FOTO | Giornata della guida turistica: il Castello svela i suoi segreti

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 22 febbraio 2016

FOTO | Giornata della guida turistica: il Castello svela i suoi segreti


Bella invenzione, la Giornata internazionale della Guida Turistica, che rende giustizia ad una professione per troppo tempo relegata a passatempo, a lavoretto “per arrotondare”.

E invece, soprattutto in tempi di app e guide virtuali, è uno dei mestieri più nobili e più impegnativi. Implica studio, passione, ricerca, costante disponibilità e desiderio di condividere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, economico e sociale del territorio. Interfaccia e punto di riferimento per il turista come il docente lo è per lo studente, una buona guida turistica può fare (e fa quasi sempre) la differenza tra una vacanza riuscita (che sarà consigliata ad amici e parenti) ed una vacanza da dimenticare.

A Bisceglie Giovanni Di Liddo, promotore della terza edizione locale della Giornata Internazionale della Guida Turistica (la XXVII a livello internazionale), domenica 21 febbraio ha ribadito il concetto, con i fatti più che con le parole.

Con un lungo e appassionato percorso gratuito dedicato al castello di Bisceglie recentemente riaperto al pubblico, ha calamitato l’attenzione di centinaia di curiosi di tutte le età, provenienti da tutto il circondario. Per l’occasione ha promosso anche una raccolta fondi per il completamento dei lavori di restauro della Chiesa del Santissimo (da anni fermi per mancanza di fondi) e organizzato un interessante incontro su alcune proposte di scavi e restauri a Roma e Pompei.

Il perché del suo successo, competenza e carisma a parte, è probabilmente frutto della sua complicità con il turista, di cui conosce la “fame di storie”. E di storie non scritte o nascoste tra le pagine di un libro, Di Liddo ne da in pasto al suo pubblico una dopo l’altra, intrecciando architettura, vita quotidiana, biografie del passato, intrecci politici, amori, battaglie, dettagli come nessuna guida virtuale potrebbe fare.

IL CASTELLO

Del castello di Bisceglie, Di Liddo ha raccontato passato, presente e futuro, in un viaggio a più livelli: cronologico, spaziale e sociopolitico.

Procedendo dagli edifici più antichi (la chiesa di San Giovanni in castrum e l’adiacente ospedaletto dei crociati, oggi ufficio) ai più moderni, ha raccontato la storia della Torre Maestra, edificata in epoca normanna a beneficio del primo presidio militare della città, quindi alzata a 24 metri e resa maestosa successivamente; poi quella delle altre torri (cinque nelle piante originali) e del ponte levatoio sulla Torre “delle gabelle”. Tra un aneddoto e l’altro, intricate vicende di famiglia e di potere, ha ripercorso le altre tappe salienti: l’acquisto da parte del comune del castello e la successiva (oggi imbarazzante) parcellizzazione delle proprietà. Mura e ambienti furono venduti nell’800 senza clausole a privati che ne disposero come meglio credettero, trasformando le varie ali del castello in magazzini, forni, palazzine con vista sul centro storico, stalle e ripostigli. L’operazione fu un lasciapassare alla distruzione di buona parte degli ambienti ad sud-est, che avvenne per mano di nobili capricciosi e privi di buonsenso storico. E così la casa del castellano, ridotta ad un quinto delle proprie dimensioni, fu sostituita in quattro degli ambienti dalla palazzina Garofoli, oggi addossata al castello e ancora abitata.

L’opera progressiva e faticosa di recupero degli edifici restanti (sono da completarem in futuro, le due torri a nord – est e a nord – ovest) ha permesso di salvare dall’abbandono quello che, nonostante tutto, resta probabilmente uno dei castelli meno rimaneggiati della storia meridionale. Mentre Trani, Barletta, brindisi, Manfredonia e Bari si dilatarono, già in epoca angioina fino a raggiungere dimensioni e forme lontane da quelle originarie, il piccolo castello di Bisceglie resta un prototipo perfetto di castello svevo. Per chi di mestiere fa la guida turistica, il castello, invece, resta una bella prova con cui misurarsi, oltre che una conquista. Dopo decenni passati a vietare l’accesso e consolare i turisti delusi dietro il cancello arrugginito perennemente serrato, chi può finalmente presentare il castello come un presidio culturale dotato di ambienti ben preservati, accoglienti, vivaci e oggi anche vissuti, deve provare un difficilmente traducibile senso di soddisfazione.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 22 febbraio 2016