Farmacia Comunale, il comune ammette: dismetterà le quote

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 21 aprile 2015

Farmacia Comunale, il comune ammette: dismetterà le quote


I dati resi noti nel Piano di razionalizzazione delle società partecipate

 “La soluzione di vendita appare improcrastinabile, se si vuole evitare di collare sul mercato una società in crisi liquidità e con il concreto rischio di non poter proseguire utilmente nella propria attività”
E’ così che, nel Piano Operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie, il Comune di Bisceglie ammette, così come impone la legge di Stabilità: la farmacia comunale è stata un fallimento, un errore strategico.

Nata nel 2007 per mitigare i prezzi dei farmaci da banco e assicurare servizi e prestazioni collaterali a quelle proprie di ogni farmacia, è una spa con quota di partecipazione comunale pari al 45%. La quota apportata dal Comune di Bisceglie, di 247.500 euro, è in realtà frutto di una operazione a costo zero, perché ha solo conferito il titolo attribuitogli dalla Regione Puglia. La restante parte del capitale sociale, inizialmente detenuta dal dott. Giuseppe Antonio Grillo (quota investita 302.500 euro), è passata nel 2013 nelle mani della dott.ssa Maria Grillo e della dott.ssa Giovanna Boccardi (entrambe possedevano la metà delle quote private), poi, dopo 18 maggio 2014, è stata acquisita interamente dalla dott.ssa Grillo.
La spa è dal primo anno di attività in perdita, a causa della fase di start – up, della pesante burocrazia che caratterizza le partecipate pubbliche, della perifericità geografica della sede e delle elevate spese legali relative al contenzioso amministrativo sorto già all’atto della scelta del socio privato. I bilanci, sempre in perdita, sono migliorati nell’esercizio 2014, dove è stato quasi raggiunto il pareggio di bilancio.

Dopo sette anni, l’Amministrazione Comunale ha partorito la decisione: dismetterà le proprie quote entro il mese di marzo 2016.

SPESE PER IL PERSONALE ALLE STELLE

Il Comune, all’interno del Piano di Razionalizzazione, denuncia che “l’analisi del risultato operativo è sintomatico di una poca oculata gestione dell’attività caratteristica dell’azienda”.

Il cittadino si chiede, a questo punto: dov’erano gli organi demandati al controllo? E il Comune, se giudicava “poco oculata” la gestione del privato, quali conseguenti e dovute azioni di responsabilità ha promosso?

Nel Piano si lamentano “scelte non sempre adeguate dei fornitori”: ma esiste in merito un regolamento relativo alle forniture, come generalmente accade nelle partecipate?

Si lamenta anche che il costo del personale sarebbe aumentato in sette anni di gestione, “nonostante il socio pubblico chiedeva all’amministratore unico un assoluto rigore nella gestione e in particolar modo riguardo ai costi del personale”. Lo aveva già detto nell’assemblea ordinaria del 2013 e il Comune lo ribadisce oggi: “Considerato che i livelli standard dei ricavi della farmacia Comunale si attestano ad una media di 670.000 euro, per migliorare il risultato operativo costantemente in perdita sarebbe auspicabile procedere ad una riduzione dei costi del personale”.  Nessuno ha però pensato come farlo.

OLTRE UN TERZO DEL PATRIMONIO E’ ANDATO PERDUTO

Le ripetute situazioni debitorie hanno impoverito il patrimonio, che negli anni si è progressivamente ridotto: da 550.000 euro è passato a meno di 362.000 euro nell’arco di sei anni di gestione. Sono volati via 188.857 euro, quota che supera il limite di un terzo (183.333 euro) oltre al quale la legge prevede un obbligo di riduzione del capitale sociale. Nel piano, da cui non risulta nessuna azione di riduzione (c’è stata?), si chiarisce che si sperava in “futuri positivi risultati di gestione”, che evidentemente sono stati disattesi.
Al Comune non resta che vendere (come ipotizzato in un consiglio comunale monotematico, tempo addietro, anche dalle opposizioni). Deve farlo quanto prima.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 21 aprile 2015