DISORDINI DICEMBRE, OBBLIGO DI DIMORA PER 5 BISCEGLIESI

Cronaca // Scritto da La Redazione // 31 gennaio 2014

DISORDINI DICEMBRE, OBBLIGO DI DIMORA PER 5 BISCEGLIESI


Disordini dicembre

Disordini dicembre

Le precise e dettagliate segnalazioni dei commercianti sono alla base dell’operazione che ha permesso alle forze dell’ordine, coordinate dall’ufficio del procuratore della repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, di risalire a 20 persone ritenute responsabili di minacce nei confronti degli esercenti nel corso delle concitate giornate del 9, 10 e 11 dicembre scorso.

Sei canosini sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in relazione ai fatti accaduti all’ufficio postale, che fu costretto a chiudere dall’azione dei facinorosi, considerata causa del malore di un’anziana donna. Si tratta di Francesco Scardi, 43 anni; Francesco Malcangio, 37 anni; Giuseppe Barnabà, 43 anni; Claudio D’Aquino, 39 anni; Fabio D’Aquino, 25 anni; Pasquale Chieco, 31 anni. Due di loro sono militanti di Forza Nuova.

Quattordici le persone, fra Molfetta, Bisceglie e Andria, raggiunte dall’obbligo di dimora. Le autorità li ritengono fra i responsabili dei disordini di martedì 10 dicembre nelle attività commerciali delle rispettive città. Sono i molfettesi Giovanni Tota, 34 anni e Michele Tota, 48 anni, gli andriesi Vincenzo Pistillo, 31 anni; Felice Antolino, 26 anni; Riccardo Fortunato, 42 anni; Michele Antolino, 25 anni; Sandro Zagaria, 31 anni; Carlo Zagaria, 34 anni; Nunzio Pastore, 23 anni; i biscegliesi Alessandro Privati, 19 anni; Mauro Todisco, 32 anni; Vito Amoruso, 29 anni; Mauro Simone, 36 anni; Nicola Maddalena, 25 anni.

«Non è possibile fomentare disordini, provando a imporre le proprie decisioni addirittura da una città all’altra, quasi a voler “esportare” un modo di far valere le proprie ragioni assolutamente fuori dal quadro democratico e costituzionale» ha scritto nell’ordinanza il gip del tribunale di Trani, Francesco Messina

Le indagini proseguono e non sono escluse ulteriori misure cautelari. I 20 provvedimenti si aggiungono ai 25 (18 obblighi di dimora e 7 arresti domiciliari) già emessi in precedenza nell’ambito delle indagini sugli avvenimenti del 9-11 dicembre.

Fra le attività costrette a chiudere a seguito delle intimidazioni, un centro scommesse di Bisceglie, i negozi del centro commerciale “Mongolfiera”, l’Outlet e due aziende della zona industriale di Molfetta,

«Protestare è legittimo, infiltrarsi per delinquere no» ha detto il sostituto procuratore Carlo Maria Capristo.




Cronaca // Scritto da La Redazione // 31 gennaio 2014