FOTO / Bisceglie prima e dopo il 25 aprile: una folla di biscegliesi alla scoperta della storia della Liberazione

Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 26 aprile 2015

FOTO / Bisceglie prima e dopo il 25 aprile: una folla di biscegliesi alla scoperta della storia della Liberazione


Per la prima volta del 25 aprile di 70 anni fa a Bisceglie (e degli avvenimenti che intercorrono tra il 1943 e il 1945) conosciamo nomi, cognomi, luoghi, storie e aneddoti. Merito dell’associaizone Puglia Scoperta e della guida turistica Giovanni Di Liddo che in occasione della Festa della Liberazione hanno promosso una passeggiata a tema alla scoperta dei luoghi del fascismo e dell’antifascismo nella nostra città. E l’eseprimento di portare i biscegliesi in strada per approfondire la storia locale è nuovamente pienamente riuscito: circa 100, tra uomini e donne di mezza età e giovani, hanno deciso di trscorrere il pomeriggio del 25 aprile all’insegna della cultura.

Da piazza Regina Margherita al Palazzuolo, da piazza Vittorio Emanuele (monumento ai caduti e ex palazzo del Littorio)passando per il palazzo della gioventu fascista (mai realizzato, al posto dell’ex orfanotrofio Bombino) fino a via De Gasperi e la scuola elementare Edmondo De Amicis: il percorso a tappe ha lasciato tutti a bocca aperta e le richieste per un prossimo appuntamento sono già arrivate a pioggia a fine visita guidata. Nessuna lectio magistralis o conferenza valgono quanto la scoperta in loco e itinerante.

I luoghi del fascismo e dell’antifascismo a Bisceglie

Bisceglie era il luogo del divertimento per gli americani e l’esercito alleato composto da polacchi, indiani, inglesi che nella nostra città si davano alla bella vita: i soldati semplici solevano fare feste presso i lcali a piano terra di palazzo Logoluso, gli ufficiali invece si incontravano presso Villa Ciardi. Famosi per i loro eccessi nell’alcool, una volta, nel 1944, erano talmente ubriachi che uccisero quel Riccardo Monterisi a cui oggi è dedicata la scuola media di via Calace.
Ad angolo tra via Giovanni Bovio e il Palazzuolo c’era la sede degli uffici amministrativi del periodo nazista: gli uomini del Reich vivevano invece presso il monastero delle suore di San Vincenzo in Carrara Le Coppe.
Tra gli aneddoti curiosi spicca lo stratagemma che tanti biscegliesi e tranesi che rischiavano di essere deportati avevano congegnato: o si nascondevano nelle grotte di Santa Croce o si fingevano malati di mente e si facevano ricoverare presso la Casa Divina Provvidenza.

La ferrovia rappresenta un luogo simbolo. Sulle nostre rotaie sono passati soldati, cittadini in fuga, alleati e nazifascisti. Non si contano rappresaglie – racconta Giovanni Di Liddo nella sua curiosa e completa narrazione -, solo qualche sparo quando, ancor prima della Liberazione alcuni soldati che si spostavano da Bari verso Foggia si fermavano a Bisceglie per approvigionarsi: in queste occasioni capiava che per far sfollare i cittadini che accorrevano sparassero colpi in aria per farsi largo. In una di queste occasioni in via Alcide de Gasperi trovò la morte un ragazzino innocente; in un’altra furono ferite 4 donne.

casa del balillaLa Liberazione a Bisceglie significò, come in altre parti della Penisola, la cancellazione di ogni traccia del Regime: furono bruciati tutti i documenti, le suppellettili e ogni altra testimonianza del fascismo e del nazismo. In particolare tutto ciò che si conservava nel palazzo del Littorio presso l’attuale palazzo dove ha sede una nota farmacia in piazza Vittorio Emanuele II. Bruciati, rivenduti e smantellati anche tutti i segni del fascismo presso la scuola elementare De Amicis (che, ricorda Di Liddo, tra il ‘41 al ‘46fu adibita ad ospedale: qui i soldati che erano andati in guerra venivano curati da specialisti che venivano da lontano). La palestra della scuola aveva delle decorazioni lussuose e imperanti e delle suppellettili pregiate: fu tutto smantellato. Una sola traccia non fu rimossa e permane ancora oggi, la scritta “Casa del balilla” sulla facciata di via Piave: sguardi in alto e tutti i cittadini (turisti nella propria città per un giorno) la osservano e un pezzo di storia li passa davanti agli occhi. Quella storia che passa attraverso i luoghi con cui quotidianamente abbiamo a che fare e che tanto hanno da raccontarci. Una storia che parla di noi e che per questo vale la pena raccontare.

Tutti i dettagli sulla visita guidata del 25 aprile sul prossimo numero di Bisceglie in Diretta cartaceo: rivivremo passo dopo passo la Bisceglie prima e dopo la Liberazione.

 Foto di Grazia Pia Attolini e Serena Ferrara

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 26 aprile 2015