FOTO | Come una prima al Sistina. Grandi onori per il Rugantino di Fagipamafra

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 7 febbraio 2017

FOTO | Come una prima al Sistina. Grandi onori per il Rugantino di Fagipamafra

L’intenso lavoro di squadra premia la compagnia amatoriale di Fabiano Di Lecce

Sono passati 55 anni da quanto Il Rugantino, forse la commedia musicale italiana più riuscita di sempre, debuttò al Teatro Sistina di Roma.

Fu un successo di tale portata, che Broawday lo volle importare.

Mezzo secolo dopo, a Bisceglie, sul palco del Politeama Italia (il 5, il 6 e il 7 febbraio) va in scena l’originale.

Non è la prima volta che una compagnia amatoriale tenta in loco l’approccio al musical di Garinei e Giovannini, ma mai una squadra di giovani aspiranti attori aveva saputo cesellare tanto e far ridere trasversalmente cinquenni e over settanta.

Come una prima al Sistina, la compagnia Fagipamafra incassa così, per meriti, tre giorni di tutto esaurito.

Non poteva essere altrimenti.

Vitale, brillante, corale, carnevalesca eppure fortemente moralista, divertente ma profondamente cruda, la pièce è di suo un capolavoro: non un semplice spaccato di storia romanaccia, ma una parabola di vita italiana sempre attuale. In scena i vizi e le virtù di tutti – nobili e popolari, paesani e capitolini, orgogliosi e vili, boia e vittime – in fondo “omene”, fatti di furbizia e cuore.

Poi ci sono le interpretazioni, una prova attoriale affatto da poco: credibilissimo Rugantino (il bravo Dino Tatoli), affascinante e magnetica Rosetta (la vocal coach della compagnia Luciana Negroponte), buffo e galanutomo quanto basta il boia Mastro Titta (Domenico Di Bitetto). Sorprendente la vocalità di Annamaria Carrieri, cui la sapiente e mai così pignola regia di Fabiano Di Lecce ha affidato i panni di un cantastorie.

Curatissimi i costumi e trucchi di scena, le scenografie e l’intero mood.

Fabiano Di Lecce, mai come questa volta, merita tutti gli onori che il pubblico di casa gli concede.

E tutti gli applausi e gli abbracci, le strette di mano di congratulazioni di amici, parenti e nuovi fans, li meritano la coreografa Tiziana Tortora e gli altri che hanno sudato nei costumi per due ore: Federica Di Lecce (Eusebia), Domenico Abascià (Rubastracci e vegliante), Claudia Valente (Scariotto e gendarme), Antonio Amoruso (Gnecco), Andrea Lattanzio (Bojetto), Valentina Maffei (Don Niccolà e detenuto), Elisabetta Dell’Olio (Donna Marta), Annamaria Carrieri (cantastorie), Greta Addario (Letizia e scultore), Federica Pedone (gattara e ragazza), Michele Papagni (assassino e morto), Pasqua Valente (la Ciociara), Lucia De Feudis (Ballerina).

Ancora una volta la Fagipamafra si dimostra una famiglia, una squadra che lavora sodo e tutta unita a un obiettivo. E questo, prima ancora che il risultato sopra la palco, è quello che si fa, sopra ogni cosa, apprezzare.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 7 febbraio 2017