Gianni Naglieri sul caso Camassambiente: «Scoperchiato un vaso di Pandora»

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 26 gennaio 2017

Gianni Naglieri sul caso Camassambiente: «Scoperchiato un vaso di Pandora»

Durissimo affondo del vicesegretario cittadino del Partito Democratico ai danni dell’amministrazione comunale

È ancora più duro del solito nei confronti dell’amministrazione comunale, il vicesegretario cittadino del Partito Democratico Gianni Naglieri. Sul caso Camassambiente insinua senza mezze misure dubbi circa precise connessioni tra azienda ed amministrazione comunale e ben architettati giochi di squadra che avrebbero alimentato un sistema  «a dir poco sospetto»

«La vicenda della interdizione prefettizia – spiega Naglieri – scoperchia il vaso di Pandora di un’amministrazione, rendendo visibile ciò che è stato per lungo tempo celato grazie ad una complessa quanto ingegnosa architettura puntellata al suo interno da un blocco di figure di vario genere, competenza ed estrazione».

Il “sistema” per Naglieri «è il risultato di un collegamento tra i componenti delle numerose liste civiche e i beneficiari di assunzioni di interinali attraverso il gioco di sponda delle solite società, i vincitori di concorso, gli incarichi legali, le consulenze esterne, i contributi ad associazioni e privati, ai lavori di somma urgenza a trattativa privata agli interessi nelle società partecipate fino ad assumere una struttura ancora più scandalistica come per appunto è accaduto con gli approfondimenti giornalistici e le pronunce della Corte dei Conti».

Ad alimentarlo sarebbe «l’esercizio indiscusso ed indiscutibile del primato della politica; ergo, lo strumento migliore è certamente quello di impossessarsi a livello territoriale di un partito anche se ciò era già altre volte accaduto con altre forme e simboli».

Il parallelismo tra caso Camassa e politica locale è pesante: «Non deve stupire che se un azienda importante potrebbe avere avuto delle infiltrazioni mafiose in atto, altrettanto potrebbe configurarsi in potenza in un altro ambito, come per appunto in un partito ove, come nell’ultimo tesseramento, un nutrito gruppo di dipendenti di questa società ha tentato molto maldestramente di iscriversi on line, ma, verosimilmente si potrebbe ipotizzare che anche gli stessi scranni del Consiglio Comunale occupati da pubblici ufficiali potrebbero soggiacere al medesimo rischio visto il particolare connubio esistente con alcuni di essi, interessati direttamente e/o per qualche famigliare assunto.

Questa considerazione trova la sua preoccupante motivazione anche in una dichiarazione comparsa recentemente su questo giornale dove si afferma dell’esistenza di Clan e di illecite pressioni esercitate.

Qual è il Partito dell’Illegalità Politica che cita un illustre decano gregario? Quello degli sgherri che puntualmente picchettano e girano tra i seggi presidiandoli e che in alcuni casi, sono passati dal palazzo di città per lavorare prima, durante e dopo con le aziende che svolgevano un pubblico servizio essenziale? O più facilmente chi denuncia e segnala le irregolarità, le trattative private per milioni di euro, l’assenza dei bandi di gara?

Ma di che cosa parliamo o stiamo ancora discutendo?

Se questo dovesse corrispondere alla realtà vuol dire che non siamo più in mani sicure; che è venuta meno quell’idea di onestà, trasparenza e legalità che si è cercata di far passare a più riprese ai cittadini, e non solo ad essi, quindi, con la chiara evidenza che il vero problema non è la corretta gestione del servizio di igiene urbana, gli orari flessibili, i moduli abitativi o i colori dei mastelli con le dimensioni dei manici, ma, quei possibili interessi che generano altri interessi, voti, lavoro e danaro……così perniciosi tra loro da far apparire importante quell’essenziale che non è!

Sempre con riferimento a questo tema sarebbe lecito chiedersi come sia mai possibile che un’amministrazione si accorga solo nel 2017 dell’esistenza di una sacca di evasione storica che comprende circa 5500 nominativi? Chi ha opportunamente creato questo slalom tra i contribuenti al solo scopo di renderne sconosciuti 5500? Chi potrebbe averne beneficiato da un sistema appositamente creato ad arte diretto a togliere ai fessi quello che non doveva essere tolto ma garantito ai dritti?

Evadendo, in quanto sconosciuti, Chi ne ha tratto dei ritorni in termini di beneficio e di consensi?

Per capire bene questo grande oceano colmo di reflui di ogni genere dovremmo iniziare a porci delle domande diverse scompaginando l’ordine degli addendi certi del fatto che il problema non sono soltanto le assunzioni dirette e dubbie, ma, la preoccupazione che le istituzioni territoriali democratiche, al pari delle società interdette con disposizione prefettizia, possano correre, se non epurate per tempo, un rischio di possibile infiltrazione con ambienti di malaffare e che la politica locale, proprio per soddisfare questa condizione tolleri e divida l’obbligo di contribuzione alla città tra fessi e dritti»

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 26 gennaio 2017