Flash mob contro “La Buona Scuola”, le ragioni degli insegnanti

Attualità // Scritto da Fabrizio Ardito // 25 aprile 2015

Flash mob contro “La Buona Scuola”, le ragioni degli insegnanti


Dopo il flash mob degli insegnanti svoltosi in contemporanea in tutta Italia giovesì 23 aprile alle ore 20.30 (ne avevamo parlato qui >> “Docenti contro La Buona Scuola, flash mob in Piazza Vittorio Emanuele“), arrivano le ragioni dei docenti e dei sindacati, i quali indicono per il prossimo 5 maggio uno sciopero generale a Roma contro la riforma della scuola targata Renzi.

Nuovi progetti per la scuola primaria

I sindacati ritengono improponibili i possibili scenari che “La buona scuola” di Matteo Renzi e di Stefania Giannini: “La situazione è molto grave – dichiarano i docenti delle scuole dell’Infanzia e Primarie – e rischia di minare l’insegnamento nelle scuole pubbliche: c’è una realistica ipotesi di passare dalla competenza statale a quella comunale, mentre il primo giorno di assenza le insegnanti non verranno più sostituite (e questo comporterebbe dividere le classi aggravando quelle dei colleghi). Tutto ciò con un incremento dell’orario e dei mesi lavorativi“.

Il ruolo del dirigente scolastico

La riforma prevede anche la trasformazione del dirigente scolastico, che assumerebbe maggiori ruoli decisionali: “Sarebbe in grado – affermano gli insegnanti – di spostare i docenti a suo piacimento, mentre si metterebbe definitivamente fine agli organi collegiali, che diventerebbero solo consultivi“. Sembra inoltre che sarebbero soppresse con la riforma le graduatorie ed eliminati i punteggi di anzianità e la continuità per le insegnanti in ruolo (infatti la mobilità resterebbe alla sola discrezione del dirigente). Infine non ci sarebbero più assunzione di precari nella scuola dell’infanzia. Ma il punto che i sindacati e gli insegnanti ritengono negativo in maniera rilevante è l’aumento della durata di insegnamento: dagli attuali 3-6 anni si passerebbe a 0-6 anni, che unito al blocco delle assunzioni e all’invecchiamento del corpo docente renderebbe insostenibile l’insegnamento.

L’invito dei sindacati

I sindacati, in maniera unitaria, in vista di queste ragioni, hanno invitato gli insegnanti a scioperare il 5 maggio per porre l’attenzione del governo sulle criticità della riforma ed avere risposte e chiarimenti in merito. Invitano infine a firmare una petizione online, raggiungibile sul sito Change.org affinché il Presidente della Repubblica Mattarella intervenga sulla questione.

Fabrizio Ardito

Chi è Fabrizio Ardito

Giornalista pubblicista dal 2012, è studente di Marketing e Comunicazione. E' l'ispiratore dello spazio web del giornale cartaceo (all'inizio per l'allora Diretta Nuova, ora Bisceglie in Diretta), di cui è stato responsabile. Tra i suoi interessi ci sono la Politica, la Comunicazione, la Statistica, l'Astronomia e l'Informatica. Attualmente è redattore di Bisceglie in Diretta.




Attualità // Scritto da Fabrizio Ardito // 25 aprile 2015