltre che per l’economia locale, l’imprenditoria primaria e l’indotto produttivo che operano nel settore edilizio».

 

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 25 aprile 2016