FOTO | Il Comandante Alfa presenta il suo “Cuore di rondine”

Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 17 gennaio 2016

FOTO | Il Comandante Alfa presenta il suo “Cuore di rondine”

All’eroe a volto coperto è stato consegnato il sigillo della città di Bisceglie

Chi sia il comandante Alfa e cos’abbia fatto di eccezionale nella sua vita ce lo raccontano i mass media, le cronache e le pagine di storia: un simbolo di coraggio e virtù che, pur essendo di classe ’51, ha più titoli e medaglie che anni.

Il sigillo della città di Bisceglie consegnato al Comandane Alfa

Il sigillo della città di Bisceglie consegnato al Comandane Alfa

Ma chi sia davvero l’uomo nascosto, per motivi di sicurezza, dietro il mefisto nero, l’ha potuto scoprire il pubblico presente, nella serata di sabato 16 gennaio, al Teatro Garibaldi di Bisceglie.

Un militare coraggioso, pronto a far parte di una delle squadre d’azione più importanti, il Gruppo Intervento Speciale dell’arma dei Carabinieri, voluto nel 1978 dall’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga. Un comandante che ha esposto la sua vita a continui pericoli pur di far trionfare libertà, democrazia e giustizia.

Un eroe sì, ma soprattutto un uomo in grado di sbalordire la platea, commuovendosi nel parlare del suo amico Enzo Fregosi, membro del Reparto dei G.I.S., caduto nell’attentato a Nassiriya nel 2003.

Alfa, ribattezzato “Il Cigno”, come spiega nel suo libro autobiografico, ha sempre creduto nella sua missione: un incarico che non conosce ferie, che tratta tutti i giorni allo stesso modo, comprese le feste e i compleanni dei propri cari, che ti fa tornare a casa quando i figli sono già cresciuti, ma che ti permette di vivere nel Reparto come in una seconda famiglia. Una squadra di eroi sempre uniti, compatti, il cui motto è: “La tua vita è nella mani di chi ti sta accanto”.

Non un Rambo, come sottolinea più volte il comandante, ma un uomo tenace, fermo, paziente che già da ragazzino accetta le sfide, come quella lanciata dal nonno: “Diventerai grande solo quando riuscirai a colpire con una fionda una rondine e a mangiarne il cuore”.

Il Comandante Alfa

Il Comandante Alfa

Un carattere ed un fisico ben temprato dai duri allenamenti, di cui il video proiettato ad inizio serata, curato da Alberto Perrone, ha dato un’idea: una preparazione fisico-sportiva che spazia dallo sci, alle immersioni, dalle scalate al paracadute, dal tiro a segno alle arti marziali.

Un militare tenace e risoluto, dai nervi saldi e dai muscoli d’acciaio, pronto ad intervenire nel carcere di Trani, per liberare gli agenti tenuti in ostaggio, o a Venezia, quando un gruppo armato issò sul campanile di piazza San Marco la bandiera con il leone alato, ed ancora pronto a correre nelle diverse missioni per la pace, come quelle in Afghanistan e Iraq; ma anche un uomo in grado di togliersi l’inseparabile mefisto, pur di non spaventare la piccola Patrizia Tacchella, rapita a soli 8 anni nel 1990.

Una profonda umanità che l’eroe a volto coperto dimostra ancor oggi quando decide di destinare tutti i proventi della vendita del suo libro “Cuore di Rondine” edito Longanesi, all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri.

La serata, presentata dal dott. Antonio Perrone e patrocinata dal Comune di Bisceglie, ha regalato al pubblico altri momenti toccanti sia quando David Lazzeri, presidente a soli vent’anni di una associazione antiracket, ha parlato di sé, delle sue paure in quanto figlio di un carabiniere e testimone oculare di un ordigno messo nella propria casa; sia quando  si è osservato un minuto di silenzio per ricordare il Caporal Maggiore Pierdavide De Cillis, ucciso da un ordigno ad Herat, e il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Carlo De Trizio, vittima a Nassiriya.

Non sono mancati i ringraziamenti del Sindaco Francesco Spina cha ha donato al comandante Alfa il sigillo della città e di Saverio Montrone, presidente dell’associazione Tiro a segno nazionale- sezione di Bisceglie, che, oltre a sponsorizzare l’evento, ha regalato una targa.

Otto ristampe in sette mesi fanno di “Cuore di rondine” un fenomeno editoriale che, come ha suggerito il Sindaco, dovrebbero leggere anche i ragazzi a scuola.

È proprio ai giovani che l’autore si rivolge: «Non dovete scoraggiarvi, ma  puntare un obiettivo e perseverare fino a raggiungerlo. I muri sono fatti per essere abbattuti. Io sono l’esempio pratico che nella vita non si ottiene nulla senza fare dei sacrifici. E se ce l’ho fatta io, dovete farcela anche voi».

 Foto a cura di Giacomo Alberto Dell’Olio




Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 17 gennaio 2016