FOTO | La Scuola: Silvio Orlando, Marina Massironi e la denuncia in chiave comica delle storture del sistema scolastico italiano

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 19 marzo 2016

FOTO | La Scuola: Silvio Orlando, Marina Massironi e la denuncia in chiave comica delle storture del sistema scolastico italiano


Che la platea fosse occupata per metà da insegnanti, era prevedibile. Che questi annuissero per la verosimiglianza estrema di certe “scene da sala docenti” anche imbarazzanti, era quasi scontato,  nonostante sia trascorso quasi un quarto di secolo da quando “La Scuola”, la commedia teatrale scritta da Domenico Starnone (con il titolo “Sottobanco”, da cui il film cult “La scuola”) per la regia di Daniele Luchetti  andò in scena per la prima volta. Allora, come il 18 marzo di 24 anni dopo sul palco del Teatro Garibaldi, a governare la scena c’era lui, il credibilissimo “professore” utopista Silvio Orlando, che nella nuova veste dell’allora profetico (adesso di denuncia) spettacolo condivide il ruolo di prim’attore con la brillante Marina Massironi. Intorno, un cast di prof. degno di nota, fatto di attori tutti collaudati e senza sbavature: Roberto Nobile (professore di francese), Antonio Petrocello (professore di impiantistica) e Vittorio Ciorcalo (professore di religione) -riconfermati dallo spettacolo del ’92 –  oltre a Maria Laura Rondanini (professoressa di storia dell’arte) e Roberto Citran (Dirigente scolastico).

Con “La Scuola”, un pezzo di storia del teatro italiano contemporaneo, nella sua versione “autentica”, ha fatto tappa a Bisceglie. E non poteva che meritare un tutto esaurito, per il significato storico della serata. C’è di che esserne orgogliosi, anche se il “dramma” sul poroso e muffoso sistema scolastico italiano che la pièce serve con ironia, è una ferita che brucia.

La storia si sviluppa attorno al banale e routinario evento degli scrutini di fine anno, ficcando il naso nei registri e tra i pensieri di una squadra di prof. ben assortita. Filtrandone i pensieri, finisce per mettere in luce tutti i cancri del sistema scolastico italiano: scuole inaccoglienti, dirigenti impreparati, corpo docente scollato e nevrotico, incapace persino di accordarsi sul ruolo dell’istituzione scuola. A cosa serve la scuola italiana? A premiare il merito e l’impegno o a far emergere le potenzialità inespresse dei più deboli? Deve mettersi in ascolto degli alunni o farsi solo ascoltare, perché detiene “il sapere”? Deve bocciare gli inetti o salvarli dalla strada? O ancora promuoverli tutti solo “per non avere rogne”?

A polarizzare la discussione e aprire uno squarcio sulle falle della “buona scuola” moderna, è il caso dell’allievo Cardini, che manifesta la sua sofferenza adolescenziale attraverso un ostinato mutismo, rotto solo dal ronzio di mosca che imita alla perfezione. Sul suo caso si scontrano opposte visioni e fra una diatriba didattica e l’altra, s’insinua la vita, con le sue frustrazioni quotidiane, gli amori soggetti alle influenze del ciclo scolastico e dell’orario di lezione.

Graffiante, ironica, irresistibilmente comica e per la sottoscritta (che non è mai stata docente) anche molto irritante, la commedia andrebbe studiata da chi “fa” la scuola italiana, seduto dietro una scrivania del Palazzo del Ministero della Pubblica Istruzione. Se non altro per capire da dove cominciare a rivedere la sua missione…

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 19 marzo 2016