ESTINTI I VECCHI DEBITI, MA CRESCONO QUELLI FUORI BILANCIO

Attualità / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 30 novembre 2012

ESTINTI I VECCHI DEBITI, MA CRESCONO QUELLI FUORI BILANCIO


Nell’ultimo consiglio comunale, il 28 novembre, si è votato per l’assestamento di bilancio. Una manovra sempre controversa e complicata quest’anno dall’obbligo di ridurre il debito pubblico pena ricevere minori entrate dallo Stato.

Bisceglie, trovatasi a dover estinguere anticipatamente 200.000 euro di debiti, ne ha cancellati 27, tutti risalenti agli anni compresi tra il 1961 e il 1999 (maggiori approfondimenti sul prossimo numero de La Diretta Nuova, in edicola dal 15 dicembre).

All’alleggerimento della spesa corrente, risponde però la scoperta di nuovi debiti fuori bilancio, che  si vanno ad aggiungere ai 3.847.445,30 di euro già accertati con il riequilibrio dello scorso settembre. In appena due mesi le passività, contratte per lavori di somma urgenza, sono cresciute di ulteriori 621.278 euro, raggiungendo la cifra di 4.468.723,79 euro.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Economia // Scritto da Serena Ferrara // 30 novembre 2012
  • Michelangelo Tarricone

    Stimatissima Direttrice,non me ne voglia,ma in matematica non sono stato mai bravo, però se questi conti,che fanno venire la pelle d’oca a qualsiasi cittadino,me compreso,risultassero in un certo senso confermati,allora vuol dire che siamo messi proprio male.Eh,sì!!!….
    Guardi,ho iniziato a far politica da adolescente,cosa vuole,è una passione tenace che spero non si spenga al più presto.Esito a considerarla come una motivazione morale,non la vivo come un dover essere;sono scosso da passioni vitali e direi dalla corporeità della vita.Mi creda,mi pesa la sofferenza altrui.Non è un sentimento altruistico.Sono io che sto male,che vivo come insopportabili le condizioni di vita degli oppressi e degli sfruttati come avviene proprio in questa città.Guardi,a volte ho la sensazione che Bisceglie sia come impaurita di fronte a situazioni catastrofiche come Lei ha ben rimarcato nell’articolo.Forse mi sbaglierò,ma sto notando una disaffezione totale,arrivata ormai allo stremo,da parte di chi dovrebbe compiere il proprio dovere,di chi abbia a cuore le sorti di questa bella città che si sente ancora una volta offesa,ferita nella sua immagine,mutilata in tutte le sue parti,a cominciare dal futuro dei nostri giovani ancora incerto e vago.Direttrice,a Bisceglie la politica non comunica assolutamente con l’esigenza dei cittadini.Risulta lontana,c’è un vuoto di rappresentanza totale dei nostri governanti a favore della comunità.Ecco,direi,forse è un termine un pò violento,c’è indifferenza fra questi “gentiluomini” che come sappiamo tutti dovrebbero fare gli interessi della città e che continuano a dichiarare (beati loro!!!..) che tutto procede secondo i piani stabiliti e che la città non ha nulla a che preoccuparsi.Sono,altresì,disponibili in ogni momento a parlare con i cittadini!!!!….Mah!……Guardi,Direttrice e mi rivolgo anche ai tanti lettori,la giardiniera plebea è la minestra più appetitosa perchè preparata con le civaie più usuali;mi piacerebbe vederla ingoiare a larghe cucchiaiate da questi nobili gagliardi ricchi di succhi gastrici che contengono nella forza della loro volontà e dei loro muscoli l’avvenire.Odio il loro piagnisteo di eterni innocenti,ma nessuno o pochi (ma neanche quelli!!..) si domandano:se avessi fatto anch’io il mio dovere,se avessi cercato di far valere la mia volontà,ma nessuno si fa una colpa della sua indifferenza,dello scetticismo,del non aver dato il loro braccio e la loro “passione” nella gestione della comunità biscegliese.Continuando in questo modo,continuando a ignorare i problemi della gente,questa città non si salverà e la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non nascerà un nuovo senso del dovere.