ESPROPRI NELLA ZONA 167, A RUVO HANNO RISOLTO COSI’. SI PUO’ FARE ANCHE A BISCEGLIE?

Attualità // Scritto da La Redazione // 18 gennaio 2014

ESPROPRI NELLA ZONA 167, A RUVO HANNO RISOLTO COSI’. SI PUO’ FARE ANCHE A BISCEGLIE?


È stata la Corte dei Conti ad aprire la strada alla possibilità per il Comune di chiedere un mutuo che serva a pagare i proprietari dei suoli espropriati con la finalità di costruire abitazioni in cooperativa.

È quanto successo nella vicina Ruvo e potrebbe diventare d’esempio anche per Bisceglie e la sua zona 167.

Stesso scenario, stessi problemi. Terreni espropriati dal Comune per consentire a cooperative di inquilini la realizzazione di edifici per abitazioni a prezzi vantaggiosi. Poi, arriva la sentenza della Corte di Cassazione che si basa su una risoluzione della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, che stabilisce i costi degli espropri ai prezzi di mercato. Da lì partono le cause legali intentate dai proprietari per la rivalutazione dei loro terreni e per la richiesta di un congruo indennizzo.

Residenti zona 167 in assemblea

Residenti zona 167 in assemblea

A Ruvo si è arrivati ad accumulare un debito di oltre 17 milioni di euro, con oltre mille cittadini in difficoltà e lo spettro del dissesto finanziario. «La soluzione ingegnosa e coraggiosa individuata dall’amministrazione comunale apre in Italia una strada nuova per molte altre pubbliche amministrazioni in difficoltà per problemi analoghi», scrive RuvoLive.

Con una decisione pressoché senza precedenti in Italia infatti, la Cassa depositi e prestiti, la società finanziaria controllata dal Ministero dell’Economia che finanzia gli investimenti degli enti pubblici per opere e infrastrutture, ha accolto la proposta del Comune di Ruvo e ha concesso all’ente un finanziamento per 7.300.000 euro non per realizzare nuove opere, ma per garantire il diritto alla casa ai cittadini meno abbienti e dunque, in pratica, per liquidare i proprietari di suoli espropriati nel 2001.

Un provvedimento basato appunto sul parere positivo espresso dalla Corte dei Conti sezione regionale della Puglia in base al principio (“quasi da filosofia del diritto” scrive ancora il giornale locale), che il prestito serva a  garantire il diritto alla casa a cittadini in difficoltà.

A Bisceglie, i costi determinati dalle sentenze che stanno rivalutando le indennità di esproprio dei suoli dove è sorta la zona 167, ammontano a 1 milione e 700.000 euro sulla base di due sentenze della Corte d’Appello. Si attendono altre sette sentenze che dovrebbero portare l’ammontare totale dei costi ad oltre 7 milioni di euro, per una parte già versati dai soci delle cooperative.

Quella adottata da Ruvo potrà essere una soluzione anche per Bisceglie? Ecco come l’articolo di Ruvolive spiega nel dettaglio, la notizia:

Una soluzione complessa e innovativa, frutto di un vero e proprio lavoro di ingegneria amministrativa, che può aprire nuovi scenari in tutta Italia e che a Ruvo disinnesca un’autentica bomba sociale: in caso di dissesto per mancati pagamenti infatti, le conseguenze sarebbero state pesanti per tutti i cittadini (dall’obbligo di alzare al massimo consentito tutte le imposte comunali al taglio drastico di servizi essenziali), ma in particolare il Comune sarebbe stato costretto per legge a recuperare per intero la somma pagata per gli espropri rivalendosi sugli inquilini destinatari delle case popolari realizzate su quei suoli, oltre 500 famiglie, in gran parte indigenti, che avrebbero dovuto decidere se pagare somme molto rilevanti oppure abbandonare la propria abitazione.

Il finanziamento consente invece al Comune di smaltire non tutta, ma la quota più rilevante del debito complessivo: 11.259.975 euro. Cifra prima scesa a 8.675.563 dopo una serrata trattativa con i proprietari e quindi liquidata con i 7.300.000 euro del prestito e con 1.373.563 euro di fondi comunali.

Il debito in questione riguarda la somma dovuta dal Comune a un gruppo di proprietari di suoli edificabili espropriati nel 2001; somma schizzata a dimensioni gigantesche nel 2007 dopo una sentenza della Corte Costituzionale che, recependo un principio stabilito dall’Unione Europea, ha imposto che i suoli espropriati vengano indennizzati a prezzo di mercato e non a prezzi politici.

Ora il Comune avrà vent’anni di tempo per restituire l’intera cifra e non sforerà il patto di stabilità, in quanto impegnando tutti i soldi entro il 31 dicembre 2013 ha potuto usufruire completamente dello “spazio ulteriore” garantito dal Decreto cosiddetto “sblocca crediti”. Dalle graduatorie del Ministero dell’Economia lo “spazio ulteriore” concesso al Comune di Ruvo è uno dei più consistenti concessi in Italia.




Attualità // Scritto da La Redazione // 18 gennaio 2014