Dialetto, i love you! Risate, divertimento e riflessione: le poesie di Nicola Ambrosino all’Unitre.

Cultura // Scritto da Elisabetta La Groia // 2 ottobre 2014

Dialetto, i love you! Risate, divertimento e riflessione: le poesie di Nicola Ambrosino all’Unitre.


L’anno accademico dell’Unitre (Università delle Tre Età)  non poteva cominciare in modo migliore. Ieri, 1 ottobre 2014, alle ore 18, tutti gli allegri e “diversamente giovani” iscritti ai corsi dell’università e non, hanno ascoltato con grande partecipazione i versi dell’ormai noto Nicola Ambrosino. Presenti in sala anche il prof. Papagni che introduce la serata, annunciando l’intenzione di proporre un corso di dialetto, in modo da preservarne il ricordo e la trasmissione ai giovani interessati e Pinuccio D’Andrea, appassionato della materia.

Il ricco curriculum di Nicola Ambrosino, passato in rassegna dal prof. Papagni, è un susseguirsi di pubblicazioni in versi, inizialmente sul Biscegliese, attualmente sul nostro sito e mensile con il suo immancabile ‘ Graffio del Gattino’, di esperienze teatrali con la fondazione della compagnia ‘ Don Pancrazio Cucuziello’ nel 2005, insignito anche di complimenti dal cantautore Vecchioni in occasione di Notte di Poesia al Dolmen, per il suo componimento su Lucio Dalla.
C’è chi nel dialetto, lingua vile e rozza, vedeva addirittura l’ostacolo all’Unità d’Italia, c’è chi invece, ( e per fortuna!) ci ha sempre visto del buono e un ottimo strumento di comunicazione di massa, a partire dai compaesani Riccardo Monterisi e Sergio di Clemente (ricordato con un epitaffio), ispiratori dello stesso Nicola.
Del resto, la poesia raggiunge i cuori e gli animi anche di più diffidenti, se si muove sulla spontaneità, la schiettezza e sentenziosità che solo il dialetto è in grado imprimere alle parole.
Nell’antologia presentata da Nicola Ambrosino, la protagonista indiscussa è la realtà quotidiana fatta di persone e non personaggi, che si possono facilmente incontrare per strada: dalla signora che, affacciata al balcone, intrattiene la vicina con i pettegolezzi della settimana, ai nonni alle prese con gli effetti collaterali di una nuova ‘pillola blu’ e con la tecnologia, alla festa patronale, alle orde di ragazzine festanti alla vista di Raoul Bova. Immancabile la satira sulla politica e sulle le tasse, passando dal profano al sacro, con poesie dedicate al Papa e all’ incontro del Venerdì Santo.

Riportare tutti i titoli delle poesie declamate da Nicola è impossibile, bisogna solamente ascoltarle: perché l’arte mette tutti d’accordo, specialmente se parla la nostra lingua, il dialetto.

Elisabetta La Groia

Chi è Elisabetta La Groia

Laureata a pieni voti in "Filologia moderna", collabora con la redazione dal 2013. Giornalista pubblicista dal 2016, da sempre appassionata di storia e tradizioni locali.




Cultura // Scritto da Elisabetta La Groia // 2 ottobre 2014