Frecciarossa Milano-Bari, Barletta una risorsa da sfruttare?

Attualità // Scritto da La Redazione // 12 febbraio 2017

Frecciarossa Milano-Bari, Barletta una risorsa da sfruttare?


Dal 15 gennaio scorso Lecce e Brindisi si sono ritrovate nuovamente senza Frecciarossa. Dopo circa sette mesi di prova il prolungamento della tratta Milano-Bari fino al capoluogo salentino è stato soppresso dai vertici di Trenitalia per ragioni di sostenibilità economica. Pochi passeggeri, quindi, per un treno operativo soltanto nei fine settimana e nei giorni festivi. Un duro colpo per le istituzioni locali e i cittadini, che negli anni scorsi si erano spesi molto per l’estensione della linea. La coppia giornaliera di Frecciarossa è perciò tornata a concludere la sua corsa a Bari, mantenendo le fermate intermedie a Bologna, Rimini, Ancona, Pescara e Foggia.

Si tratta di un passo indietro rispetto alle prospettive aperte dall’attivazione, lo scorso giugno, del Milano-Lecce, che avrebbe dovuto rappresentare un collegamento fondamentale per il turismo della regione e ridurre i tempi di percorrenza tra i capoluoghi di provincia pugliesi e alcuni dei maggiori centri urbani del centro-nord Italia. Ed è certamente un passo indietro se si osserva con attenzione la mappa dell’Alta Velocità italiana, che attraversa ormai il paese da Nord a Sud, raggiungendo sempre più importanti città anche nel Mezzogiorno.

Tra le varie proposte per salvare il prolungamento fino a Lecce è arrivata recentemente anche quella del consigliere comunale di Barletta Flavio Basile, che ha proposto di introdurre la stazione di Barletta alle fermate attualmente operate dal Milano-Bari. Secondo Basile, l’introduzione della nuova fermata porterebbe sui Frecciarossa un incremento di passeggeri grazie all’ampiezza del territorio servito dalla stazione di Barletta, tra cui naturalmente anche cittadine come Bisceglie. La proposta di fornire la provincia di Barletta-Andria-Trani di una propria fermata dell’Alta Velocità non è tuttavia una novità. Già all’inizio dell’estate scorsa, quando si deliberò il tentativo di prolungamento fino a Lecce, furono molte le voci che si levarono per richiedere il servizio anche per i pendolari locali. In quell’occasione Trenitalia decise però di mantenere soltanto Foggia e Bari, tagliando fuori oltre 600mila potenziali passeggeri residenti in Puglia e Basilicata.

Ora il dibattito torna a riaprirsi anche per via di una lettera inviata alla fine di gennaio dal MIDA Barletta all’onorevole Altero Mattioli, presidente dell’ottava Commissione del Senato. Nella missiva viene richiesto un tentativo di dialogo con Trenitalia per avviare un periodo di sperimentazione, così come effettuato per sette mesi con Brindisi e Lecce, per verificare se effettivamente sussistono le condizioni economiche per mantenerla anche in futuro, offrendo finalmente agli abitanti della zona un collegamento ferroviario veloce.




Attualità // Scritto da La Redazione // 12 febbraio 2017