Emiliano al bivio fra la tentazione centrista e la ricomposizione di una coalizione in frantumi

Politica // Scritto da Vito Troilo // 1 dicembre 2014

Emiliano al bivio fra la tentazione centrista e la ricomposizione di una coalizione in frantumi


Guglielmo Minervini

Guglielmo Minervini

VITTORIA ANNUNCIATA
Giù il sipario sul rito, forse già troppo consumato, delle primarie con cui la coalizione di centrosinistra ha determinato chi dovesse concorrere alla carica di presidente della regione Puglia nelle elezioni in programma la prossima primavera. Ha vinto, come nelle previsioni, l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, superando senza alcuna difficoltà sia l’assessore regionale e già primo cittadino di Molfetta Guglielmo Minervini che il salentino Dario Stefàno, un passato nell’esecutivo di Nichi Vendola, oggi presidente della giunta per le autorizzazioni del senato.

La differenza l’ha fatta il carisma senz’altro superiore del fu magistrato, che a parte qualche caso trascurabile (come accaduto a Trani con il voto espresso dal consigliere dissidente della maggioranza di centrodestra Francesco De Noia) non ha dovuto confidare nel mal previsto apporto di suffragi da ambienti vicini all’altro schieramento per aggiudicarsi il contest interno all’area politica di riferimento. Delusi coloro che a Bisceglie, presso i seggi allestiti in via Giulio Frisari nell’auditorium Santa Croce, avevano pensato di poter captare la presenza di sostenitori della maggioranza di centro e liste civiche che con il Nuovo Centrodestra e l’Udc di Francesco Spina amministra la città: 906 coloro i quali si sono recati alle urne, con una menzione particolare da spendere nei confronti di tre persone, che hanno pagato persino un euro per esprimere rispettivamente il loro parere attraverso una scheda nulla (per motivi irriferibili su questo sito) e addirittura due bianche!

LE PRIMARIE A BISCEGLIE
Com’era previsto, a Bisceglie le distanze fra i due principali contendenti sul territorio della sesta provincia si sono rassottigliate rispetto al dato consolidato relativo all’intera regione. Era inevitabile che Guglielmo Minervini raccogliesse consensi a pochi chilometri da casa sua, da un elettorato che lo conosce e sinceramente ne apprezza le indiscutibili qualità umane. Era forse lecito attendersi una prova più robusta, almeno sul piano numerico, da parte del vincitore Michele Emiliano ma l’impressione è che in questo caso i dirigenti locali del Partito Democratico non abbiano spinto più di tanto. Delle “truppe cammellate” non si sono viste neppure le ombre.

Dario Stefàno

Dario Stefàno

Dario Stefàno ha racimolato quei 155 voti che in fin dei conti rappresentano la solida base elettorale, in queste competizioni, di tutto ciò che ruota intorno a Sinistra ecologia e libertà. Non si è verificato quel piccolo travaso che qualcuno aveva ipotizzato potesse favorire Minervini, poco supportato anche da quelle realtà cristiano-sociali che gli furono vicine in passato anche a Bisceglie. La mancata partecipazione al voto da parte dei Comunisti Italiani come dei ragazzi del circolo “Peppino Impastato” (che sembrano aver notevolmente diradato la loro attività politica) ha inciso sul dato numerico dei votanti, concorrendo a mantenerlo sotto le mille unità.

E ORA CHE SUCCEDE?
Chiuse le primarie, è tempo di riflessioni. Si sono presentate a votare, in tutta la regione, 134535 persone. Un riscontro molto positivo se paragonato agli appena 40 mila votanti per le analoghe primarie nel Veneto vinte nettamente da Alessandra Moretti. Lontani i tempi dei 192mila alle urne per il confronto Vendola-Boccia del 2010 ma il dato è superiore a certe catastrofiche previsioni (qualche esponente regionale di PD e Sel, in un fremito di eccessivo timore, aveva pronosticato 60mila votanti).

Michele Emiliano proverà, nei prossimi giorni, a ricucire uno strappo che sembra già consumato. La sua cocciutaggine nel voler accogliere in coalizione l’Unione di centro e formare la lista civica a suo supporto che permetterà a tantissimi elettori di centrodestra di passare dall’altra parte senza dover per forza votare il Partito Democratico si scontrerà inevitabilmente con l’indisponibilità di Nichi Vendola a qualsiasi accordo con i centristi. L’impressione è che Sel, nonostante le primarie, sceglierà di correre per conto proprio andando incontro alla possibilità, più che concreta, di non ottenere un risultato tale da poter eleggere rappresentanti in consiglio regionale. Un’altra partita molto delicata in questo senso è quella che si giocherà in via Capruzzi nelle prossime ore sulla legge elettorale con cui i pugliesi si recheranno alle urne la prossima primavera.

Raffaele Fitto

Raffaele Fitto

CENTRODESTRA IN BALIA DELLE ONDE
La conferma della candidatura dell’ex sindaco di Bari accresce l’empasse di un centrodestra disunito e inconcludente, incapace sia di mettersi d’accordo su eventuali primarie che di tirare fuori un nominativo condiviso, da cui l’Udc si è allontanato rendendosi conto delle scarse possibilità di successo. Chiunque finirà per sfidare Michele Emiliano partirà con uno svantaggio praticamente impossibile da rimontare, anche se il centrosinistra dovesse perdere Sel.

Francesco Schittulli sembra sempre più intenzionato a restarsene defilato per evitare quello che ormai è un tracollo annunciato. Il centrodestra paga adesso l’incredibile errore commesso cinque anni fa quando Raffaele Fitto volle imporre a tutti i costi Rocco Palese: la carta da giocare era Adriana Poli Bortone ma i treni buoni spesso passano una volta sola.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 1 dicembre 2014