DIRETTA | Consiglio comunale monotematico sull’igiene urbana

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 16 gennaio 2017

DIRETTA | Consiglio comunale monotematico sull’igiene urbana


Seduta monotematica sulla questione igiene urbana, a seguito della rescissione unilaterale del contratto con la CamassAmbiente da parte del Comune di Bisceglie. Segui minuto per minuto il consiglio comunale.

Ore 22.40 – L’ordine del giorno è approvato con 12 voti favorevoli e 8 astensioni. La seduta viene così sciolta.

Ore 22.30 – Il conigliere Angarano mette i puntini sulle “i”: «Anche sulle non scelte c’è una non responsabilità. Se l’amministrazione ha scelto di non scegliere fino a 20 giorni fa, ha una responsabilità politica che non può negare. Condivido per alcuni contenuti l’ordine del giorno, non è questo l’oggetto. Non è condivisibile per l’apprezzamento in termini politici del progetto e per le modalità di condivisione dell’odg, che non è stato discusso in anticipo, ma presentato tal quale alle opposizioni, senza coinvolgimento delle conferenze dei capigruppo».

Ore 22.20 – Il consigliere Casella ribadisce che la proposta delle opposizioni non era da intendersi in qualità di emendamento, ma come alternativa all’ordine del giorno. Il sindaco spiega che: «Non possiamo permetterci un consiglio a perdere. I cittadini si aspettano da noi dei provvedimenti. Sono profondamente deluso da questa richiesta di rinvio delle minoranze. Chi sceglie oggi di non assumersi delle responsabilità, sappia che deve assumersene anche le conseguenze». 

Ore 22.15 – Il sindaco, ritenendo compatibile l’ordine del giorno con la proposta delle opposizioni, chiede al segretario di integrare l’odg con un emendamento relativo all’auspicio di un tavolo tecnico rappresentato da tutti i gruppi consiliari, dalle forze politiche ulteriori e dalle forze sociali che potranno partecipare al dibattito. Si impegna a votare l’emendamento e chiede che la maggioranza faccia altrettanto.

Ore 22.11 – L’intera opposizione, per voce del consigliere Gianni Casella, esprime l’augurio che “il servizio che verrà” sia il migliore possibile, atteso che l’inattesa decisione che il comune ha preso rescindendo il contratto con la CamassAmbiente non è stata preventivamente condivisa con l’intera amministrazione.

Le opposizioni pertanto propongono di non approvare l’ordine del giorno ma aspettare il subentro della nuova azienda e di convocare, successivamente, un tavolo aperto a tutte le forze politiche interne ed esterne al consiglio comunale, nonché alle associazioni e ai cittadini, per trovare insieme una soluzione che gratifichi la città.

Ore 22.10 – I consiglieri tornano in aula.

Ore 21.45 – Pausa di alcuni minuti, per le osservazioni da parte dei consiglieri, in vista della deliberazione finale del consiglio.

Ore 21.25 – Il sindaco Francesco Spina prende la parola per leggere la proposta di delibera che il consiglio dovrà approvare  al termine della seduta.

delibera ok

In calce all’ordine del giorno viene inserita, secondo quanto proposto dalla consigliera Tonia Spina, la previsione di strumenti architettonico – urbanistici (contenitori interrati o simili) nei condomini, per facilitare il conferimento nel rispetto del decoro urbano.

Ore 21.10 – Su richiesta del consigliere casella interviene l’ing. Antonio Di Bari, per chiarire una volta per tutte che: «In questa fase non è possibile alcuno stravolgimento al contratto. Sono possibili piccole aggiunte, ma nessuna modifica sostanziale».

Ore 20.50 – La consigliera Tonia Spina, nell’ottica di un miglioramento del servizio, propone l’introduzione di contenitori interrati dotati di microchip in grado di monitorare gli eventi di conferimento rifiuti da parte dei cittadini.

Ore 20.30 – Il presidente del consiglio comunale Franco Napoletano ricapitola quanto accaduto dal 27 dicembre: «Il provvedimento del prefetto di Bari ci ha obbligato a seguire un percorso preciso. Avevamo il dovere di badare, prima che ai bidoni e ai bidoncini, ai possibili rapporti con la mafia di chi gestisce un servizio pubblico essenziale. Il provvedimento interdittivo ci spiega che la ditta, non oggi, ma dall’inizio non avrebbe dovuto stipulare un contratto con un ente pubblico. Il prefetto ci obbliga ad interrompere qualsiasi rapporto di natura giuridica, a patto ci siano altre ditte in grado di gestire il servizio. Questo stando alle carte. Perché, dopo mesi, la ditta non ha ancora presentato al comune una serie di carte, tra cui il piano operativo di sicurezza e il titolo di disponibilità dell’immobile da adibire a sede, un piano di spazzamento, l’elenco del personale impiegato per l’esecuzione del servizio, dando più di un’alibi al comune per nutrire sospetti? A parte, attendiamo il giudizio del TAR sulle inadempienze contrattuali, che arriverà a breve. La Camassa una “ditta esperta”? Dimentichiamo i bidoni “smollati” e sporchi su cui correvano topi e scarafaggi durante l’estate?»

franco napoletano

Ore 20.00 – Prende la parola il vicesindaco Vittorio Fata«Non raccontiamo, con poca onestà intellettuale, ai cittadini bugie, ma diciamoci la verità, senza strumentalizzazioni. E l’unica verità è che è stato fatto un bando, una ditta l’ha vinto con un bel progetto. Quando a giugno la CamassAmbiente si è aggiudicata l’appalto, ha fatto alcune promesse e chi dice che dormiamo da cinque anni  dice una bugia. Quando a settembre ci siamo resi conto che le cose non andavano, sono partite le prime contestazioni. Quando ci si è resi conto che le contestazioni non avevano effetto, secondo i principi di condotta del buon padre di famiglia, si è proceduto a rescindere il contratto. Il comune ha avuto un comportamento, almeno giuridicamente, ineccepibile. Ora, possiamo passare alle proposte e iniziare, per una volta almeno, iniziare a soffiare tutti nelle stessa direzione, che è quella del cittadino?»

vittorio fata

ORE 19.50 – Il capogruppo del Pd Angelantonio Angarano pone una domanda a tutto il consiglio: «Com’è possibile che un’azienda, che già conosceva la città da tanti anni e che da sei mesi operava in virtù della vittoria di una gara d’appalto, sia risultata completamente inadempiente sui punti essenziali del contratto? La Camassa aveva un compito preciso, che era quello di informare, responsabilizzare, educare, coinvolgere i cittadini. Non l’ha fatto. Non credo  che il Comune non si sia reso conto di questa prolungata mancanza e che non abbia capito che era anche suo interesse supportare una campagna di informazione e comunicazione adeguata. Se l’amministrazione continua a scaricare le colpe sulla stampa, sulla ditta, sui cittadini, su tutti, significa che ancora una volta prima del bene della città intera ha a cuore il suo interesse. Che senso ha avuto imporre all’azienda prima di Natale di attivare 12.000 utenze entro il 2 gennaio? La Camassa, naturalmente male, ma lo ha fatto.  È stato un atto folle, come folle è stato chiedere, dopo il recesso, anche la risoluzione del contratto». 

angelantonio angarano

ORE 19.41 – Il consigliere Tonia Spina riporta la discussione sulla questione: «Il progetto è bello, ci sono stati problemi nella corretta esecuzione. Mi tocca dire, nella mia funzione di rappresentante dei cittadini, che qualcuno avrebbe dovuto vigilare affinché questi problemi non si verificassero. Ad esempio: avremmo potuto somministrare un questionario di gradimento per individuare le criticità nelle due zone della città in cui il servizio è partito prima, per evitare che nelle altre tre zone della città si verificassero le stesse cose. Abbiamo avuto problemi anche nel capire la differenza tra condominio e abitazione e così ci siamo ritrovati la città invasa di mastelli. Prima di far partire il servizio avremmo dovuto acquisire, condominio per condominio, dati su anziani e disabili e capire dove si sarebbe potuto sostituire i bidoni condominiali con i mastelli. Tutto questo non è stato fatto, come non è stata portata nemmeno a termine una campagna informativa nelle scuole su come fare una corretta raccolta differenziata».

ORE 19.40 – Riprende la parola il sindaco Spina, per una precisazione: «Ho sempre parlato con Camassa in termini formali, cortesi, istituzionali. Non è mai mancata la comunicazione. Per tutto il periodo della gara e per tutto il periodo successivo non ho mai parlato in altri termini. Non avere parenti fino al 16° che lavorano per Camassa o altri gestori, mi ha permesso di poter scegliere il progetto migliore. Se però il servizio non va, io agisco da uomo libero, nell’interesse dei cittadini».

tonia spina

ORE 19.10 – Il consigliere Gianni Casella: «Fino ad oggi nessuno ha avuto il buon senso del padre di famiglia di fermarsi a riflettere per parlare con la città. Lo stiamo facendo oggi, per cui sarò propositivo. Al sindaco è sfuggito che a seguito della risoluzione del contratto con la Camassa, il servizio di raccolta rifiuti potrebbe terminare tra tre giorni, il 19 gennaio. Ho studiato anche io il progetto da 50 milioni di euro presentato da CamassAmbiente, che legittimamente, su presupposti tecnici e di operatività, ha vinto l’appalto battendo la concorrenza. Non era solo un bel progetto, ma un progetto perfetto, che avrebbe trasformato i rifiuti in risorsa così come noi abbiamo promesso alla città aderendo alla Strategia Rifiuti Zero».

Casella ricorda poi che: «Per anziani, disabili ed allettati è già previsto il ritiro domiciliare al posto del porta a porta, previa richiesta dell’utente al gestore. Nel capitolato si parla di isole ecologiche mobili che dovrebbero permettere ai cittadini di conferire senza doversi spostare in via Padre Kolbe o in Carrara Salsello. Non dobbiamo inventarci nessuna soluzione, solo far rispettare un progetto ottimo. Un progetto che, se fosse stato eseguito alla lettera, non ci avrebbe portato qui oggi. Ora, il 19 gennaio, se un nuovo gestore subentrerà alla CamassAmbiente, sarà in grado di garantire tutto questo in tempi utili? Credo sarebbe stato necessario coinvolgere le forze politiche prima di prendere una decisione e di firmare l’ordine del giorno preconfezionato che il sindaco ci propone. La scelta di rescindere il contratto potrebbe essere anche quella giusta, ma con grosse conseguenze sulla pelle dei cittadini. Non voglio tuttavia giudicare nessuno, perché sarebbe troppo facile oggi. Cerchiamo insieme una soluzione: se non risolviamo oggi il problema, si ripresenterà domani, in forma ancora più grave, a chi amministrerà la città domani».gianni casella

ORE 19:00 – Prende la parola l’ing. Pietro Consiglio«Il consigliere Rigante sembra l’avvocato difensore della CamassAmbiente. Ho letto tutto il progetto e il contratto. La Camassa ha previsto 170.000 euro per la comuniczione, che è la cosa che più è mancata. Non è l’unica inadempienza, come già detto dal sindaco. Ora lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, perché il Comune sta seguendo solo la giusta strada».

pietro consiglio ingegnerORE 18:50 – Al termine dell’intervento del primo cittadino, si apre il dibattito. Prende la parola il consigliere Roberta Rigante«La strategia rifiuti zero ci aveva fatto sperare che la questione rifiuti anche a Bisceglie diventassero un’opportunità e non un problema. Oggi invece siamo in emergenza. Questo però non può essere un deterrente. Se è vero che è mancata tutta la fase informativa agli utenti, è anche vero che il Comune avrebbe dovuto collaborare con la ditta incaricata. Si tenga presente che i tempi di rodaggio dati ai cittadini per metabolizzare questo cambio radicale del servizio è stato pari a zero. È mancato anche uno studio preliminare urbanistico nella città, perché non si può pensare di applicare a quartieri diversi sistemi di raccolta identici. Allo stesso modo non si sono analizzati i casi particolari, dando ai cittadini un pretesto per opporsi al cambiamento. Questo non doveva accadere in una città che ha aderito in maniera convinta al cambiamento. Scaricare tutte le responsabilità al gestore, è un atteggiamento semplicistico, se è vero, come la Camassa riferisce, che è mancata del tutto la collaborazione da parte del Comune. Cosa ha impedito al Comune, che fino a ieri non aveva un rapporto così conflittuale con la ditta, di compartecipare alle attività di sensibilizzazione ai cittadini, come pure chiesto da Camassa?».

Il consigliere comunale Roberta Rigante

Il consigliere comunale Roberta Rigante

ORE 18.40 – Al consiglio comunale è presente anche l’ing. Antonio Di Bari, dirigente ARO da novembre 2016 subentrato al comandante Michele Dell’Olio e messo a capo del servizio “ciclo integrato dei rifiuti” presso il Comune di Bisceglie. Il sindaco frattanto fa il punto su un’altra questione: «Ci sono 5300 evasori a Bisceglie. Mano a mano che questi soggetti che oggi inquinano la città andranno a chiedere i mastelli, usciranno allo scoperto. Autodenunciandosi, saranno individuati e costretti a pagare, consentendo a chi paga regolarmente di vedersi anche ridotta la TARI, oltre ad avere una città più pulita»

ORE 18.10 – «La raccolta differenziata è un obbligo – prosegue il primo cittadino – ma dobbiamo fare i conti con una interdittiva antimafia che ci costringe, come ha fatto Minervino, ad una risoluzione contrattuale dell’esecuzione anticipata del contratto con il gestore, la CamassAmbiente. Ricordo che lo spirito di questo consiglio comunale non è quello di fare un comizio, ma di trovare soluzioni e cercare accorgimenti che aiutino il cittadino a collaborare meglio a gestire questa situazione emergenziale per tutti».

Il primo cittadino riassume le centinaia di richieste ricevute in questi giorni: bidoni custoditi al posto delle centinaia di mastelli e dei cassonetti: «Che non possiamo illuderci di continuare a tenere a vista, perché  la legge non ce lo concede»; multe a chi non rispetta le regole: «ma non posso elevare sanzioni se c’è ancora tanto fumo» e possibilità di scelta per i cittadini. «Oggi siamo qui per difendere la città, come abbiamo fatto con la Lombardi prima e facciamo oggi con la Camassa. Frattanto si sappia che: la gestione unitaria prevista dall’ARO non si discute ed entrerà in vigore quando previsto; chi subentrerà alla CamassAmbiente dovrà attenersi al progetto presentato dal vincitore, agli stessi costi di servizio».

ORE 18.05 – La seduta di consiglio comunale prende inizio. 19 i consiglieri presenti. Prende la parola il sindaco.

«Siamo ad una svolta epocale – spiega il sindaco Francesco Spina. – Casualmente si chiude in questi giorni anche la vicenda Vigiliae, che dal 2006, quando diventai sindaco, si era cristallizzata. Da allora è iniziata una lunga transizione. Ancora oggi, dieci anni dopo, non abbiamo un gestore che abbia sottoscritto un contratto di igiene urbana,  per una serie di cause e lungaggini burocratiche. Si è portato avanti in questi anni un progetto politico fallimentare, opera dell’allora consigliere delegato Sergio Silvestris con l’ing. D’Alessandro. È un progetto antico, inadeguato, tanto è vero che per poter raggiungere i picchi che ci hanno consentito di non pagare l’ecotassa abbiamo dovuto forzare la mano con la raccolta condominiale a Sant’Andrea e al Seminario. Quella macchietta non ha funzionato».

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ORE 18:00 – Mano a mano che i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione raggiungono l’aula consiliare allestita a Santa Croce, il clima di tensione sale. L’ex monastero, mai come in questa occasione, gode di un pubblico largo e attento. Molti over 65.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 16 gennaio 2017