Garibaldi, appuntamento con “Dolore sotto chiave/pericolosamente” di E. De Filippo e il libro “L’uomo che non riusciva a morire”

Cultura // Scritto da Cristina Giovenale // 27 gennaio 2016

Garibaldi, appuntamento con “Dolore sotto chiave/pericolosamente” di E. De Filippo e il libro “L’uomo che non riusciva a morire”

Il 28 gennaio al Garibaldi di sotto alle 19 la presentazione del libro, segue alle 21 lo spettacolo
LAUDADIO- UOMO CHE NON RIUSCIVA A MORIRE

La copertina del libro “L’uomo che non voleva morire”

Doppio appuntamento al teatro Garibaldi di Bisceglie giovedì 28 gennaio; si parte alle 19:00 con la presentazione del libro L’uomo che non voleva morire, fatica letteraria dell’attore Tony Laudadio (edito da NNE ViceVersa 5). Presso gli spazi del Garibaldi di sotto Silvia La Franceschina e Rosalba D’addato dialogheranno con l’autore, l’incontro è curato dal presidio del libro-circolo dei lettori di Bisceglie, presieduto dalla professoressa Rosa Leuci.

Alle 21:00 invece, si alza il sipario con Dolore sotto chiave/pericolosamente, uno spettacolo in due atti unici di Eduardo de Filippo; la rappresentazione è arricchita da un’introduzione, una riscrittura in versi e in lingua napoletana della novella I pensionati della memoria di Luigi Pirandello a cura di Raffaele Galliero.  Gli interpreti Tony Laudadio, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano sono diretti dal regista Francesco Saponaro. 

La pièce protagonista al Garibaldi è un mélange di due atti unici di De Filippo, ovvero Dolore sotto chiave e Pericolosamente (1938); la prima pièce scritta nel 1958, è stata trasmessa in onda l’anno successivo come radiodramma con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti – i fratelli Rocco e Lucia Capasso. De Filippo ha lavorato dietro le quarte di questo spettacolo come regista per due volte, la prima nel 1964 dirigendo Regina Bianchi e Franco Parenti, in occasione per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli, poi nel 1980 con Luca De Filippo e Angelica Ippolito.

In Dolore sotto chiave, dietro a sentimenti come la carità cristiana, la compassione o la mania borghese della beneficenza si cela quella segreta predisposizione dell’essere umano al controllo e al dominio sull’altro. Nella vicenda s’intrecciano cinismo e ironia dando alla trama risvolti comici, a tratti paradossali intrisi di morbosa e grottesca esasperazione. Perno della rappresentazione, l’evocazione di un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio dal povero Rocco Capasso, la rivoltella; un oggetto che in Pericolosamente (1938) si materializza e si trasforma in un vero e proprio strumento di tortura coniugale e rimedio alle isterie improvvise di una moglie bisbetica.

La caratteristica vincente del teatro umoristico dei De Filippo poggia sul litigio coniugale; ogni volta che Dorotea dà sfogo alle sue intemperanze Arturo, per portare disciplina in famiglia, impugna la rivoltella caricata a salve e le spara, scatenando la comica reazione di terrore da parte dell’ignaro amico Michele appena rientrato a Napoli da un lungo viaggio di lavoro.

Lo spettacolo è prodotto dai Teatri Uniti di Napoli.

L’ingresso per la presentazione del libro è gratuita, per lo spettacolo il botteghino è dalle 18:00 alle 20:00 dal martedì al sabato.

Per maggiori informazioni scrivere a sistemagaribaldi@gmail.com 

Cristina Giovenale

Chi è Cristina Giovenale

Giornalista pubblicista dal 2009, laureata con lode in Filologia Moderna collabora con Biscegliendiretta dal 2006. Ha lavorato come giornalista per l'ATS-agenzia telegrafica Svizzera e per l'ufficio stampa dell'ambasciata d'Italia a Berna. Ha anche collaborato con il Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della sera.




Cultura // Scritto da Cristina Giovenale // 27 gennaio 2016