FOTO | Il Don Sturzo riparte dal “Vangelo secondo Otello”

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 26 ottobre 2016

FOTO | Il Don Sturzo riparte dal “Vangelo secondo Otello”


Ketty Volpe (Otello), Silvia Cuccovillo (Jago), Marzia Colucci (Emilia-Cassio) e Lidia Pentassuglia (Desdemona). Quattro “sacerdotesse laiche” le ha definite il regista Tonio Logoluso, che, con “Il Vangelo secondo Otello”, primo appuntamento della nuova stagione teatrale di Scena 84 (in programma domenica 30 Ottobre alle 18, presso il teatro Don Sturzo), si diverte ancora una volta a ribaltare le prospettive.

Chi ha imparato a conoscere e ad apprezzare le sue scelte autoriali, sa che Logoluso è in fondo un didatta, per cui più che sorprendere, con le sue scelte vuole insegnare,  sollecitare la memoria dello spettatore.

Se ama le citazioni trasversali, quelle di chi sa osare con stile e piazzarci un brano dei Led Zeppelin praticamente ovunque sembrando sempre appropriato, è perché ha fiducia e massimo rispetto nel pubblico coltivato nell’arco di una intensa carriera.

Questa volta il regista si autocita ad inizio rassegna, per riprendere le fila dell’ultima stagione (sottotitolata “Donna, ti voglio cantare”), con uno sguardo al femminile che che è in realtà filo conduttore di tutta la sua poetica.

Il Vangelo secondo Otello”,   classico dei classici rivisitato con pochi artifici dalla Compagnia Teatro delle Onde, senza tradimenti diventa cosa nuova. La parabola dell’incomunicabilità tra i generi, la tragedia maschilista della parola , affidata all’interpretazione di quattro donne, si trasforma nel rito di una messa laica e riscrive a modo proprio la parola fede.

L’adattamento della pièce celebrato su un palcoscenico – chiesa, richiama ad un nuovo vangelo, raccontato sulla scena da quattro donne-attrici che consumano il rito teatrale e si preparano, sotto forma di compagnia, a dar vita alla loro funzione: rendere l’arte fruibile.

Il sesso diventa ininfluente, non conta il ruolo maschile o femminile: è importante ciò che si dice, come si dice e perché si dice.

 «Otello– racconta il regista nelle note di presentazione – è tra le tragedie shakespeariane, quella più vicina alla sacralità, alla passione e all’ardore della religione, con quel rischioso senso di onnipotenza sempre in agguato che qui si trasforma in ottusa superbia. Per questo motivo lo spettacolo è ambientato in una chiesa, dove pulpito, inginocchiatoio e trono diventano i luoghi deputati ai pensieri ad alta voce, amplificati da un microfono, quasi a scardinare la riservatezza del posto. Tutto ruota intorno alla figura di Jago e all’inesauribile desiderio di malvagità con cui questo straordinario personaggio avvolge la scena: è lui il motore dell’azione e la causa di tutti gli avvenimenti. Tutto per lui è pretesto, non c’è mai un reale motivo che lo spinge all’odio: solo un’invidia insita in lui, che prova dolore nel vedere la felicità altrui. Ciò che emerge prepotente è il suo desiderio morboso di compiere il male, con tutto ciò che ne comporta».

 Jego è il male senza tempo, che il tempo (tema della quarta edizione di Scena 84) lascia solo, fine a sé stesso e perfettamente inutile dopo essersi compiuto.

I biglietti dello spettacolo sono in vendita fino a sabato sera presso Vesparossa Store in Via Petronelli 15 a Bisceglie, da domenica pomeriggio presso il botteghino del teatro,  in via Pozzo Marrone 86 (scuola media Battisti-Ferraris).

Per informazioni e prenotazioni: 345 6394314

La gallery fotografica è stata scattata nell’anteprima dello spettacolo dedicata alla stampa andata in scena il 7 ottobre. 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 26 ottobre 2016