GALLIPOLI-BISCEGLIE 1-1. Pari fra le proteste, nerazzurri di nuovo -3 alla vigilia del big match con la Fidelis Andria

Sport // Scritto da Vito Troilo // 14 dicembre 2014

GALLIPOLI-BISCEGLIE 1-1. Pari fra le proteste, nerazzurri di nuovo -3 alla vigilia del big match con la Fidelis Andria


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Gallipoli-Bisceglie 1-1

Gallipoli: Gabrieli, Rizzo (dall’86° Sopcic), Gigante, Mbida Bindzj, Cornacchia, Lorusso (dal 71° Alessandrì), Negro, Legari, Di Maira, Mangiapane, Mariano. A disposizione: Costantino, Solidoro, Santonocito, Berteina, Carrozza, Riezzo, Luca. Allenatore: Acquaviva.
Bisceglie: Licastro, Viscuso (dal 79° Lacriola), Esposito, D’Ancora, Riccio, Lanzolla, Guadalupi, Lanzillotta (dal 59° Patierno), Lacarra, Zotti, Presicce (dal 79° Gambuzza). A disposizione: Vicino, Gambuzza, Lacriola, Abbinante, Colia, Khalil, Gadaleta. Allenatore: Claudio De Luca.
Arbitro: Marini di Trieste (Longo, Nocella di Paola).
Reti: 1° Presicce, 54° Di Maira.
Note: spettatori 500. Ammoniti: D’Ancora, Lacarra, Legari, Negro. Calci d’angolo: 1-7.

Farà discutere e non poco l’episodio del penalty che il triestino Nicolò Marini ha in un primo momento assegnato al Bisceglie a pochi minuti dal termine della gara di Gallipoli tornando pochi secondi più tardi sulla sua decisione, imbeccato dall’assistente Moreno Francesco Longo di Paola (Cosenza), che non si riesce a capire per quale motivo ha chiesto al direttore di gara di non concedere il rigore ai nerazzurri.

Quanto avvenuto purtroppo non può nascondere la scolorita prestazione di un Bisceglie che ha ancora una volta gestito male un vantaggio in trasferta. La doccia gelata del pari messo a segno da Di Maira, peraltro causato da uno svarione dei nerazzurri, è costata al team di Claudio De Luca il -3 sulla Fidelis Andria capolista, che si è imposta ancora una volta tra le mura amiche sulla Cavese.

La seconda forza del girone H di Serie D si è presentata sul terreno di gioco dello stadio “Antonio Bianco” con alcune novità in formazione: il forfait di Angelo Logrieco per infortunio e la squalifica di Michele Anaclerio hanno costretto il trainer nerazzurro a effettuare variazioni nell’assetto iniziale, con l’inserimento di Stefano Riccio (al rientro dopo tre turni di squalifica e la panchina nella sfida col Monopoli) al centro della difesa al fianco di Nicola Lanzolla e la presenza di Peppe Lacarra (out perché appiedato dal giudice sportivo nell’ultima gara) al centro dell’attacco, preferito a Cosimo Patierno.

Giuseppe Lacarra (foto Emmanuele Mastrodonato per www.forzabisceglie.it)

Giuseppe Lacarra (foto Emmanuele Mastrodonato per www.forzabisceglie.it)

Dopo appena 35 secondi il Bisceglie ha trovato il vantaggio con un facile tap-in di Andrea Presicce, ex di turno, servito da Pierino Zotti. L’incontro è sembrato subito mettersi in discesa per la vicecapolista, che invece non ha saputo dare il colpo di grazia a un Gallipoli tutt’altro che smantellato, con soli quattro under in campo e giocatori di una certa caratura, per quanto a corto di fiato.

Fra questi, il più attivo è stato Mangiapane, che ha colpito la parte alta della traversa su calcio piazzato. I pericoli per la porta di Licastro sono giunti soprattutto da situazione di palla inattiva, come nel caso della botta di Legari su punizione che ha chiamato il giovane estremo difensore del Bisceglie a un gran colpo di reni.

In apertura di ripresa, quando in molti erano convinti che i giallorossi dovessero calare sul piano fisico e lasciare spazi alle ripartenze del Bisceglie, il Gallipoli ha sfruttato una disattenzione degli avversari in fase d’impostazione che ha permesso a Di Maira di inserirsi fra le maglie nerazzurre e trafiggere Licastro da pochi passi per il pareggio che ha letteralmente gelato i circa 200 sostenitori ospiti al seguito.

Il contraccolpo ha travolto psicologicamente Mirko Guadalupi e compagni, incapaci di scuotersi se non tardivamente, solo nell’ultimo quarto d’ora, senza neppure riuscire a intensificare un forcing frutto più della forza dei nervi e dell’orgoglio che di quella concentrazione mancata per tutta la durata del match.

Mirko Guadalupi (foto Emmanuele Mastrodonato per www.forzabisceglie.it)

Mirko Guadalupi (foto Emmanuele Mastrodonato per www.forzabisceglie.it)

Nonostante un pomeriggio tutt’altro che positivo sul piano del rendimento complessivo, il Bisceglie ha confezionato alcune opportunità per ritornare in vantaggio: una bordata di Lacarra all’incrocio è stata sventata dall’ottimo Gabrieli e Zotti non è riuscito a trasformare alcuni tiri franchi da ottima posizione. Patierno, subentrato a Lanzillotta, si è fatto notare per un’azione in cui Cornacchia lo ha trattenuto, non in modo vistoso: proteste vane dei viaggianti al 76° per un contatto in verità dubbio.

A dieci minuti dal termine lo stesso Cornacchia, nel tentativo di spazzare l’area, è intervenuto maldestramente mandando il pallone sul palo interno ma la sfera non ha oltrepassato la linea, per la disperazione di squadra e tifosi nerazzurri.

L’episodio destinato a far imbufalire tutto l’ambiente calcistico biscegliese è accaduto all’86°: Zotti, con un gioco di prestigio dei suoi, ha saltato Cornacchia e proprio nel momento in cui era intento a fronteggiare il portiere Gabrieli è stato nettamente messo giù dal difensore giallorosso. Il più classico dei rigori per trattenuta, come se ne fischiano a centinaia tutte le domeniche. L’arbitro ha indicato subito il dischetto e Pierino Zotti si è impossessato del pallone per prepararsi a calciare ma a un certo punto, non si sa perché, il guardalinee calabrese ha richiamato l’attenzione del direttore di gara che dopo un conciliabolo è tornato sui suoi passi.

L’evidente e incomprensibile torto subìto ha demoralizzato il Bisceglie, che non ha avuto più le energie mentali per cercare di strappare il successo in extremis. Per quanto danneggiati dall’arbitraggio, i ragazzi del patron Nicola Canonico dovranno recitare il “mea culpa” per l’incredibile opportunità sprecata.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Sport // Scritto da Vito Troilo // 14 dicembre 2014