FOTO|”Diario di una donna diversamente etero” stupisce il pubblico del don Sturzo

Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 8 febbraio 2016

FOTO|”Diario di una donna diversamente etero” stupisce il pubblico del don Sturzo

Diario tragicomico sul tema dell’omosessualità

Provocatorio fin dal titolo lo spettacolo portato in scena al teatro don Sturzo, domenica 7 febbraio, “Diario di una donna diversamente etero”. Con la regia di Paola Galassi ed i testi di Giovanna Donini, giornalista e autrice televisiva, la rappresentazione della compagnia “Le Brugole” ha preso spunto da una rubrica web dal titolo “Diversamente Etero”.

Sulla scena due attrici, Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano, e la loro esilarante sfrontatezza. Un modo di fare teatro insolito ed originale, uno spettacolo nello spettacolo articolato in due momenti: nel primo si sfogliano le pagine di un diario di un’adolescente attratta da una compagna di scuola, nel secondo, a mo’ di talk show, si susseguono racconti, interviste e sketch spassosi.

Dirette, essenziali e senza fronzoli: le due attrici hanno dominato la scena, catturando l’attenzione del copioso pubblico presente in sala, senza l’ausilio di artificiose scenografie, né di strabilianti costumi. Le brugole, nome scelto per la compagnia, sono dei piccoli arnesi che corredano tutte le scatole dei mobili componibili Ikea, utili   a montarli. In questo caso, però, queste chiavi sono servite per smontare, attraverso un sorriso bonario, le false credenze e i luoghi comuni che avvolgono il mondo omosessuale.

In un provocatorio prontuario messo a punto dalle due protagoniste, le lesbiche vengono descritte dall’immaginario collettivo, come donne mascoline, dai capelli rigorosamente corti; camioniste forzute ed estremamente vigorose. Una setta da evitare, denigrare e combattere: ci hanno provato con la musica (pungente l’ironia al testo della canzone di Povia “Luca era gay”), con la politica (una tra tanti, Giorgia Meloni), con delle manifestazioni in piazza, come quelle delle Sentinelle in Piedi, e addirittura- affermano sornionamente Annagaia e Lidia-con dei corsi per ritornare eterosessuali dal costo di 180 euro.

Come se si potesse scegliere; come se si trattasse di una malattia da cui guarire: l’ignoranza fa confondere l’identità di genere con l’orientamento sessuale. Uno spettacolo interattivo e moderno, dove il pubblico è coinvolto e dove dietro ogni battuta c’è l’intelligente volontà di spingere la gente a riflettere, a capire e, soprattutto, a mettere fine a quegli atteggiamenti discriminatori che troppo spesso hanno ferito, offeso ed umiliato.

Un diario tragicomico, dove è impossibile non sbellicarsi dalle risate, ma dove è inevitabile commuoversi in momenti come quello della lettura di uno scritto di un ragazzo omosessuale, vittima, ancor prima di un incidente stradale, della cattiveria della gente.

Il prossimo appuntamento con Scena 84 è fissato per domenica 28 febbraio con lo spettacolo, tratto da una storia vera, “Riccardo e Lucia”, che sostituisce “Pa, lo scandalo Pasolini” annullato dalla produzione.

FOTOGALLERY  a cura di Giacomo Alberto Dell’Olio




Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 8 febbraio 2016