Hospice Don Uva: la lettera commossa di una cittadina

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 7 ottobre 2016

Hospice Don Uva: la lettera commossa di una cittadina

«Una struttura di eccellenza a cui tutti dovrebbero poter accedere»

Giunge in redazione, a poche settimane dalla data X che decreterà il futuro della Casa Divina Provvidenza, la lettera di una cittadina. È il racconto, dolce, commosso, di una figlia che ha scelto l’hospice del Don Uva per accompagnare la madre malata nel modo più dolce alla fine. Ma è anche l’appello di una utente a che si possa salvare una struttura di eccellenza che rischia, per quanto potrebbe accadere all’intera CDP, di essere chiusa.

Pubblichiamo la lettera della signora Maria, in segno di testimonianza. Affinché a storie “di persone”, come la sua, non possano mai prevalere questioni di burocrazia o, peggio, di fatturato.

«Sono una cittadina semplice, a cui è stato chiesto “cosa pensi dell’Hospice di Bisceglie?” Così ho risposto che: alla parola Hospice ero un  po’ scettica e non accettavo di usufruire di questa struttura. Stranamente e per volontà di Dio mia madre è stata ospitata. All’inizio non lo accettavo, perché vedevo in questo luogo un luogo di morte fredda, poi mi sono dovuta ricredere, perché  la pace, la dolcezza dei dottori, gli infermieri, l’asistenza di tutto il personale verso mia madre che soffriva, hanno tramutato questa sofferenza in una dolce serenità. E siamo stati sereni anche noi familiari, perché abbiamo avuto assistenza morale e parole di conforto. Grazie a loro ho accettato con rassegnazione ciò che mi stava accadendo (cosa che da sola o a casa io non sarei stata in grado di fare).

È una fortuna che queste strutture esistano: è si è vero che si tratta dell’ultima sponda per ognuno di noi, ma è una sponda dolce. Vorrei che queste strutture ci fossero ovunque e che tutti potessero usufruirne, perché a volte per mancanza di posti qualcuno non può e soffre di più.

Io chiedo che non venga meno la struttura di Bisceglie per tanti motivi: per la vicinanza, per la correttezza che hanno tutti i collaboratori, per l’eccellenza dell’istituto, per la mitezza che vi regna: sembra un’oasi di pace e tranquillità. Si vivono momenti di immenso dolore colmati da una inestimabile umanità e fratellanza.

Grazie a tutti, Maria (figlia)».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 7 ottobre 2016