Emergenza rifiuti nel barese: se la discarica AMIU non tornasse in funzione, possibili guai anche per Bisceglie

Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 14 settembre 2014

Emergenza rifiuti nel barese: se la discarica AMIU non tornasse in funzione, possibili guai anche per Bisceglie


Sono almeno 30 i giorni di chiusura forzata che la discarica di Trani dovrà rispettare, secondo le disposizioni del dirigente del Settore grandi rischi della Regione Puglia. Cattivi odori e altri disagi, la causa della chiusura temporanea.
In tilt i 18 comuni che riversavano contemporaneamente nei già saturi impianti AMIU, temporaneamente disattivati per raggiunti limiti dei livelli inquinanti. Comuni tra cui Bisceglie, per fortuna, non figura più dal 2013.

La polemica politica sulla causa del disfunzionamento delle vasche di triturazione che (forse la scarsa tenuta dei teli e delle guaine di protezione, forse il surplus di rifiuti provenienti dal barese dopo la chiusura dell’impianto di Giovinazzo) ha però fatto dimenticare ai contendenti che a rischio è l’autonomia ricettiva dell’intero bacino ATO.

Le 850 tonnellate di rifiuti giornaliere scaricate a Trani, dove andranno a finire?
Il comune di Molfetta, come quello di Corato e quello di Bisceglie da ultimo, sono costretti a conferire  il flusso in uscita dall’impianto di biostabilizzazione, presso un centro di raccolta di rifiuti speciali gestito dall’ AMIU di Bari (vedi qui), Centro che funziona dal lunedì al venerdì: nel weekend, fino almeno a novembre, i cittadini non potranno più conferire rifiuti nei cassonetti predisposti ad accogliere l’indifferenziata. A malincuore, sono stati costretti ad accettare il rimedio d’emergenza. Le ricadute in termini di igiene sono già evidenti.

Se Trani non dovesse riaprire entro il termine dei due mesi, il carico smistato in emergenza ad aziende private potrebbe riversarsi ad Andria, ai piedi di Castel del Monte, dove già Bisceglie ha conferito per mesi. Il rischio  è quello di saturazione di un altro impianto già molto sfruttato, con conseguenze a valanga su tutti i comuni dell’area. Il timore è che presto si possa parlare di emergenza rifiuti.

L’impianto di Bari, del resto, è in grado di trattare 700 tonnellate di rifiuti al giorno (vedi qui) ed anche se di recente costruzione, potrebbe non reggere ad un superlavoro come quello che si prospetta all’orizzonte.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 14 settembre 2014