FOTO | Stelle e poesie al casale di Pacciano: un connubio vincente

Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 4 settembre 2016

FOTO | Stelle e poesie al casale di Pacciano: un connubio vincente

Una serata per osservare gli astri con gli occhi e con il cuore

Di tutte le muse, la volta celeste è sicuramente quella che ha più ispirato ed ispira i poeti. Quanti versi hanno parlato del cielo stellato, della Luna e delle costellazioni? Un’infinità, fin dai tempi più remoti.

Il professor Giuseppe Malcangi, sabato 3 settembre, nella serata organizzata dall’associazione Trekking Astrofili Physis di Bisceglie presso il casale di Pacciano, ha regalato ai numerosi presenti un magico viaggio nella poesia delle stelle.

Supportato da immagini a tema, elaborate e proiettate da Edmondo Adduci e accompagnato da musica di sottofondo, il relatore ha incantato la platea con un percorso poetico tra i secoli al fine di «osservare le stelle non solo col telescopio ma anche attraverso la poesia» come lui stesso ha commentato.

Il viaggio tra gli spazi siderali è cominciato con “l’Infinito” di Giacomo Leopardi dove è descritto il piacevole smarrimento che si può provare di fronte alla vastità del creato (e il naufragar m’è dolce in questo mare) e con il “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” tutto proiettato verso la silenziosa luna.

Non è caduto nell’oblio, nonostante siano passati quasi 800 anni, l’invito alla lode del Signore rivolto alla luna, alle stelle e alle altre creature, di San Francesco di Assisi. Anche Giovanni Pascoli ha subito il fascino del cielo: nella poesia X agosto le stelle cadenti sono metafora di un pianto per l’infelicità della condizione umana.

E poi ancora, in questo cammino catartico alla ricerca di un compromesso tra fede e scienza, il professor Malcangi ha ricordato il grande poeta napoletano Salvatore Di Giacomo e la sua “Pianoforte ‘e notte” per poi dedicarsi ai versi di chi più di ogni altro ha avuto un rapporto con gli astri: Dante Alighieri. Un excursus tra le cantiche, contemplando Paolo e Francesca, la cosmogonia e la visione della salita al cielo del sommo poeta come metafora di salvezza dell’umanità.

La serata è proseguita con l’osservazione di Saturno attraverso un telescopio professionale messo a disposizione dagli astrofili, con un’accurata spiegazione sulla storia del casale ad opera della professoressa Alessia Ulivieri e con una cena, a base di prodotti tipici, preparata da “Mercanti di Terra”.

Un’esperienza singolare per chi ha avuto la fortuna di viverla perché se l’arte, in tutte le sue forme, riesce a farci emozionare, di sicuro quella del creato, l’opera d’arte più bella, è in grado di rapirci completamente.

FOTOGALLERY  di Giacomo Alberto Dell’Olio




Cultura // Scritto da Elisabetta De Mango // 4 settembre 2016