SEL: DOVEROSE LE DIMISSIONI PER LA SALVAGUARDIA DELLA DIGNITA’ FEMMINILE

Politica / Riceviamo & Pubblichiamo // Scritto da La Redazione // 24 gennaio 2013

SEL: DOVEROSE LE DIMISSIONI PER LA SALVAGUARDIA DELLA DIGNITA’ FEMMINILE


Rosalba D'Addato (SEL)

Rosalba D’Addato (SEL)

Dopo la revoca delle deleghe all’assessore Maria Rita Gentile,  Rosalba D’Addato, Silvia La Franceschina e gli  esponenti della sezione locale SEL scrivono un comunicato che pubblichiamo:“Continuiamo a non capire le pratiche del sindaco Spina in tema di equilibrio di genere.  Dopo la sua elezione nominò una giunta  di soli uomini, evidente simbolo di arretramento , culturale, civile e democratico.

A nulla valsero gli inviti e  appelli opportunamente argomentati , per farlo recedere da questa sua anacronistica e arrogante posizione in pieno spregio allo stesso dettato costituzionale e alla copiosa normativa in materia di pari opportunità ci è voluta una sentenza del Tar; promossa quale estrema ratio di cittadinanza partecipe.

Solo in seguito a tale sentenza (che annullava anche l’art 39 dello statuto comunale nella misura in cui non prevedeva alcun obbligo di garantire l’equilibrio di genere) fu nominata l’avv. Maria Rita Gentile assessora ai servizi sociali, ruolo fino allora occupato dallo zio dott. Mimmo Spina. La nostra parziale soddisfazione fu offuscata da espressioni all’ interno della maggioranza che ringraziavano lo zio per aver lasciato il posto alla nipote.

Sel

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Al di la, di pur importanti, riflessioni sul  “familismo” era una questione di metodo che ci stava particolarmente a cuore.  Pensavamo e continuiamo a pensare che le donne non abbiano bisogno di “galanterie “. Non ne facciamo una questione  di quote, quello che ci sta a cuore e lo spazio e il diritto dell’elaborazione plurale, quindi il contributo femminile al governo della città, del paese quale preziosa e pregiata risorsa per tutti.

Questo processo è attualmente operativo in altre realtà politiche della nostra città. Mentre è del tutto evidente come la funzione dell’Assessora Gentile, spogliata di ogni delega dal recente atto monocratico del Sindaco, si riduca a mera vuota rappresentanza per garantire solo sul piano formale l’equilibrio di genere in giunta.

Ci piacerebbe sentire a tale proposito il “parere” della “commissione pari opportunità“. Alla dott. Gentile chiediamo se non consideri doverose le dimissioni quale estrema forma di salvaguardia della dignità femminile ?”

Rosalba D’Addato
Silvia La Franceschina
Esponenti SEL – Bisceglie




Politica / Riceviamo & Pubblichiamo // Scritto da La Redazione // 24 gennaio 2013
  • Pasquale Stipo

    Continuano le turbolenze all’interno del governo del Comune di Bisceglie. Dopo la revoca delle deleghe assessorili al l’avv. Maria Rita Gentile assessora ai servizi sociali, non non può non notarsi un gesto pesante che inciderà sicuramente sui futuri assetti della maggioranza. Già le lingue ben informate, nei giorni scorsi parlavano di eventuali rimpasti tirando in mezzo diversi nomi papabili al ruolo per il rilancio dell’attività amministrativa. Resta da capire quanto questi nomi corrispondano a realtà. L’Avv. Gentile alla quale va ogni forma di rispetto, dovrebbe presentare eventuali memorie ed osservazioni in difesa del suo ruolo e della sua figura di Donna in un consesso cittadino che prevede tra l’altro il rispetto delle pari opportunità, nel contempo, farebbe bene a dimettersi per salvaguardare la sua immagine è di Donna e di Professionista. Comunque, visto il clima, possiamo ripetere le famose parole di Corrado che esclamava puntualmente prima della pubblicità : “E non finisce qui, continua!”

    • Michelangelo Tarricone

      Il grande Pasolini parlando dei napoletani diceva che: “sono una grande tribù che anzichè vivere nel deserto o nella savana, come i tuareg o i beja, vive nel ventre di una grande città di mare”. Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che noi chiamiamo storia o altrimenti la modernità.
      Ma la storia insegna, e tu lo sai molto bene perchè uomo colto e preparato, che solo chi si è impastato con la “plebe” ha fatto rinascere questa città purgatorio, sempre sospesa tra la dannazione e la gloria (e sai a chi mi riferisco!!!!).
      Non si reclamano, quindi, intellettuali organici ai partiti o assessori illuminati calati dall’alto. Ormai, tu mi insegni, che la politica e le istituzioni sono come la televisione: un apparire di parole e sogni, che sembra essere presente nella realtà, ma lo è solo, spesse volte, in modo ridicolo.
      Ecco, questo è lo spettacolo balneare che stiamo vivendo in una città che regredisce giorno dopo giorno e che nessuno ha il coraggio di tirarla su.

      • Pasquale Stipo

        Dopo aver letto lo sconfortanti notizie che quotidianamente affliggono la nostra città non posso a fare a meno di dire che “la città merita di più”, né ho potuto esimermi dal sedermi davanti al computer per scrivere un breve commento di condivisione con quanto affermato dal bravo Michelangelo.
        La città di Bisceglie è in agonia e questo è dimostrato. Se vogliamo guardare l’aspetto della città, dalle luci abbassate, dal clima mesto, dalla scarsa pulizia e dalla scarsità delle persone che affollano i negozi, oltre alla mancanza di iniziative idonee capaci di conferire così lustro ad una città, un tempo riferimento per tutti i paesi del circondario.
        Purtroppo l’attuale amministrazione dimostra numerosi limiti: l’attività svolta spesso si riduce all’ordinaria amministrazione. La revoca dell’incarico assessorile all’Avv. rappresenta l’ultima conferma in ordine di tempo del malessere, anche se non ammesso da qualcuno, che alligna nella giunta.
        Questa vicenda, in un paese normale, imporrebbe una riflessione seria alla politica, alla società civile, alle istituzioni locali. Nulla di tutto questo, un silenzio generale. Bisceglie è una città in agonia. Agli occhi dei cittadini che non portano il proprio cervello all’ammasso, si presenta una impietosa fotografia del degrado culturale, politico e morale che la pervade, e che purtroppo non suscita una reazione almeno per il momento. Tutto è diventato accettabile, anche quello che altrove sarebbe uno scandalo. Tutto è diventato normale, anche quello che altrove sarebbe considerato riprovevole. Tutto ha acquisito cittadinanza, anche quello che altrove scatenerebbe una durissima repressione.