FOTO|Successo strepitoso per lo spettacolo “Checkpoint Charlie”

Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 25 gennaio 2016

FOTO|Successo strepitoso per lo spettacolo “Checkpoint Charlie”

L’inutilità della guerra messa in scena in maniera originale

Lunghi applausi ed esclamazioni di consenso hanno sancito il successo dello spettacolo “Checkpoint Charlie” andato in scena domenica 24 gennaio, al Teatro Don Sturzo di Bisceglie, ad opera della Piccola Compagnia Impertinente di Foggia.

Quattordici ragazzi, età media 18 anni, che, magistralmente diretti dall’autore e regista Pierluigi Bevilacqua, hanno saputo catturare il pubblico.

Uno spettacolo particolare che, a ridosso della giornata della memoria, assume una valenza ancora più significativa. Originale, pungente, sarcastico e complesso: al centro del palcoscenico la guerra e tutto ciò che dimora nel suo significato.

Quando si parla di conflitti bellici, non ci sono mai differenze; non c’è mai un valido motivo che giustifichi il numero delle vittime; mai una spiegazione a tanto odio e bramosia di potere. Poco importa se lo scenario è quello della seconda guerra mondiale, della guerra di Gaza o di quella più attuale dell’Isis. Non c’è diversità tra Allah e il Dio cristiano se a trionfare è sempre la violenza.

Spunti continui di riflessione per il pubblico, attraverso riferimenti precisi o allusivi, mascherati in  battute sornione o palesati da atteggiamenti inequivocabili. Lo spettacolo prende di mira la stupidità del conflitto, di qualsiasi natura esso sia, politica o religiosa.

Non c’è guerra solo nei campi di combattimento, ma anche negli scenari quotidiani dominati dall’odio. Si spara al nemico e si mira a distruggere anche la sua libertà di pensiero e di espressione: non a caso l’idea che ha ispirato il regista è stata l’attacco a Charlie Hebdo.

Attenzione particolare è stata rivolta alla figura femminile, protagonista indiscussa della terza edizione di Scena 84, e alla violenza che troppo spesso è costretta a subire. Prigioniere di una cultura che le vede sottomesse all’uomo, le donne nascoste sotto il velo islamico non sono poi così diverse da quelle che, nella libertà occidentale, sono paradossalmente incatenate in amori ossessivi e criminali. La mano che colpisce è sempre la stessa: quella dell’odio e del desiderio di possesso.

Ma sarà proprio la donna, vestita a sposa nell’ultimo quadro teatrale, a simboleggiare la pace e a lasciare al pubblico quel briciolo di speranza che «un giorno sarà fatta una guerra a cui nessuno parteciperà».

Il prossimo appuntamento con Scena 84 è fissato per domenica 7 febbraio, con lo spettacolo “Diario di una donna diversamente etero”, ad opera della Compagnia “Le brugole”.

FOTOGALLERY  a cura di Giacomo Alberto Dell’Olio




Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 25 gennaio 2016