FOTO | La Cdp spacca ancora una politica più preoccupata dei sindacati

Attualità / Politica // Scritto da Vito Troilo // 26 settembre 2015

FOTO | La Cdp spacca ancora una politica più preoccupata dei sindacati


Tavolo unanime: sospendere o prorogare il bando di vendita per consentire alla regione di valutare l’acquisto

Il tavolo più unanime di tutti i tempi ha discusso per oltre tre ore sulle virgole. La sintesi del confronto che si è tenuto venerdì 25 settembre presso l’auditorium Santa Croce non può che prendere spunto da un’impietosa, paradossale e per certi versi inquietante considerazione: la politica ha avvertito più delle organizzazioni sindacali la pericolosità di quanto succede intorno alla Casa della Divina Provvidenza.

Non si spiegherebbe altrimenti l’assurdo tergiversare dalle ore 18:00 alle ore 21:10 su questioni di lana caprina. Nella fase più drammatica della storia dell’opera fondata da don Pasquale Uva dal 1922 a questa parte, anziché dare immediatamente seguito a quanto emerso nel primo incontro, che si era svolto venerdì 4 settembre, qualcuno ha pensato di mettere il cappello su un documento tanto unanime e chiaro nei contenuti quanto apparentemente semplice da redigere e sottoscrivere. Il colmo è che questo qualcuno non è da ricercare fra gli esponenti delle forze politiche presenti all’incontro, anzi: per una volta, forse per la prima volta è sembrato che a spingere per fare in fretta fossero coloro che troppo spesso sono stati ritenuti responsabili dell’immobilismo intorno ai problemi della Cdp. Proprio loro, i politici.

Com’era facilmente prevedibile, coloro i quali non hanno mai espresso in modo netto la loro preferenza nei confronti di una soluzione di natura pubblica per il destino dell’ente che ha sedi a Bisceglie, Foggia e Potenza non si sono presentati al tavolo convocato dal sindaco di Bisceglie Francesco Spina. L’unico dubbio, in realtà, è su Francesco Ventola, che non era apparso del tutto contrario all’idea di evitare un passaggio dell’ente in mani private.

L’accelerazione dell’amministrazione straordinaria guidata da Bartolo Cozzoli, che lunedì 21 settembre ha pubblicato l’avviso di manifestazione d’interesse alla cessione dell’azienda (link), è stata digerita molto male dal settore del Partito Democratico più vicino a Michele Emiliano, dalle forze centriste e civiche coordinate in provincia da Spina, dai partiti di sinistra e dal Movimento 5 Stelle, tutti sostanzialmente convinti dell’opportunità di proporre alla regione l’acquisto della Cdp, evitando però di perpetrare gli orrori del passato.

Intervento di Francesco Spina nel corso dell'incontro presso l'auditorium Santa Croce

Intervento di Francesco Spina nel corso dell’incontro presso l’auditorium Santa Croce

Francesco Spina, anfitrione anche del secondo appuntamento nell’aula di via Giulio Frisari, ha fatto subito comprendere le sue intenzioni: «Dovevamo aggiornarci per chiudere con la firma di un documento condiviso» ha affermato senza esitazioni, dapprima ironizzando sulle novità intervenute rispetto all’incontro precedente («Probabilmente ci sarà stata qualche incomprensione politica alla base di un certo manifesto apparso in queste ore»), quindi ricapitolando, dal suo punto di vista, la situazione: «Desideravamo che l’avviso di vendita non fosse pubblicato e ora chiediamo sia sospeso. Il commissario straordinario Cozzoli ha fatto il suo dovere ma la nostra opinione non è cambiata: siamo per un percorso graduale di cessione, non per una svendita a pezzettini che potrebbe impedirci di fornire le giuste tutele ai lavoratori attraverso opportune clausole di salvaguardia.

Bisogna coinvolgere la regione ma è necessario più tempo per preparare un’offerta qualificata. Per quale motivo si preclude, con questa richiesta di manifestazione d’interesse dalla tempistica così stringente, la possibilità di rendersi appetibili ad altri potenziali compratori? Condivido la posizione espressa dal consigliere regionale Grazia Di Bari e dal Movimento 5 Stelle: è necessaria una proroga dei termini per consentire una riflessione più serena sul futuro della Cdp».

Il primo cittadino è entrato a piedi uniti sul vero nocciolo della questione: l’intenzione, piuttosto chiara a suo modo di vedere, del commissario straordinario di concludere la vendita della Cdp a privati. «Non siamo in grado di esprimere un giudizio sul percorso di vendita. Non conosciamo i contenuti del disciplinare relativo all’avviso. Perché la regione non dovrebbe poter concorrere all’acquisto dell’ente? Questa città è in allarme sociale ed è giusto che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie convinzioni. Il documento che approveremo questa sera lo porterò a casa di tutte le persone presenti lo scorso 4 settembre affinché possano firmarlo» ha sottolineato Spina con particolare determinazione.

Interventi dei rappresentanti sindacali

Interventi dei rappresentanti sindacali

Si sono susseguiti, da quel momento in poi, una serie di evitabili e stucchevoli interventi dei più disparati componenti della sterminata galassia di sigle sindacali presenti all’interno della Cdp. Qualcuno, in realtà, ha provato a premere il pedale giusto, quello dell’acceleratore («Leggiamo subito il documento»); purtroppo, per la maggior parte, i sindacalisti si sono messi a fare tribuna politica più dei politici, lamentando chi l’assenza di Cozzoli (sicuramente fingendo sorpresa), chi l’eccessiva solitudine in cui il commissario straordinario avrebbe agito (forse fingendo sorpresa), chi addirittura la natura stessa del tavolo, bramando per il passaggio a un tavolo “politico” anziché “tecnico” come suocere intente a scegliere la cucina al cospetto di generi stremati. Un mucchio di parole inutili, l’ennesimo sacco di tempo perso senza proporre nulla di concreto.

Grazia Di Bari, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha dato un calcio alla monotonia facendosi portavoce di una lettera scritta degli infermieri precari a Bartolo Cozzoli. Neppure alla lettura di passaggi che valgono da soli più di mille articoli giornalistici sulla Cdp come «ci sono problematiche sanitarie da terzo mondo», «abbiamo rinunciato alla turnazione e alle ferie eppure sono previsti tagli al personale» e soprattutto nemmeno all’utilizzo dell’espressione «cronico assenteismo» i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno avuto lo scatto orgoglioso di ammettere la propria parte di responsabilità nel disastro Casa Divina Provvidenza. Nessuno. Come se niente di ciò che quei ragazzi hanno scritto fosse vero.

Ruggiero Mennea

Ruggiero Mennea

Ruggiero Mennea ha reso ancora più evidente l’ennesima, clamorosa lacerazione interna al Partito Democratico sul territorio. Scolpita nella pietra resterà questa frase: «Nessuno può venire qui a dire una cosa per poi farne un’altra fuori». Non meno forte un’altra: «C’è chi fa critiche soltanto sui manifesti mentre qui abbiamo un problema molto serio da fronteggiare». Sua la proposta di un ordine del giorno da discutere in una seduta monotematica del consiglio regionale per impegnare la giunta Emiliano a esprimere una posizione sulla Cdp. L’intenzione è quella di incontrare, martedì, il presidente del consiglio Mario Loizzo per sottoporre l’ordine del giorno alle firme dei consiglieri del territorio.

Pragmatico e realista un altro consigliere regionale, Sabino Zinni: «La regione ha il dovere di istruire la vicenda in continuità con la precedente legislatura e senza ricominciare dall’inizio. L’acquisto della Cdp da parte della regione Puglia non è un atto dovuto ma una partita da giocare con costruttività cercando la strada migliore. Sono chiaramente per una soluzione pubblica».

Spina ha fatto la sponda a Mennea intervenendo con crescente vigore e asprezza: «Gli assenti firmino il documento, nessuno si nasconda dietro qualche manifesto brutto e vile. Non si può giocare più: tutti dicano cosa intendono fare della Cdp! Non vado alla ricerca di meriti, preferisco che la situazione si risolva. Non voglio centinaia di persone disperate e senza lavoro sotto il comune! La città ha subìto troppo! Chi non è per una Cdp pubblica lo dica chiaramente. Non esiste una terza via».

Franco Napoletano

Franco Napoletano

Ha rincarato la dose il presidente del consiglio comunale Franco Napoletano: «Se faccio un bando della durata di 19 giorni è per fare fuori il pubblico. Affiggere un manifesto a 15 giorni dalla scadenza dell’avviso di manifestazione d’interesse è una presa in giro che evidenzia una tentazione dilatoria» ha detto l’ex primo cittadino di Bisceglie.

«La base d’asta di 28 milioni appare molto bassa e peraltro destinata a scendere. Com’è possibile stabilire una base d’asta tale per un ente che ha 350 milioni di debiti solo nei confronti dello stato? Chissà cosa ne penserebbe il presidente della commissione bilancio… La procedura di vendita non è reperibile sul sito: sarebbe questa la trasparenza? Se non vogliamo il pubblico, diciamolo! La nostra azione di pressione potrà servire a invertire la rotta e a evitare altri licenziamenti» ha polemizzato l’esponente del Partito Comunista d’Italia.

«Siamo tutti bravi a fare manifesti e comizi. Questo è il momento della correttezza, di abbandonare le distinzioni politiche per giungere a una conclusione della vicenda, permettendo alla regione Puglia di comprare, se non tutto, almeno il comparto che riguarda Bisceglie e Foggia (città rappresentata al tavolo dall’assessore comunale Cangelli, di padre biscegliese): sarebbe il male minore. Le assenze fra gli esponenti politici a questa riunione non sono casuali: si tratta di componenti della stessa cordata».

Giuseppe D'Ambrosio, deputato del Movimento 5 Stelle

Giuseppe D’Ambrosio, deputato del Movimento 5 Stelle

Chiusura affidata al deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe D’Ambrosio, unico parlamentare presente: «Firmeremo il documento appena sarà stato corretto e lo avremo letto perché ne condividiamo i contenuti. Non posso non sottolineare un’incredibile ipocrisia delle parti, che avrebbero dovuto ammettere di aver sbagliato. Dov’erano politici e sindacati quando è accaduto quello che è accaduto? Nessuno si straccia le vesti perché Azzollini è ancora al suo posto» ha detto, incalzando i presenti.

«Ora partiamo da presupposti diversi sul piano del dialogo, anche se ho letto un manifesto davvero assurdo. Il Movimento 5 Stelle potrebbe fregarsene di questa storia in cui non ha alcuna responsabilità e restare a guardare come gli altri partiti provano a cavarsela. Se qualcuno vuole il privato, che lo dica.

Da dove prenderemo i soldi per salvare la Cdp? Mi auguro dagli sprechi del piano sanitario regionale. In un paese normale i sindacati difendono quelli che lavorano, non quelli che non lavorano! Firmeremo il documento ma la strada maestra non deve essere perduta, altrimenti attaccheremo tutti. La nostra firma non è un problema per noi ma per chi firmerà con noi». Game, set and match.

In serata, finalmente, la firma del documento, sottoscritto dal sindaco Spina, dal presidente del consiglio comunale Napoletano, dai consiglieri regionali Mennea e Zinni e da quasi tutte le rappresentanze sindacali presenti. Quasi perché non è da escludere che, nel frattempo, possa esserne sorta un’altra…

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Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




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